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Cina, salvati 800 cani destinati al macello

  • Mercoledì, 21 Gennaio 2015 13:44 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA

La Stampa
21 01 2015

Importante operazione delle associazioni protezionistiche cinesi contro il traffico di cani destinati ai macelli. Nella provincia del Sichuan, lo rende noto Animals Asia, centinaia di cani sono stati liberati dalle mani dei contrabbandieri.

Il blitz è nato dopo aver raccolto prove sull’esistenza di un deposito per il commercio illegale nella città di Luzhou, dove venivamo condotti e macellati i cani. Così è stato poi richiesto l’intervento urgente del Dipartimento di Sanità Animale.

Nell’operazione sono stati recuperati quasi 800 cani, fra i quali esemplari di specie allevate come i border collie, i pastori tedeschi e i golden retriver, tutti con indosso ancora il collare – segno evidente che erano stati sottratti ai legittimi proprietari. I cani sono stati affidati alle cure dei volontari in una riserva naturale gestita dall’associazione Home of Love di Chengdu.

«Il team di Animals Asia lavora a stretto contatto con le associazioni protagoniste di questo salvataggio - ha commentato Irene Feng, Responsabile di Animals Asia per il programma Cani e Gatti -. Da lungo tempo collaboriamo con Home of Love e Chongquing Small Animal Protection Association, fornendo loro assistenza, supporto logistico per le operazioni, aiuto per le cure veterinarie, le vaccinazioni e il cibo».

Per finanziare le cure necessarie per questi 800 cani, Home of Love ha lanciato una campagna di raccolta fondi sul proprio sito. Sono stati raccolti già 11.000 dollari (circa 8.600 euro) in quella che si annuncia una gara di solidarietà, in un paese che sta lentamente ma con forza ripensando il proprio rapporto con gli animali.

Durante il terremoto del 2013 a Ya’an, Animals Asia ha lavorato al fianco di Home of Love per vaccinare e sfamare i cani nella regione colpita dal disastro. A marzo del 2013, Animals Asia ha fornito sostegno veterinario e logistico per il salvataggio di 900 cani compiuto dall’associazione Chongqing Small Animal Protection.

twitter@fulviocerutti

La Stampa
18 09 2014

Vi ricordate il mostro di Milwaukee, Jeffrey Dahmer? Confessò di aver assassinato e smembrato 17 uomini e, in alcuni casi, di aver commesso atti di cannibalismo. Da bambino, nel suo cortile, Dahmer impalava cani e conficcava chiodi nei gatti. E Edmun Kemper? fu condannato nel 1973 in seguito a 8 imputazioni per omicidio di primo grado (8 donne, inclusa sua madre). A 13 anni uccideva i gatti del vicinato (a volte seppellendoli vivi), metteva le loro teste su dei pali e compiva riti con i suoi “trofei”. E Albert Desalvo, lo “Strangolatore di Boston”? Uccise 13 donne tra il 1962 e il 1963. Da giovane catturava gatti e cani richiudendoli in gabbie e si divertiva lanciandogli contro delle frecce attraverso le sbarre.

Ci sono alcune decine di casi come questi nel Rapporto che il Corpo Forestale dello Stato, insieme all’associazione Link-Itralia (che si occupa di diritti degli animali) ha illustrato stamattina. Facendo riferimento ad uno studio americano (da qui l’esemplificazione tutta relativa agli Stati Uniti) il Rapporto sottolinea come nell’esperienza di un serial killer, di uno mostro, di uno stupratore e in genere di una persona violenta, ci sia sempre un «apprendistato» fatto ai danni degli animali. Attenti dunque – è il messaggio che il Corpo forestale vuole diffondere – a chi da bambino (l’età in cui la tendenza comincia a manifestarsi è sei anni) si dimostra violento con gli animali: da grande avrà forti probabilità di sviluppare comportamenti aggressivi e criminosi.

E questo per dire della pericolosità sociale di simili soggetti. Senza dire che la violenza su queste creature è di per sé un abominio, che il Corpo Forestale contrasta come può. Negli ultimi dieci anni oltre 15 mila animali sono stati sottratti a chi li maltrattava, soprattutto cani (9.500), ma anche gatti (poco più di mille), cavalli e una quantità di animali esotici come pappagalli, leoni, coccodrilli, serpenti di varia natura, perfino un leone marino. Sono stati sequestrati 123 immobili destinati a pratiche seviziatorie: non solo canili lager, ma anche gabbie, scantinati per combattimenti tra cani, box, vere camere di tortura.

