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"Voglio che questa storia serva a qualcuno". L'improvvisa confessione di Lapo Elkann sugli abusi subiti in un collegio religioso (fuori d'Italia) è un segnale per papa Bergoglio. E non perché l'istituto appartenga allo stesso ordine del papa argentino, l'ufficio stampa dei gesuiti smentisce. Ma per due motivi cruciali. ...

Il sindaco Mucchi revoca a Don Tosi il "Premio Pavanelli"

  • Venerdì, 18 Ottobre 2013 13:39 ,
  • Pubblicato in Flash news

Telestense
18 10 2013

Lo ha deciso il sindaco di Migliarino Sabina Mucchi che in queste ore, e dopo la lettera pervenutagli dall’assessore all’agricoltura della Provincia, Stefano Calderoni, che chiedeva al sindaco di revocare il premio assegnato a don Tosi nel 2005, quando sia Calderoni che la Mucchi erano nella giunta del sindaco Rita Reali, sta predisponendo l’atto formale della revoca per un premio che a Migliarino viene consegnato a persone che sono contraddistinte per aver realizzato opere utili per la comunità. 

La notizia dell’abuso commesso da Don Tosi, accertato da una sentenza del Tribunale, infatti è arrivata dopo uno scoop della trasmissione “Le Iene”. Un fulmine a ciel sereno per la comunità di Migliarino.

“Sono sconvolta come donna e come sindaco” afferma il primo cittadino Mucchi. “Quelli della mia generazione stentano a crederci perché Don Tosi nella nostra comunità ha fatto molte buone azioni e per questo non ce lo saremmo mai aspettato”.

“La decisione di revocare il premio – spiega il sindaco – parte da due ragioni: la prima è che vogliamo dare un segnale che faccia capire che l’amministrazione è vicina ad Erik Zattoni e alla sua famiglia. In questi anni hanno vissuto un dramma di questo genere in totale solitudine”.

“La seconda ragione – aggiunge la Mucchi – sta nel fatto invece che si tratta di una storia che ha a che fare con l’abuso ad una donna giovane”.

IL sindaco Mucchi inoltre lancia un messaggio anche a monsignor Negri: “Con papa Francesco la Chiesa si è aperta ai bisogni della gente. Mi auguro allora che sia vicina anche a Erik e alla sua famiglia che ora dovrà affrontare un percorso personale molto difficile e lungo per avere completa giustizia e verità”.

Noli me tangere (Maria Gabriella Gatti, Left)

  • Sabato, 05 Ottobre 2013 00:00 ,
  • Pubblicato in primopiano 2
La croce e l'embrione. Papa Bergoglio parla ai ginecologi confondendo il feto con il neonato e stigmatizzando l'aborto come assassinio. Senza alcun fondamento scientifico. ...

Il Fatto Quotidiano
20 09 2013

La Chiesa come “un ospedale da campo dopo una battaglia”. E’ l’immagine usata da papa Francesco in un’intervista rilasciata a Civiltà Cattolica, per descrivere le difficoltà attraversate dalla Chiesa.

“E’ inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti: si devono curare le sue ferite, poi potremo parlare di tutto il resto”. Quindi, “le riforme organizzative e strutturali sono secondarie, cioè vengono dopo”, perché “la prima riforma deve essere quella dell’atteggiamento”.

E il cambio di atteggiamento invocato da Bergoglio deve verificarsi investe anche una serie di temi tradizionalmente delicati per la Chiesa, come l’omosessualità, l’aborto e il ruolo della donna.

Nelle parole del pontefice, per “curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità, bisogna cominciare dal basso“. Al contrario, “la Chiesa a volte si è fatta rinchiudere in piccole cose, in piccoli precetti. La cosa più importante è invece che i ministri della Chiesa devono innanzitutto essere ministri di misericordia“. Per papa Francesco, infatti, “i ministri del Vangelo devono essere persone capaci di riscaldare il cuore delle persone, di camminare nella notte con loro, di saper dialogare e anche di scendere nella loro notte, nel loro buio senza perdersi. Il popolo di Dio vuole pastori e non funzionari o chierici di Stato”. E ancora: “Credo che ci sia sempre bisogno di tempo, per porre le basi di un cambiamento vero, efficace: questo è il tempo del discernimento”.

La Chiesa deve andare incontro alle persone e, dunque, anche a omosessuali e divorziati risposati. Interpellato sul tema, Bergoglio risponde: “Bisogna sempre considerare la persona. Qui entriamo nel mistero dell’uomo. Nella vita Dio accompagna le persone, e noi dobbiamo accompagnarle a partire dalla loro condizione. Bisogna accompagnare con misericordia”. Il papa racconta che a Buenos Aires gli scrivevano delle persone omosessuali, “che sono feriti sociali, perché mi dicono che sentono come la Chiesa li abbia sempre condannati”. E torna sulla sua frase “Chi sono io per giudicare i gay?”. “Dicendo questo – ricorda – io ho detto quello che dice il Catechismo”.

Altro tema affrontato dal pontefice quello dell’aborto. Se una donna ha interrotto la gravidanza, ma la cosa “le pesa enormemente”, e, inoltre, “è sinceramente pentita”, il Papa invita alla misericordia nei suoi confronti. “Il confessionale – dice il papa – non è una sala di tortura, ma il luogo della misericordia nel quale il Signore ci stimola a fare meglio che possiamo. Penso anche alla situazione di una donna che ha avuto alle spalle un matrimonio fallito nel quale ha pure abortito. Poi questa donna si è risposata e adesso è serena con cinque figli. L’aborto le pesa enormemente ed è sinceramente pentita. Vorrebbe andare avanti nella vita cristiana. Che cosa fa il confessore?”, si domanda il Papa.

E sulla questione femminile aggiunge: “E’ necessario ampliare gli spazi di una presenza femminile più incisiva nella Chiesa“. “Bisogna lavorare di più per fare una profonda teologia della donna“, spiega il pontefice. “Il genio femminile è necessario nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti”.

Il papa è interpellato anche sulla sua fede politica.”Il mio modo autoritario e rapido di prendere decisioni”, spiega, “mi ha portato ad avere seri problemi e ad essere accusato di essere ultraconservatore. Ma non sono mai stato di destra”.

E del suo predecessore Benedetto XVI dice: “Ha fatto un atto di santità, di grandezza, di umiltà. E’ un uomo di Dio”.


Il Papa disarma le crociate (Luca Kocci, Il Manifesto)

Mettere da parte i toni da crociata sulle questioni etiche come aborto, contraccezione e coppie omosessuali, senza però stravolgere i fondamenti della dottrina cattolica. Modificare le strutture di governo della Chiesa verso una maggiore collegialità, tenendo presente che per fare le riforme ci vuole tempo. ...

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