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Qualcosa è cambiato

Da ieri sera, qualcosa è cambiato, per tutti. Dopo 41 anni di inchieste e processi, il massacro del 28 maggio 1974 in piazza della Loggia - una bomba uccise otto persone durante una manifestazione antifascista - non è più una strage impunita. Non lo è grazie a due condanne di grande peso e significato.
Benedetta Tobagi, la Repubblica ...
Corriere della Sera
17 07 2013

Era stato più volte denunciato per stalking dalla ex moglie Pasquale Iacovone, il padre dei due bambini morti carbonizzati questa mattina in un incendio a Ono San Pietro (BS), in Vallecamonica.

I due erano separati da quattro anni e la donna aveva chiesto che gli fosse tolta la potestà genitoriale. Una situazione che aveva reso più tesi i rapporti tra Iacovone e l'ex moglie.

«TE LI AMMAZZO» - Quello che è certo è che sotto c'è una storia agghiacciante fatta di continue minacce. Raccolte in oltre 10 querele. Tante sono quelle che Enrica Patti, la madre dei piccoli Davide e Andrea Iacovone, ha presentato dal 2010 a oggi.

In una di queste, del 2 luglio 2012, come spiega l'avvocato della donna Pier Luigi Milani, «lui disse: "ammazzo te e tua madre. L'unico modo per farti del male...e mi porto via i bambini 15 giorni e te li ammazzo». Per l'avvocato si trattava di «uno stillicidio». Il padre dei bambini, Pasquale, «era ossessionato dall'idea di fargliela pagare, non accettava di essere stato lasciato. La insultava, anche davanti ai bambini. E anche in pubblico diceva frasi del tipo "ti spacco la testa"».

REVOCARE PATRIA POTESTA' - Una volta, poi, «aveva mostrato un grosso coltello da cucina al figlio più grande, dicendo che l'avrebbe usato per uccidere la mamma. Così poi avrebbe avuto la mamma al cimitero e il papà in prigione».

E i piccoli risentivano di queste pesanti accuse. A scuola, sempre secondo quanto racconta l'avvocato Milani, i bimbi «erano irascibili, irrequieti, e non rendevano». Tanto che «i servizi sociali - spiega - avevano avviato un provvedimento per revocare a Pasquale la patria potestà, anche contro il parere della signora Patti, che temeva un ulteriore inasprimento dei rapporti».

E proprio la mattina di lunedì 15 luglio a Iacovone «era arrivato il decreto di citazione per il processo penale per stalking per il 22 ottobre prossimo».
 
USTIONATO - Da tre anni l'uomo, che faceva lavori come imbianchino e muratore, viveva in affitto nell'appartamento andato a fuoco: i Vigili hanno dovuto lavorare molto per spegnere l'incendio. Iacovone, invece, è stato estratto ancora vivo dalle fiamme grazie all'aiuto del proprietario di casa accorso sul posto. Il padre dei due bambini presentava ustioni su oltre l'85 per cento del corpo ed è stato trasferito di corsa in ospedale. Sul posto sono intervenuti anche il nucleo investigativo dei Carabinieri, la scientifica e il pubblico ministero, Eliana Dolce. È stato aperto un fascicolo per duplice omicidio a carico di ignoti.
 
LA DINAMICA - Sono le ore 10 di martedì 16 luglio quando un'esplosione distrugge un appartamento di Ono San Pietro (Vallecamonica) e provoca la morte di due fratellini, uno di 9 anni (Davide) e l'altro di 12 (Andrea).

Il padre, che ha circa 40 anni, è stato portato prima all'ospedale di Esine e poi trasferito al Centro grandi ustionati di Padova.

Un dramma che si inserisce in una situazione familiare estremamente delicata con la madre, Enrica Patti, separata e i figli contesi.

L'incendio, al piano terra di una palazzina di tre piani, ha distrutto la camera da letto: i corpi dei bimbi, carbonizzati, erano nella camera da letto.

BRESCIA: IL FEMMICIDIO (CHE NON E' RAPTUS) DIVENTA STRAGE

  • Lunedì, 05 Marzo 2012 07:34 ,
  • Pubblicato in L'Analisi
di Luisa Betti, Women's Human Rights
5 marzo 2012

Un altro femmicidio, tutto italiano, con un ex marito che uccide la ex moglie, da cui si era separato due anni prima, su cui i giornali titolano, ancora una volta: “delitto passionale” e “raptus di gelosia”, indicando la gelosia come un movente sostanziale per un delitto, che questa volta è strage, per quello che in realtà è l’atto supremo di violenza, controllo e possesso dell’uomo nei confronti della donna che non risponde più alle sue aspettative.

ANDREOLI E GLI UOMINI SENZA FRENI

  • Lunedì, 05 Marzo 2012 14:58 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA
di Flavia Amabile, La Stampa
5 febbraio 2012
 
Dopo il delitto di #Brescia frutto di una persona lucida non di un matto in preda ad un raptus, dice lo psichiatra.

Vittorino Andreoli, psichiatra, una vita trascorsa ad analizzare i meandri della mente nei crimini più efferati, che cos’è successo stavolta in questo delitto di Brescia?
«Ci troviamo di fronte ad una famiglia molto complicata, in una situazione in cui gli equilibri erano molto fragili. Il personaggio principale è la gelosia».

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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