Atlas web
09 10 2013

Il numero di denunce per traffico di donne in Brasile è aumentato del 1.500 per cento nei primi sei mesi dell’anno, secondo il bilancio semestrale diffuso questa settimana dalla Segreteria delle Politiche per le Donne del paese sudamericano.brasilelavoratricedomestica

Nei primi sei mesi del 2012 le denunce presentate ai centri di assistenza per le donne gestiti dal governo federale sono state 17, mentre nello stesso periodo del 2013 sono aumentate a 263. Di queste, 170 riguardano casi di traffico internazionale e 90 all’interno del Brasile.

Nel 34 per cento delle denunce, continua il documento, si parla di “rischio di morte” per le vittime.

Secondo i dirigenti della Segreteria, questo aumento delle denunce si deve all’impatto delle campagne di sensibilizzazione condotte dal governo.

Forse ci siamo persi qualcosa del Brasile. Tra storie tristi di favelas e teologie calde del Terzo Mondo, abbiamo iscritto il Paese all'opposizione del capitalismo e del mercato. ...

Papa a Rio, sicurezza in tilt e disordini

  • Martedì, 23 Luglio 2013 09:49 ,
  • Pubblicato in REPUBBLICA
La Repubblica
23 07 2013

Padre Lombardi: "Errori, ma nessuna paura".
Il portavoce vaticano racconta i momenti di allarme vissuti quando Francesco è rimasto bloccato tra la folla: "Il segretario era preoccupato, Francesco no".

RIO DE JANEIRO - "Il segretario di Francesco, don Alfred Xuereb, era preoccupato, il Papa no, anzi ha lasciato che don Alfred riprendesse lo scompartimento vuoto". Il portavoce della Santa Sede racconta così il caos della sicurezza brasiliana, con il Papa che è rimasto bloccato tra la folla durante il trasferimento dall'aeroporto al palazzo presidenziale. "E' stato fatto qualche errore. Ma non voglio drammatizzare. Non c'era il senso di qualcosa di drammatico", ha continuato. "Papa Francesco è molto contento dell'accoglienza dell'entusiasmo con cui è stato accolto al suo arrivo a Rio de Janeiro. La tv ha mostrato un momento in cui il corteo per sbaglio ha imboccato una strada chiusa. E ciò senza che mai sorgesse nessuna preoccupazione per la sicurezza". In effetti Bergoglio non ha mai chiuso il finestrino dell'utilitaria su cui era salito, una Fiat prodotta in Brasile: la più piccola del corteo. E molti fedeli, assiepati lungo il percorso, sono riusciti addirittura a toccarlo.
        
"Per aver accesso al Popolo brasiliano bisogna entrare dal portale del suo immenso cuore; mi sia quindi permesso in questo momento di bussare delicatamente a questa porta", ha detto Francesco nel suo primo discorso rivolto ai brasiliani, pronunciato in portoghese, con un forte accento spagnolo, davanti anche alla presidente Roussef. L'entusiasmo per il Papa, nel Paese, è enorme.

Ma la preoccupazione per la sicurezza, comunque, resta forte. Ieri sera un ordigno di tipo artigianale è stato scoperto all'interno di un bagno in un parcheggio del santuario di Nostra Signora di Aparecida, che Francesco dovrà visitare in settimana (una tappa cui tiene molto, visto che in questa località - nel 2007 - si svolse la conferenza dell'episcoppato latinoamericano da cui venne tratto un documento importanti sulle questioni sociali). E poi la visita del Papa è diventata anche l'occasione per una nuova ondata di proteste contro il governo: ci sono stati scontri tra polizia e manifestanti di fronte al palazzo Guanabara, nelle ore in cui si teneva la cerimonia di accoglienza di papa Francesco. Quasi duemila persone avevano deciso di dirigersi verso il palazzo ma sono stati fermati dai lacrimogeni degli agenti. Uno di questi è rimasto ferito da una bottiglia molotov lanciata dalla folla e trasferito d'urgenza in ospedale. Ferito anche un fotografo della France Presse.

Oggi nessun appuntamento ufficiale nell'agenda di Papa Francesco. Solo riposo dopo il lungo viaggio. Ma come sempre, nel caso di Bergoglio, non sono esclusi fuori programma. "Il Papa è sempre capace di inventare qualche cosa di nuovo, quindi non posso assolutamente assicurare che sia un giorno del tutto tranquillo", ha ammesso padre Lombardi.

Corriere della Sera
18 04 2013

Agiscono nella notte e senza pietà. L’obiettivo sono i senzatetto di Goiania, la capitale dello Stato brasiliano di Goias. Negli ultimi nove mesi sarebbero già state 29 le vittime. Una sorta di pulizia etnica attuata da un gruppo di sterminio organizzato secondo quanto hanno sostenuto ieri la sottosegretaria ai Diritti Umani, Maria do Rosario, e il Presidente della Commissione Nazionale per i Diritti Umani dell’Ordine degli Avvocati del Brasile (OAB), Wadih Damous. Il governo ha chiesto l’apertura di un’indagine federale e il gesto non è piaciuto alle autorità locali che gettano acqua sul fuoco.

E tra il migliaio di homeless che vive nella città si sta diffondendo il terrore. Gli assassini non risparmiano nemmeno i ragazzini: tra le vittime c’è anche un tredicenne ucciso a bastonate. Tuttavia non è ancora veramente chiaro cosa scateni la strage: tra le ipotesi degli inquirenti locali c’è anche quella una resa dei conti con alcuni trafficanti di droga della zona. Una tesi che ha preso più corpo ieri dopo l’arresto di cinque sospetti tra cui almeno tre piccoli trafficanti. A far scattare il blitz è stato domenica scorsa il ferimento di un giovane tossicodipendente che ha ammesso di vendere droga per procurarsi la roba.

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