Macchinette mangiasoldi e "mangia futuro"

  • Lunedì, 25 Febbraio 2013 09:27 ,
  • Pubblicato in Flash news
Libera Informazione
24 03 2013

Pavia si è mossa per prima: ed ha i suoi motivi, visto che in Italia ha il primato poco invidiabile delle slotmachine, una macchinetta ogni 136 abitanti. Ora però la campagna contro questa forma di gioco d’azzardo che rovina le famiglie, toglie soldi e futuro a tante persone, non può che allargarsi a livello nazionale, a tutte le grandi e piccole città. E “Liberainformazione”, farà propria questa campagna contro quelle macchinette e chi ci sta dietro: spesso, troppo spesso, mafia e criminalità organizzata, in un racket  ai danni dei più poveri, dei pensionati, dei disoccupati che indirizzano la propria voglia di futuro, ad una speranza nulla, ipnotizzati da pubblicità ingannevoli.

Libera, con il libro bianco di denuncia chiamato, “Azzardopoli”, ha messo in evidenza questa industria del gioco, sia legale che illegale. Il nostro è  un paese dove sispendono circa 1260 euro procapite,neonati compresi, per tentare la fortuna che possa cambiare la vita tra videopoker, slot-machine, gratta e vinci, sale bingo. E dove si stimano 800mila persone dipendenti da gioco d’azzardo e quasi due milioni di giocatori a rischio.

Un fatturato legale stimato in 76,1 miliardi di euro, a cui si devono aggiungere, mantenendoci prudenti, i dieci miliardi di quello illegale. E’ “la terza impresa” italiana, l’unica con un bilancio sempre in attivo e che non risente della crisi che colpisce il nostro paese. Libera con il dossier Azzardopoli, ha voluto denunciare anche questo “campo” di arricchimento della criminalità: perchè “quando il gioco si fa duro, le mafie iniziano a giocare”, scrive Libera che nel dossier fotografa con storie e numeri una vera calamità economica, sociale e criminale.

Ora l’iniziativa che parte da Pavia, dopo la manifestazione “no slot” contro le “macchinette” del giugno scorso e con  la ricerca del sito  www.senzaslot.it  che ha censito i bar, pavesi, lombardi ed italiani senza “macchinette”, apre una grande possibilità di allargare la protesta e chiedere una legge che ridimensioni la presenza delle slotmachine ,sia in sede regionale che nazionale, valorizzando ad esempio i bar che non accettano di mettere le macchinette nei propri esercizi commerciali, per dare i sindaci degli strumenti n uovi di  gestione di questi luoghi di sperpero di denaro.

Ed aprendo, infine, un limite al gioco d’azzardo on-line, che è drammaticamente aumentato negli ultimi anni, anche grazie alla pubblicità televisiva e sui giornali che da tempo martella le famiglie italiane con spot interpretati anche da attori famosi, con il miraggio di trasformare i cittadini in mirabolanti 007 vincenti a Las Vegas o Montecarlo. Tranne poi svegliarsi,i giocatori ignari,pieni di debiti.

Da parte nostra l’impegno della conoscenza e dell’informazione.  Far sapere all’opinione pubblica i rischi di questo gioco che si presenta apparentemente come innocente ed accattivante, nascondendo invece l’inganno e l’accumulo di denaro della criminalità organizzata: sono ben 41  i clan che gestiscono “i giochi delle mafie” e fanno saltare il banco. Da Chivasso a Caltanissetta, passando per la via Emilia e la Capitale. Con i soliti noti seduti al “tavolo verde” dai Casalesi di Bidognetti ai Mallardo, da Santapaola ai Condello, dai Mancuso ai Cava, dai Lo Piccolo agli Schiavone.

Le mafie sui giochi non vanno mai in tilt e di fatto si accreditano ad essere l’undicesimo concessionario “occulto” del Monopolio. Sono ben dieci le Procure della Repubblica direzioni distrettuali antimafia che nell’ultimo anno hanno effettuati indagini: Bologna, Caltanissetta, Catania, Firenze, Lecce, Napoli, Palermo, Potenza, Reggio Calabria, Roma. Sono invece 22 le città dove nel 2010 sono stati effettuate indagini e operazioni delle Forze di Polizia in materia di gioco d’azzardo con arresti e sequestri direttamente riferibili alla criminalità organizzata.

Pochi giornali e Tv ne parlano: noi lo faremo, insieme ad Articolo21, per far capire il pericolo del gioco,sia legale che paralegale, per non dire di quello illegale, nell’interesse della gente, soprattutto più debole, che rischi di annegare nel gioco delle “macchinette” non solo i propri soldi ma anche le proprie speranze.

