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Il Fatto Quotidiano
01 08 2014

La commissione disciplinare della Corte d’Appello del capoluogo ligure ha inflitto dai 4 ai 4 mesi e mezzo ai poliziotti responsabili dell'irruzione alla scuola Diaz e della falsificazione di prove contro i no global. Esclusi dalle sanzioni l’ex capo dello Sco Francesco Gratteri e l’ex vicecapo dell’Ucigos Giovanni Luperi (entrambi condannati a 4 anni di reclusione), perché non avevano funzioni di polizia giudiziaria. Per gli altri funzionari coinvolti per altri episodi si va da un minimo di tre mesi a un massimo di sei

Sono in tutto una trentina i funzionari di polizia colpiti dai provvedimenti di sospensione dal servizio – da tre a sei mesi -, per essere stati condannati o prescritti in tutti i procedimenti relativi al G8 di Genova del luglio 2001, in particolare per le violenze alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto. Le sanzioni sono state disposte dalla commissione disciplinare della Corte d’Appello di Genova, che in questi giorni ha concluso i procedimenti. Dai 4 ai 4 mesi e mezzo di sospensione sono stati inflitti ai funzionari responsabili dell’irruzione alla Diaz e della costruzione di false prove a carico dei no global con cui tentarono di giustificare le violenze.

I provvedimenti – contro i quali i legali dei poliziotti hanno presentato ricorso – riguardano anche i funzionari di polizia i cui reati sono stati dichiarati prescritti dalla Cassazione nel luglio 2012. Ma esclude l’ex capo dello Sco Francesco Gratteri e l’ex vicecapo dell’Ucigos Giovanni Luperi (entrambi condannati a 4 anni di reclusione), perché non avevano funzioni di polizia giudiziaria. Esclusi anche tutti i funzionari che sono andati nel frattempo in pensione, come l’ex capo del VII nucleo del reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini. La commissione della Corte d’Appello del capoluogo ligure che ha disposto le sanzioni è composta da due magistrati e un funzionario del ministero dell’Interno.

I provvedimenti emessi dal Tribunale di Genova sono al momento le uniche sanzioni disciplinari prese nei confronti dei poliziotti condannati, che hanno avuto come pena accessoria alle condanne penali l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici. Il procedimento disciplinare in capo al ministero dell’Interno, relativo ai reati commessi da propri dipendenti, è stato dichiarato estinto proprio a causa della presenza del procedimento attivato dalla Procura generale del capoluogo ligure.

Diaz, il senso di giustizia dello Stato

  • Martedì, 07 Gennaio 2014 14:22 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS
DinamoPress
04 01 2014

La violenza di Stato durante il g8 del 2001 è impressa nella coscienza di milioni di uomini e donne, al di là delle sentenze dei tribunali: "Il punto è che Genova non è finita perché per Jimmy, Marina, Fagiolino e Luca non è ancora finita".

Già sono stati scritti fiumi d'inchiostro in questi giorni sulle condanne ai domiciliari, tredici anni dopo, dei super poliziotti Spartaco Mortola, Giovanni Luperi e Francesco Gratteri per la mattanza alla scuola Diaz nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001 a Genova.

Vale la pena ribadire alcune cose sottolineate in ordine sparso in questi giorni. Prima di tutto la mitezza della pena (non che siano le condanne in tribunale a scrivere la "sentenza" della storia e la coscienza diffusa sulle vicende del g8 genovese): otto mesi di domiciliari per Spartaco Mortola, da dirigente della Digos di Genova a questore dal pugno di ferro a Torino, un anno per Giovanni Luperi, ex dirigente Ucigos nel 2001 ora pensionato, nonché per Francesco Gratteri, terza carica della poliza italiana. Non può poi che balzare l'ennesima volta agli occhi la folgorante carriera di tutti gli uomini coinvolti nella gestione dell'ordine pubblico genovese, nonostante le inchieste e i giudizi di ogni tipo di organismo internazionale in difesa dei diritti umani. In ultimo le motivazioni della sentenza: i giudici hanno rifiutato le misure alternative a questi fedeli servitori dello Stato perché questi non si sono mai pentiti, non hanno mai risarcito, neanche parzialmente, le vittime massacrate di botte e torturate.

Di fatto la "macelleria messicana" avvenuta alla Diaz non avrà mai dei veri responsabili, certo qualche uomo con il manganello e lo scudo è stato condannato a pene lievissime, alcuni alti papaveri ormai a fine carriera sono stati condannati per lesioni gravi e per aver dichiarato il falso, ma la catena di comando e le responsabilità politiche rimangono fuori dalle sentenze. Ecco perché questi uomini sono stati sempre promossi e trattati come "fedeli e indispensabili servitori", come sono stati a più riprese definiti.