Tra i reati più diffusi la zooerastia, cioè i rapporti sessuali con gli animali, la bestialità, cioè il filmarsi mentre si infliggono torture agli animali, i crush videos in cui si vedono cuccioli uccisi con ferocia … e via elencando. Il tutto con l’aggravante della diffusione di questo materiale via social network o youtube.

C’è poi un nesso tra maltrattamenti sugli animali e criminalità: la cosiddetta «pedagogia nera» secondo cui un criminale baby, per essere svezzato e iniziato alla malavita, deve cominciare con l’infierire sugli animali.

La risposta – in positivo – a questo fenomeno è, beninteso, la repressione a norma di legge (numero 189 del 2004), ma soprattutto una pedagogia positiva che spinga i piccoli (e i grandi) ad avere rispetto per gli animali: cibo, acqua, ambiente adeguato, considerazione delle loro esigenze … e non scambiare mai un cucciolo per un giocattolo con cui intrattenere i pargoli della specie umana.

Raffaello Masci

Articolo Tre
07 08 2014

Anche quest'anno la Lav ha pubblicato il Rapporto Zoomafia 2014, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV. La nuova edizione del Rapporto, “illegalità, malaffare e crimini contro gli animali”, alla sua quindicesima edizione, analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità nel 2013.

Secondo il rapporto, nel nostro Paese, ogni ora, la Procura apre un nuovo fascicolo per reati contro gli animali. Dal traffico di cuccioli alle corse clandestine dei cavalli passando per i combattimenti di cani, che sono in forte crescita, le illegalità che colpiscono gli animali sono diverse.

Il traffico di cuccioli si conferma come la prima emergenza zoomafiosa. I confini tra commercio legale e traffico illegale sono labili e non solo perché le rotte e la provenienza sono le stesse, ma perché molte volte, dietro importazioni legali e autorizzate vengono celati, tra i meandri di documentazione, certificati e passaporti, animali clandestini. Nei Paesi di origine i cuccioli vengono comprati per pochi euro, spesso arrivano ammalati e accompagnati da falsi pedigree e da documentazione contraffatta. La regia del business fa capo a gruppi organizzati che importano gli animali e li smerciano attraverso venditori compiacenti.

Sono circa 2.000 i cuccioli che ogni settimana entrano nel nostro Paese illegalmente.

A seguire l'illegalità nel mondo dell'ippica, oltre alle corse clandestine, alle gare di sforzo, spesso i cavalli quando non ce la fanno più vengono abbandonati sulla strada. Per non parlare del giro di scommesse clandestine che c'è dietro a queste corse, dove spesso i cavalli sono dopati.

Altro settore di infiltrazione della criminalità organizzata è quello delle corse ippiche ufficiali, dove l’illiceità delle attività può riguardare sia la gestione delle scommesse presso i punti ufficiali sia la gestione delle stesse corse che possono essere influenzate da accordi occulti tra scuderie o driver, da atteggiamenti minatori verso i fantini o dalla pratica del doping sugli animali. Sono in media circa 180 all’anno i cavalli che corrono in gare ufficiali che risultano positivi in seguito alle analisi antidoping.

Nuovi, preoccupanti segnali indicano poi la ripresa dei combattimenti tra cani. Fenomeno mai sconfitto, ma che per un periodo è sicuramente diminuito rispetto a prima. Persone denunciate, combattimenti interrotti, ritrovamenti di cani con ferite da morsi o di cani morti con esiti cicatriziali riconducibili alle lotte, furti e rapimenti di cani di grossa taglia o di razze abitualmente usate nei combattimenti, sequestri di allevamenti di pit bull, pagine Internet o profili di Facebook che esaltano i cani da lotta, segnalazioni: questi i segnali che indicano una recrudescenza del fenomeno.

Vi è poi il traffico internazionale di animali o parti di essi, che in Italia trova terreno fertile sia come via di transito che come meta finale. Secondo i dati del 2013, c'è stato un aumento del 10% del commercio e della detenzione illegale delle specie protette e tutelate dalla CITES rispetto all’anno precedente. Avorio, serpenti, scorpioni, macachi, pappagalli, tartarughe, ma anche caviale, prodotti in pelle di animali protetti sono il cuore del business internazionale di fauna esotica protetta per un giro d'affari milionario. Il bracconaggio con i reati relativi all’uso e detenzione di armi e munizioni conferma la sua pericolosità.

Anche il randagismo non accenna a diminuire. Solo nel 2013 sono state sequestrate almeno 11 strutture per un totale di 1700 cani in pessime condizioni igieniche e di salute, tenuti in strutture fatiscenti.