La partita truccata del gioco d'azzardo

  • Lunedì, 11 Febbraio 2013 11:51 ,
  • Pubblicato in Flash news
Vincenzo Andraous
11 02 2013

E’ sempre più ricorrente l’impatto con le parole più omologate quando entriamo nel merito del grande raggiro del gioco d’azzardo.

Più cittadini ripetono che per risolvere il disagio, la disperazione provocata dal gioco e dalle sue puntate, la sola opzione per annullare il gap tra distruzione e ricostruzione umana, sta nel vietare il gioco di azzardo in ogni sua esplicitazione.

Senz’altro vietare il gioco patologico, che ingenera devastazione e miserie umane, induce a riformulare stili di vita diversi e più consoni.  Ma il problema vero per cui non c’è un corretto intendimento sociale, sta nella differenza che intercorre tra vietare un diritto acquisito, e vietare qualcosa che danneggia la salute di ogni individuo.

Tutta la partita si gioca in questa in-coerenza.

Non è contro il cittadino imprenditore che bisogna scatenare il finimondo, egli non commette alcun reato, né infrange una norma, tanto meno una legge statuale.

Lo scontro in essere investe la salvaguardia di un diritto alla salute, che assume forma e contenuto di libertà perseguita e mantenuta, e la eventuale restrizione di un altro diritto acquisito ( la possibilità di accedere al gioco d’azzardo),  anch’esso destinatario di pari dignità di scelta, responsabilità e azione morale.

Mentre sui principi generali la discussione è immotivata, dal basso si sovrappongono i rilanci perentori della politica che fa guadagni impensabili sulle debolezze umane, accompagnando questo degrado con le reclame più rumorose e annichilenti, inducendo a credere in un guadagno facile, mentre si tratta di un vero e proprio raggiro.

La partita è truccata non perché il gioco sta nelle mani del baro, ma perché il baro si traveste con la normalità di un sogno che vorrebbe ipotecare i domani: accade che per il trapezista improvvisato non c’è alcuna tutela, c’è dimenticanza colpevole della  fune salvavita.

Il gioco d’azzardo è un capitolo importante delle entrate dello stato, attraverso illeggibili articoli, nascosti qua e là, nelle grandi battaglie democratiche che però sconfessano il diritto alla vita, di chi gioca, di chi in famiglia soffre ogni giorno di più.

Un mare di soldi che circolano indisturbati, pervadono il mercato delle emozioni, polverizzano amori e affetti, denari che è fin troppo facile addebitare alle solite mafie, in passato c’è stato monopolio delle grandi organizzazioni criminali, attualmente a questo massacro di vite umane c’è l’interpretazione a fare la differenza, che scava la fossa a uomini e donne di ogni età, una sorta di dazio indifferente al grande salvadanaio, quaderno dalle voci impossibili di ogni governo, di ieri, di oggi, di domani.

Ho l’impressione che combattere il drago con gli slogans non sia interesse collettivo, forse è il caso di parlare con una nuova punteggiatura dagli accenti collocati al posto giusto della partita della vita, dei diritti e delle libertà da curare, custodire e mantenere, proprio perché sconfiggere la dipendenza-malattia  è più che mai una priorità.

Il gioco d’azzardo patologico è una malattia prevenibile, curabile e guaribile, ma che deve trovare sostegno in  una politica che non si spoglia mai della sua dignità, senza dimenticare le nuove generazioni che osservano e imparano da noi.

Il più esecrando dei delitti, il matricidio, ha squarciato la quotidianità di Castel San Giovanni, un tranquillo paese del piacentino. La notizia ha destato particolare sgomento perché il delitto è stato confessato da una donna di 48 anni, affetta da videodipendenza. ...

TSO per neo-mamme e patologizzazione estrema

  • Venerdì, 08 Febbraio 2013 11:55 ,
  • Pubblicato in Il Commento

Enrica, Un altro genere di comunicazione
7 febbraio 2013

Oggi leggevo questo articolo riportato su Zeroviolenzadonne. Non entro nel merito delle tesi trattate, un po’ troppo catastrofiste, sulle case farmaceutiche, le lobby del farmaco, l’inutilità dei vaccini ecc…ma prendo questo articolo come spunto per riflettere sulla crescente medicalizzazione che investe tutti e tutte, ma che in particolare si esercita proprio sui corpi e sulla salute delle donne.

Trattamento sanitario obbligatorio per le neo-mamme

  • Mercoledì, 06 Febbraio 2013 10:46 ,
  • Pubblicato in La Denuncia

Luciano Gianazza, Info Out
6 febbraio 2013

Non è il titolo di una nuova soap opera, ma è l'ennesimo tentativo di imbottire di psicofarmaci chi sta per avere o ha appena avuto un bambino, che a sua volta riceverà la sua dose tramite l'allattamento, due piccioni con una fava. Un'eventualità che potrebbe riguardarti se una nuova proposta pro farmaci venisse approvata.

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