L'impunità sostanziale dell'operato delle forze dell'ordine non riguarda solo il g8 genovese ma tutti quei casi di malapolizia che abbiamo denunciato in questi anni, senza bisogno di fare il triste elenco in questa sede degli omicidi in strada, nelle carceri, delle violenze nelle caserme, nei commissariati, nei Cie.

Poi c'è l'altra faccia della medaglia. I processi ai manifestanti condannati a pene durissime grazie a un reato da ancien regime, devastazione e saccheggio, eredità del Codice Rocco, che punisce con pene altissime reati contro la proprietà o addirittura la sola "compartecipazione psichica" ai fatti di piazza. Questo è il punto: Genova non sarà finita non fino a quando i poliziotti saranno condannati e puniti, ma fin quando questi compagni e queste compagne non saranno fuori dal carcere. Genova non è finita perché per Jimmy, Marina, Fagiolino e Luca non è ancora finita.

E. Everhard   

I poliziotti della Diaz arrestati dopo 13 anni

  • Giovedì, 02 Gennaio 2014 09:49 ,
  • Pubblicato in Flash news

Globalist
02 01 2014

Il 31 dicembre sono stati arrestati, dopo ben 13 anni, gli ultimi due superpoliziotti finiti sott'accusa per l'irruzione e l'introduzione di prove taroccate nella scuola Diaz di Genova dove dormivano i noglobal, al termine del G8 del 2001.

Uno è Spartaco Mortola, volto già conosciuto nel capoluogo ligure, ex capo della Digos genovese poi divenuto questore vicario di Torino, che dovrà scontare otto mesi di domiciliari nella propria abitazione.

L'altro poliziotto arrestato è Giovanni Luperi, ex dirigente Ucigos nelle giornate della guerriglia, poi capo-analista dei servizi segreti e attualmente in pensione: per lui, della condanna definitiva a quattro anni, ne resta uno.

Il pomeriggio del 30 dicembre, l'arresto era scattato anche per Francesco Gratteri, numero tre della polizia italiana prima della condanna, coordinatore d'indagini su attentati e latitanti. È condannato a un anno di domiciliari, potrà beneficiare come gli altri di alcune ore (2 o 4) di libertà durante il giorno e usare il telefono.

I tre potranno chiedere il riconoscimento della buona condotta, e quindi ottenere qualche mese di sconto oltre a ciò che era stato spazzato dall'indulto del 2006.

E se incontrassi uno dei poliziotti della Diaz?

  • Martedì, 30 Luglio 2013 13:01 ,
  • Pubblicato in Lettere
Osservatorio sulla Repressione
30 luglio 2013

Pubblichiamo una lettera di Mark Covell al giudice del tribunale di sorveglianza di Genova. Covell è il giornalista inglese finito in coma al G8 del 2001, durante l'irruzione della Polizia alla scuola Diaz.

Dear Dr. Giorgio Ricci,
Mi chiamo Mark Covell. Sono il giornalista inglese che fu quasi ucciso nell'irruzione alla Scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001.

"Inserite la scuola Diaz nei beni storici tutelati"

  • Martedì, 23 Luglio 2013 11:58 ,
  • Pubblicato in Flash news
La Repubblica
23 07 2013

"Inserite la scuola Diaz nei beni storici tutelati" Mark Covell e altre vittime della violenza della Diaz oggi al loro ritorno nella scuola genovese.

Inserire la scuola Diaz nei beni storici tutelati dallo Stato. E' la proposta che avanzerà formalmente nei prossimi giorni Vittorio Agnoletto, ex portavoce del Genoa Social Forum al G8 di Genova del 2001. Agnoletto ha annunciato la proposta questa mattina nel corso della prima apertura, dopo 12 anni, della scuola alle vittime della notte della cosiddetta "macelleria messicana". Un evento reso possibile dal nuovo preside Aldo Martinis.

Alcuni dei manifestanti selvaggiamente picchiati dalla polizia in quella notte del luglio 2001 hanno finalmente potuto ripercorrere i luoghi del loro incubo, anche a fini terapeutici.

Agnoletto ha così annunciato la sua idea:"E' un dato di fatto che la Diaz rappresenti uno degli eventi più importanti della nostra storia e credo quindi che lo Stato debba in qualche modo ricordarlo e fissare questo ricordo. Penso ad una dichiarazione formale del Ministero dei Beni culturali e ad una targa".

Nei giorni scorsi si sono svolte altre manifestazioni a ricordo dei fatti del 2001, come la fiaccolata tra piazza Alimonda e la Diaz e la commemorazione di Carlo Giuliani in piazza Alimonda.

Marco Preve

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