Nemmeno il mare non è esente dalla zoomafia, la filiera del pesce è uno dei comparti a maggior rischio illegalità. La pesca illegale è ancora ampiamente praticata in tutto il Paese ed è stata favorita, se non tollerata, dalla debole ed inefficace risposta delle istituzioni, dalle sanzioni irrisorie, dalle deroghe e permessi speciali spesso concessi senza tenere conto dei pareri scientifici. I casi più dimostrati sono l’illegalità nella pesca al tonno rosso e nell’uso delle spadare, la vendita di pesce “sotto misura” o di specie vietate, lo strascico sotto costa.

Inoltre le infiltrazioni sono presenti anche all'interno delle attività zootecniche connesse all'alimentazione umana. Un sistema di malaffare legato alla gestione di allevamenti, alle truffe, al traffico illegale di medicinali e sostanze dopanti, al furto di animali da allevamento, alla falsificazione di documenti sanitari.

Dinamo Press
20 giugno 2014

Dopo settimane di mobilitazione il 19 giugno è stata approvata all'unanimità, in aula consigliare, la mozione salva canili e gattili comunali.
Il 17 giugno a Piazza del Campidoglio, i lavoratori e i volontari dei canili comunali si sono ritrovati, per il terzo consiglio comunale consecutivo, per chiedere il ritiro della vergognosa delibera 148.

Dinamo Press
20 06 2014

Roma, dopo settimane di mobilitazione ieri è stata approvata all’unanimità, in aula consigliare, la mozione salva canili e gattili comunali.

Il 17 giugno a piazza del campidoglio, i lavoratori e i volontari dei canili comunali si sono ritrovati, per il terzo consiglio comunale consecutivo, per chiedere il ritiro della vergognosa delibera 148.

Con grande soddisfazione possiamo dire di aver vinto questa battaglia, la mozione che abbiamo presentato insieme al consigliere di Sel Gianluca Peciola è stata approvata all’unanimità.

Gli effetti sono l’immediata sospensione degli effetti attuativi della delibera, quindi lo stop immediato dei licenziamenti e della deportazione degli animali in strutture private. Questa vittoria apre uno squarcio in questa maggioranza che si appresta a varare il piano di rientro da un miliardo di euro. Piano di rientro che devasterà’ quel che rimane dei servizi pubblici.

La speranza è che la nostra battaglia diventi la lotta di tutte le migliaia di lavoratori che nei prossimi mesi si troveranno nelle nostre condizioni. Pur nella consapevolezza che il percorso che porta al definitivo ritiro della delibera 148 è ancora lungo, oggi possiamo dire che questa vittoria è frutto della mobilitazione di ogni singolo lavoratore, dei volontari, degli animalisti e di tutti quelli che ci hanno sostenuto.

LA LOTTA PAGA.

Lavorator* e volontar* dei canili e gattili comunali


Di seguito l’appello all’assemblea pubblica: “Per i servizi pubblici contro le privatizzazioni e i licenziamenti”. Lunedì 23 ore 18 presso Acrobax. Roma non si vende. Roma si riprende!

E’ sotto gli occhi di tutti. Chiunque vive a Roma e usufruisce di servizi pubblici, sa che è in atto un depotenziamento totale, uno stillicidio quotidiano, dall’assistenza ai disabili ai servizi sociali, dalla situazione nelle scuole ai trasporti pubblici.

E’ sotto gli occhi di tutti/e. Chi lavora nell’amministrazione, nei servizi o nelle aziende comunali sa che dovrà aspettarsi tagli al salario, aumento della mole di lavoro o direttamente il licenziamento.

E’ sotto gli occhi di tutti. Chi è ponto a spartirsi la torta e fare profitti sulla ricchezza sociale di Roma, sta lavorando nell’ombra per poter approfittare del prossimo piano di privatizzazioni.

E’ evidente che si sta costruendo una tabula rasa dei servizi pubblici, per poter costruire la privatizzazione e la speculazione sui beni comuni. E’ una questione che riguarda tutti e che ci interroga su diversi aspetti di questo processo. A partire dal decreto “SalvaRoma” o meglio “AmmazzaRoma”.

Stanno immaginando una metropoli in cui i diritti non sono esistono, ma solo bisogni da soddisfare dietro pagamento. Per questo è necessario costruire una mobilitazione che stabilisca contenuti di radicale alternativa con relazioni sociali forti e dal basso, per proporre un modello altro.

Per questo invitiamo cittadini/cittadine, lavoratori/trici, sindacati conflittuali, spazi occupati e movimenti sociali a partecipare ad un’assemblea pubblica, Lunedì 23 alle ore 18, ad Acrobax (ex-cinodromo via della vasca navale n 6 sotto ponte marconi).

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