Bambino trolley CeutaCercavano droga, gli agenti dell'enclave spagnola di Ceuta, insospettiti dal nervosismo di una ragazza marocchina che trascinava alla frontiera un trolley riempito di qualcosa di pesante. Ma i raggi X del posto di controllo hanno rivelato l'impensabile: un bambino di otto anni, dí origine ivoriana, raggomitolato in posizione fetale in quell'utero di dura plastica dotato di manico e rotelle. Fallito il tentativo, si è presentato alle autorità il padre, lui munito di regolari documenti.
Emanuele Trevi, La Stampa ...

Le persone e la dignità
04 05 2015

Dopo quella contro la Repubblica Ceca, la Commissione europea ha deciso di avviare la procedura d’infrazione anche nei confronti della Slovacchia per violazione della direttiva anti-discriminazione.

Il motivo è sempre lo stesso: la sistematica discriminazione subita dai bambini e dalle bambine rom nel sistema scolastico nazionale.

Il governo di Bratislava sostiene che tutti gli alunni godono dello stesso trattamento. Lo ha affermato, l’anno scorso, anche davanti alle Nazioni Unite, in occasione dell’Esame periodico universale.

La realtà appare diversa.

Secondo il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite, nel 2012 il 43 per cento degli alunni rom era segregato in classi mono-etniche. L’anno dopo il Difensore pubblico dei diritti, una sorta di Ombudsman nazionale, ha reso noto che i rom rappresentano oltre l’88 per cento dei bambini e delle bambine assegnati a classi speciali e a scuole per alunni con lieve disabilità mentale.

Nonostante nel 2012 la corte regionale di Prešov avesse stabilito che la prassi di separare i bambini rom dai non-rom è illegale, negli ultimi anni il governo ha finanziato e attuato il cosiddetto progetto delle “scuole container”, poste direttamente all’interno degli insediamenti rom.

Invece d’impegnarsi a garantire l’integrazione – per il bene di tutta la collettività, non solo dei rom – dei bambini e delle bambine rom nelle scuole ordinarie, il governo in questo modo non ha fatto altro che rafforzare la segregazione già esistente.

Si spera che la procedura d’infrazione avviata dalla Commissione europea possa cambiare la situazione.

 

Chiedevano prestazioni sessuali in cambio di una manciata di spiccioli o di un po' di cibo, così attraente per quei bambini denutriti, spesso orfani, buttati nel centro per sfollati dell'aeroporto di Bangui, la capitale della Repubblica Centrafricana. L'infamante accusa pesa su 16 soldati francesi, che tra la fine del 2013 e i primi mesi del 2014 si trovavano nell'ex colonia di Parigi in missione di pace.
Leonardo Martinelli, La Stampa ...
"Ho visto un furgone correre verso l'ospedale travolgendo un corpo, una ragazza giovane, molto giovane, coperta di polvere, la faccia in terra". È un'immagine, quella scelta da Rupa Joshi, dell'Unicef in Nepal, che dice cosa è successo e sta ancora succedendo in un Paese travolto dalla paura e bisognoso di acqua, cibo, cure. "I bambini passano notti terribili, al freddo, con la neve o la pioggia"
Alessandra Baduel, la Repubblica ...

Stranieri, minori e soli

  • Mercoledì, 29 Aprile 2015 14:10 ,
  • Pubblicato in Flash news

Corriere delle migrazioni
29 04 2015

I dati statistici sui MSNA ci dicono che sono aumentati del 69%. Dei 7.883 migranti che hanno attraversato il Mediterraneo nei primi 2 mesi del 2015, 1 su 10 ha meno di 18 anni. Di questi, 240 sono arrivati insieme ad almeno un parente, ma la stragrande maggioranza, gli altri 521, hanno affrontato il viaggio completamente soli. Sono soprattutto maschi, provenienti da Gambia (135), Somalia (129), Eritrea (117) e altri Paesi dell’Africa sub-sahariana, ma anche da Siria e Palestina. Diminuisce secondo le notizie fornite dal blog, anche l’età media di chi parte da solo, ne arrivano anche di 9 anni quando veramente è difficile sopravvivere senza supporto. Una volta giunti finiscono negli speciali centri o, se sono fortunati, in case famiglia. Spesso scappano, di loro si perdono le tracce e rischiano di divenire maggiorenni, quindi poi irregolari ed espellibili. Scappano perché in molti dei centri non sono garantite le condizioni minime di vita, come abbiamo già segnalato nel caso del Salem di Roma, o perché non riescono ad entrare nei meccanismi che dovrebbero garantire loro inclusione.

A volte fuggono per oltrepassare la frontiera alla ricerca di parenti, anche alla lontana, che vivono nei paesi del Nord Europa, spesso vengono ripresi e riportati nei centri da cui sono fuggiti, a volte perdono anche il diritto all’accoglienza e si ritrovano sbattuti come pacchi da un posto all’altro. Sono considerati, anche per gli enti che hanno l’appalto per la gestione dei minori, estremamente preziosi. Per loro lo Stato garantisce una spesa che è quasi doppia rispetto ai 35 euro che vengono forniti, al giorno, per gli adulti. Risorse che dovrebbero essere utilizzate per garantire scolarizzazione, spazi ludici, un minimo di serenità che molte volte non trovano.

 

 

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