×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

Il Fatto Quotidiano
17 10 2014

Quando si parla di Islam, la polemica è sempre dietro l’angolo. Ma questa volta gli estremisti e l’Isis non c’entrano nulla.
Mentre a Milano le associazioni musulmane scendono in piazza contro il Califfato, a Sesto San Giovanni la Polisportiva Geas riserva la piscina Olimpia alle donne islamiche, ogni lunedì mattina, per una sola ora, a partire da gennaio. “Un classico esempio di discriminazione al contrario” per Viviana Beccalossi, assessore regionale della Lombardia. Tutto questo a pochi giorni dalla manifestazione “Stop Invasione” della Lega che si terrà il 18 ottobre in piazza Duomo dopo che la giunta Pisapia ha dato il via libera al bando che regalerà tre aree di Milano a confessioni religiose per altrettanti luoghi di culto.

“Agli esponenti dell’opposizione che negli ultimi giorni hanno pesantemente criticato questo provvedimento e in particolare la scelta delle aree, ricordo che fu proprio il consigliere De Corato nel 2008 ad affermare, non smentito dalla Lega, che il Palasharp andava bene per ‘gli islamici’, addirittura ipotizzando trattative private con viale Jenner, senza adottare un bando ed escludendo di fatto le altre confessioni religiose. Noi, invece, non solo abbiamo scelto le aree e le metteremo a bando per tutti, ma chi realizzerà i luoghi di culto lo farà al prezzo di onerose opere di riqualificazione su immobili abbandonati e degradati da anni” ha affermato l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino.

Intanto, a Sesto San Giovanni il centro culturale islamico traslocherà in via Trento, in attesa della costruzione della nuova moschea di via Luini sui terreni comunali, dopo lo sfratto dalla sede di via Tasso. Con il sindaco Pd Monica Chittò al centro delle polemiche, così come Giorgio Oldrini, ex primo cittadino di Sesto e oggi Presidente della Polisportiva Geas. Una querelle scoppiata, sia in rete sia in Regione, questa volta non per una moschea, ma per una piscina, in nome dell’integrazione. Un corso per sole donne, non solo musulmane, in ottemperanza all’interpretazione del Corano con la collaborazione del Centro Islamico di Sesto.

“La sezione nuoto della Polisportiva Geas ha accettato l’anno scorso di concedere un’ora il lunedì mattina alle donne islamiche per fare un corso alla piscina Olimpia. Possono entrare tutte le donne, non gli uomini, compresi gli istruttori. Nella discussione di allora c’erano pareri diversi (che perdurano ancora). Da una parte la considerazione che si tratta di una esclusione non sopportabile. Dall’altra però c’era per la prima volta la richiesta delle donne di una comunità che tende ad escluderle soprattutto dalla pratica di uno sport, che invece si proponevano di fare un passo avanti. Alla sezione nuoto è parso che fosse prevalente, nella valutazione tra pro e contro, questa seconda scelta, l’opportunità cioè per un certo numero di donne islamiche di avere uno spazio autonomo e di frequentare un luogo come la piscina. Sappiamo bene che è una scelta difficile la nostra, ma ci è parso che così fosse meglio, anche se alcune delle nostre dirigenti erano e sono contrarie”. Queste le dichiarazioni che mi ha rilasciato Giorgio Oldrini.

Michele Falcone

"Possono aprire la porta del terrazzo per far entrare l'aria, ma non possono oltrepassare la soglia, non possono rompere il sigillo, non possono andare sul balcone insomma. Altrimenti sono passibili di multa". 
Diego Bianchi, il Venerdì - la Repubblica ...

Il Fatto Quotidiano
10 10 2014

Oggi 10 ottobre gli studenti scendono in piazza contro il Jobs Act e la riforma scolastica. La manifestazione studentesca è organizzata da Uds, Unione degli studenti, con la speranza di poter fare una proposta alternativa alla riforma Giannini. Ogni governo sente la necessità di riformare la scuola: perché è dalla scuola che parte tutto, che si formano i futuri cittadini, i futuri lavoratori, i futuri dirigenti. Ogni riforma è presentata come una rivoluzione rispetto al passato, del tipo ‘ora sì che si cambia’. Nel mondo della scuola pubblica se si cambia in meglio è sempre un bene, ma cambiamento, innovazione e novità non sono sempre sinonimi di miglioramento.

