di Fabio Marcelli, Il Fatto Quotidiano
11 luglio 2012

La sentenza della Cassazione sulla Diaz mi pare del tutto condivisibile e sacrosanta. Essa conferma l’esistenza di una magistratura indipendente in Italia e mette una parola chiara su uno degli episodi centrali di quella che Amnesty International ha definito la più grave sospensione dei diritti costituzionali nell’Europa del dopoguerra.

Il Pm Zucca: "La polizia ci ha sempre ostacolato"

  • Martedì, 10 Luglio 2012 07:37 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
di Alessandra Fava, Il Manifesto
10 luglio 2012

"Il nostro è un sistema processuale estremamente garantista e quindi il risultato della sentenza va considerato giusto, una sentenza definitiva va rispettata da tutti": ieri il ministro della giustizia Paola Severino, a Genova per un sopralluogo al carcere di Marassi dove si moltiplicano i suicidi e sono reclusi 795 anziché 450 detenuti, ha ribadito che la sentenza Diaz non si tocca. a le dichiarazioni di domenica scorsa dell'allora capo della polizia Gianni De Gennaro hanno creato il putiferio:

L'oblio di Genova

  • Lunedì, 30 Luglio 2012 09:24 ,
  • Pubblicato in L'Intervento
di Lorenzo Guadagnucci*, Il Manifesto
29 luglio 2012

Ora che la Cassazione ha detto parole definitive su due delle tre principali inchieste seguite al G8 di Genova del 2001, è davvero il tempo di tracciare un bilancio e di porsi, soprattutto, una domanda: servono a qualcosa queste sentenze? Diciamo subito che il bilancio è in chiaroscuro e lascia una forte sensazione di ingiustizia.

Sentenza Diaz, si dimetta De Gennaro

  • Domenica, 08 Luglio 2012 00:00 ,
  • Pubblicato in L'Intervento
di Patrizio Gonnella, MicroMega
6 luglio 2012

La sentenza della Cassazione è importante, pur non producendo alcuna conseguenza penitenziaria per i condannati. E’ una sentenza che si ferma proprio alle pendici dell’allora capo della Polizia e oggi sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni De Gennaro. E’ una sentenza che dimostra che in quella circostanza, come in molte altre, la violenza non era una questione di mele marce ma era l’epifenomeno di un sistema della repressione marcio e illegale.

Uno di quei dieci è Luca

  • Martedì, 19 Giugno 2012 08:14 ,
  • Pubblicato in L'Intervento
di Mauro Vanetti, Giap
19 giugno 2012

Abbiamo fatto le elementari insieme. Il nostro maestro, che era compagno, rivisto tanti anni dopo mi disse che era contento che almeno io fossi diventato un “marxiano”. Mi ricordo di avergli risposto che anche Luca era “venuto su bene”: era diventato un devastatore-saccheggiatore, in quel momento era agli arresti domiciliari per gli scontri di Genova.

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