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Caccia grossa al "No Tav", ora tutto è "zona rossa"

  • Martedì, 15 Ottobre 2013 11:20 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Andrea Colombo, Il Manifesto
15 ottobre 2013

Chi viola il divieto di entrare in siti protetti da interesse militare dello Stato è punito con detenzione da tre mesi a un anno. Era così da tempo, a norma di art. 682 del Codice penale Ma solo da pochi giorni il divieto, e la pena, si estendono a qualsiasi sito o edificio sia in quel momento considerato off limits "per ragioni di sicurezza pubblica".
Il "codice rosa", ha spiegato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, "è quello assegnato alle donne che si presentano al pronto soccorso con i segni di violenza. L'idea è far partire da qui un percorso che va dall'assistenza medica e psicologica alla denuncia, fino all'accompagnamento nell'iter processuale". ...

Il Fatto Quotidiano
11 10 2013

Il Senato ha approvato il decreto sul femminicidio con 143 voti a favore, 3 contrari e nessun astenuto. Lega, Sel e M5S non hanno partecipato al voto. Con il via libera di palazzo Madama il provvedimento diventa legge. Non senza polemiche. Degli undici articoli che compongono il provvedimento, infatti, solo cinque si riferiscono alla violenza sulle donne, mentre i restanti sei investono questioni che nulla hanno a che vedere con la tematica in questione: si va dalla sicurezza alle misure contro i No Tav, fino ad articoli sulla Protezione civile e sulle Province.

“E’ inaccettabile ed è persino osceno che, con l’alibi di una legge importantissima come quella contro il femminicidio, si contrabbandino misure che con il femminicidio non hanno nulla a che vedere e che andrebbero definite senza ipocrisia un nuovo ‘pacchetto sicurezza‘”. Parola di Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto-Sel, e del senatore di Sel Peppe De Cristofaro. Che accusano: “Non possiamo accettare - proseguono – il ricatto per cui in nome di un titolo giusto bisogna votare anche misure ingiuste, sbagliate e che con quel titolo non c’entrano niente. Proprio per l’importanza e l’urgenza di contrastare il femminicidio, il governo avrebbe dovuto cercare un consenso unanime invece di approfittare dell’occasione per imporre le sue scelte in materia di sicurezza. Per questo – concludono – abbiamo deciso di sottrarci a questo ricatto”.

Non meno teneri i rilievi dei senatori che comunque hanno votato a favore del provvedimento. Il problema, a loro dire, è il lavoro fatto dai deputati, che hanno inviato a Palazzo Madama il decreto legge per il contrasto al femminicidio a ridosso della scadenza e quindi in condizione di non poter apportare alcuna modifica al testo se non determinandone la decadenza.

“Siamo davanti all’alternativa se convertire un testo che ci è arrivato il 9 ottobre e scade il 14 malgrado ci siano degli errori o lasciarlo decadere”, ha detto il presidente della commissione Giustizia Francesco Nitto Palma (Pdl). “Se decideremo di convertirlo – prosegue – la prossima settimana provvederemo ad inserire delle modifiche nel testo che stiamo esaminando sulla stessa materia in commissione. Qui siamo davanti al primo intervento di legislazione in materia penale fatto con un decreto legge”, ha concluso.

La presidente della commissione Affari costituzionali Anna Finocchiaro (Pd) ha invece criticato “la presenza di norme disomogenee” nel decreto legge “in violazione dei principi della Costituzione”. “E’ l’ultima volta che accettiamo qualcosa del genere: intendiamo seguire la Costituzione con l’articolo 77 e i numerosi richiami all’omogeneità dei decreti lanciati dal Quirinale” ha detto Anna Finocchiaro. “Ci sono pochi precedenti di decreti in prima lettura mandati al Senato alla vigilia della scadenza.

Non si verifichi più” ha ammonito il capogruppo del Pdl Renato Schifani, annunciando che “se questa volta, data la delicatezza del tema, voteremo il decreto, se ci saranno altri casi ci riserviamo di valutare caso per caso”.


#IoMiSalvoDaSola: campagna contro il #DlFemminicidio

  • Giovedì, 10 Ottobre 2013 13:35 ,
  • Pubblicato in Flash news

Abbatto i muri
10 10 2013

L'approvazione del Dl Femminicidio alla Camera, che non è piaciuta a tante, di fatto comporta la messa sotto tutela delle donne.

Si rinsalda il patriarcato e vorrebbero farci credere che sorveglianti, controllori e tutori per noi siano una ottima cosa. Nel frattempo si realizza una campagna educativa che esorta l'uomo ad essere presente, d'aiuto, nostalgico di cavalierato, in costante posa di soccorso nei confronti delle donne, anche quando le donne non hanno bisogno di essere salvate.

Lo spirito del decreto propone un modello che lede il nostro diritto all'autodeterminazione.

L'irrevocabilità della querela ci dice molto: ci descrive come soggetti deboli, non in grado di intendere e volere, inaffidabili e dunque noi dovremmo essere salvate da noi stesse.

E' importante che si smetta di insistere nella promozione di un modello di donna che sia in costante richiesta di assistenza, aiuto, soccorso, perché vogliamo avere spazio e modo di decidere quali sono le soluzioni che ci sono utili. Vorremmo avere la libertà di dichiararci contrarie ad ogni sorta di securitarismo, a questo schema repressivo, e poter contare su noi stesse, perché è questo che ci restituisce forza, sicurezza, autostima.

Perciò, se ci piace, utilizziamo l'hashtag #IoMiSalvoDaSola e facciamo partire una campagna che racconti i mille e uno modi in cui una donna riesce a sovvertire regole, a mettere in discussione stereotipi sessisti a partire da questo: non siamo vittime. Non siamo deboli. Non abbiamo bisogno di tutori. Perché sappiamo, vogliamo, pretendiamo di salvarci da sole.

Se vuoi partecipare alla campagna, con grafiche, parole, frasi, disegni, foto, quello che vuoi, scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Aderisci, appropriati dell'hashtag e fai quel che vuoi. :)

In coda un minitest semiserio per chi ha voglia di constatare il grado di patriarchitudine inside:

Test di patriarchitudine.

Se una tua amica sta in giro in minigonna e arriva un uomo a molestarla, tu che fai?

A – Salvi la fanciulla in pericolo e poi ti aspetti che ella ti sia eternamente grata.
B – Le dici che dovrebbe vestire un pò più da ragazza seria perché altrimenti se l'è cercata.
C – Valuti il tizio e pensi "tutte a lei le fortune!".
D – Te ne resti a contemplare la scena mentre lei lo mette a posto con due battute sfottenti e, se necessario, una gomitata.

[Se hai risposto A o B sei paternalistissimo... e per le altre varianti valuta tu.]

Alla fine ci sono riusciti e il decreto femminicidio è passato alla camera ieri con 343 voti favorevoli per approdare adesso al senato con tempi strettissimi per l'approvazione entro il 14 ottobre. Un testo arrivato alla camera già modificato, grazie all'apertura della viceministra del lavoro e con delega alle pari opportunità, Cecilia Guerra, e grazie al lavoro che le parlamentari hanno svolto direttamente in commissione giustizia, modifiche però che ancora non convincono del tutto. ...

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