La buona scuola del governo Renzi, presentata bianco su blu sul sito passodopopasso.italia.it con un elenco di 12 punti per rimettere in piedi quella che è un’istituzione regolata dalla Costituzione (art.34), punta alla trasparenza e al confronto con i cittadini. È infatti online dal 15 settembre al 15 novembre sulla piattaforma labuonascuola.gov.it un questionario – per accedere al quale manca solo la richiesta del gruppo sanguigno – per partecipare al dibattito sulla riforma scolastica perché, come recita lo slogan a centro pagina, ‘non c’è un noi e un voi, c’è solo la nostra scuola’. Tutto molto bello. Il primo dei 12 punti della riforma, documento pubblicato il 13 settembre scorso, sancisce: “mai più precari, un piano straordinario per assumere 150mila docenti da settembre 2015 [...]”. Scelta più che voluta, obbligata: l’Italia infatti rischia una multa di 4 miliardi di euro della Corte dell’Unione Europea per l’abuso di contratti a termine. Visto che le parole e gli slogan la fanno da padrona, al punto 4 si parla di “valutazione” e “merito”, che tradotti in realtà – come è stato detto da un’insegnante di terza fascia durante l’assemblea a Roma organizzata da Omnia Sunt Communia – significano “tagli” e “controllo”, perché la percentuale di docenti meritevoli è già stata stabilita a priori, e non si sa bene secondo quali criteri, indicando come cifra il 66% di docenti.

Per quanto riguarda la copertura finanziaria una percentuale dei fondi necessari verranno reperiti da investimenti privati: le scuole diventeranno – se ancora non lo sono diventate – delle fondazioni e i privati influiranno, vista l’introduzione di stage, sull’insegnamento nelle scuole pubbliche. È stata, poi, introdotta la cosiddetta “mobilità orizzontale”, presentata come una grande opportunità per i docenti di spostarsi a livello provinciale e regionale e tra classi affini: il periodo di tempo è di un minimo di tre anni (e qui la continuità del programma di insegnamento con una classe si spezza) e non è specificato come si calcolerà la suddetta ‘affinità’. Mobilità e flessibilità anche in termini di orari: questo potrebbe non essere del tutto negativo se regolato da norme contrattuali che tengano conto dei diritti dei lavoratori e dell’importanza che ha la continuità del programma scolastico per gli studenti.

Sembra proprio che anche questa volta l’obiettivo primario di una riforma scolastica e cioè gli studenti, sia stato perso di vista, o forse non è mai stato visto.

Paola Forcina

Il Fatto Quotidiano
10 10 2014

(Video)

Manifestazioni nella Capitale e in 100 città italiane per chiedere “una scuola diversa” e non “quella dello Sblocca Italia e del Jobs Act“.

Nel mirino dei manifestanti il piano scuola del Governo e la battaglia “per la piena gratuità dell’istruzione”.

L’hashtag di riferimento è #10ottstudentiinpiazza assieme agli slogan “Siamo noi la bellezza di questo Paese” e “basta precarietà”.

Mauro Episcopo

Corriere della Sera
09 10 2014

In tre lo hanno preso in giro perché era grasso. Poi, uno di loro lo ha bloccato, gli ha abbassato i pantaloni e soffiando con la pistola ad aria compressa usata in un autolavaggio gli ha provocato lacerazioni nell’intestino.

Un arresto e due denunce
È successo mercoledì pomeriggio a Napoli, nel quartiere di Pianura: la vittima è un quattordicenne ora gravissimo in ospedale a Napoli: ha riportato lesioni multiple al colon. Un giovane di 24 anni, V.I., è stato fermato per tentato omicidio; i suoi complici, A.D. e V.E., sempre di 24 anni, sono stati denunciati per lo stesso motivo.

L’indagine
I carabinieri della stazione di Bagnoli sono risaliti ai tre 24enne sentendo i familiari della vittima, che avevano raccolto le poche parole che il ragazzino è riuscito a pronunciare. V.I. Sarebbe l’autore materiale del fatto, mentre A.D. e V.E. avrebbero partecipato alla presa in giro ma non alla violenza.

facebook