Mario Monti dice no ai matrimoni gay

  • Giovedì, 17 Gennaio 2013 09:39 ,
  • Pubblicato in Flash news

Circolo Mario Mieli
17 01 2013

Mario Monti dice no ai matrimoni gay. Ospite de 'Lo Spoglio' su skyTg24, il Professore spiega: "Per me la famiglia è formata da un uomo e da una donna, ed è giusto che i figli crescanocon un padre e una madre. Il Parlamento può trovare altre forme convincenti per regolare le altreforme di convivenza”. Con queste parole Mario Monti dice no al matrimonio e alle adozioni per le coppie omosessuali e allo stesso tempo spazza via ogni residua illusione di chi lo riteneva un leader di caratura europea. Le sue parole rafforzano discriminazioni e pregiudizi e soprattutto si sondano sul falso principio che lo stato e le istituzioni debbano entrare nelle scelte familiari e affettive dei cittadini.

“A noi non interessa cosa sia la famiglia per il Senatore Monti, egli ha potuto scegliere e costruire la sua godendo di tutte le tutele e i riconoscimenti che la legge prevede per le coppie sposate. Un Paese laico e democratico deve garantire la stessa possibilità a tutti senza discriminazioni basate sull’orientamento sessuale. Ce lo chiedono i tribunali italiani e le istituzioni europee, tanto evocate dal premier quando si tratta di introdurre austerity e nuovi balzelli. Ce lo chiede il senso di giustizia e le aspettative di una società moderna.

Con queste parole il senatore Monti getta la maschera di autorevole politico dalla caratura europea per allinearsi al peggio dei politicanti italiani che insistono a speculare sulla pelle delle minoranze pur di accaparrarsi il consenso del Vaticano e degli integralisti. La politichetta delle alchimie di palazzo, delle pacche sulle spalle, delle formule vuote e dei contentini che vorremmo lasciarci per
sempre alle spalle”.

Per uscire dalla crisi tanto economica quanto di credibilità l’Italia ha bisogno di una forte iniezione di parità, dignità e laicità per tutte e tutti.

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
17 01 2013

L’Italia concede status di rifugiato a ragazzo Gay senegalese

Ieri è stato finalmente concesso lo status di rifugiato politico ad un ragazzo di 26 anni fuggito dal Senegal dove era perseguitato per il suo orientamento sessuale.
Il giovane, appena arrivato in Italia, oltre un anno fa, aveva immediatamente preso contatto con il Circolo Mario Mieli ed è stato indirizzato e supportato al meglio nella sua richiesta di asilo e nel percorso di inserimento nella società italiana dal nostro servizio di consulenza legale.
Il caso riporta l’attenzione sulla difficilissima condizione di milioni di persone lesbiche, gay e trans che in troppi Paesi sono vittime di norme penali (con reclusione fino all’ergastolo, torture e in alcuni casi pena di morte) e pressioni sociali persecutorie che ne mettono a rischio la vita e la sicurezza.Una situazione di continua grave violazione dei diritti umani nei cui confronti la comunità internazionale è chiamata ad intervenire. Ricordiamo ad esempio l’Uganda, dove gli omosessuali sono già puntiti con l’ergastolo ed è in discussione una legge che introduca addirittura la pena di morte.
In Senegal, Paese d’origine del ragazzo le pene per gli omosessuali arrivano a 10 anni e la persecuzione sociale è fortissima e spesso letale. Lo sportello legale del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che ha seguito il caso del giovane senegalese, come altri simili in passato, è raggiungibile al numero verde della Rainbow line 800110611 al quale è possibile chiedere consulenze e prendere appuntamento.

Maggiori informazioni sulla pagina http://www.mariomieli.net/assistenza-legale del nostro sito.

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea Maccarrone – Presidente 3297488791
Ufficio Stampa 3487708437

Il direttore di Gay.it denuncia una "campagna denigratoria" nei suoi confronti, si dice "vittima di un vero e proprio tritacarne" che lo ha coinvolto con "una intensità inaudita e non applicata a nessun altro candidato della prossima competizione elettorale". ...

Allarme bullismo: un suicidio su dieci è per omofobia

  • Venerdì, 11 Gennaio 2013 15:30 ,
  • Pubblicato in Flash news

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
11 01 2013

Oggi Mario Campanella, Peter Pan onlus, e Donatella Marazzita, docente di psichiatria dell'università degli studi di Pisa, hanno lanciato un importante allarme riguardo l’elevato numero di suicidi di adolescenti legati al bullismo. I dati raccolti mostrano peraltro come fra questi suicidi almeno uno su dieci sarebbe legato a omofobia e transfobia.
La situazione è ancora più difficile in Italia, dove la carenza di fondi destinati alla scuola e l'assenza di una strategia istituzionale sul tema lasciano l'onere degli interventi alla sensibilità dei singoli istituti o dei singoli insegnanti.

Un’indagine da noi condotta nel 2008 all'interno di diverse scuole secondarie di secondo grado romane ha rilevato che gli obiettivi principali dei bulli sono più in generale le ragazze ed i ragazzi percepiti diversi per via della loro etnia, del loro orientamento sessuale, dell’aspetto fisico. In particolare lo studio, condotto all’interno del progetto “Smontiamo i bullismi”, ha rivelato che fra gli studenti intervistati il 70% ritiene che l’obiettivo delle violenze siano omosessuali, per il 59 % grassi, per il 60% stranieri. La ricerca conferma quindi l’allarme lanciato oggi dai ricercatori ed evidenzia come le azioni di violenza avvengano ormai tanto a scuola quanto attraverso gli strumenti della rete.

“Chiediamo alle istituzioni grande attenzione alla scuola, in particolare al bullismo” ha commentato Andrea Maccarrone, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. “Ribadiamo la necessità di mettere in campo politiche coerenti ed efficaci contro un fenomeno dalle dimensioni tanto preoccupanti e diffuse.”

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

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La Repubblica
11 01 2013

ROMA - La Corte di Cassazione apre all'affidamento di minori a coppie omosessuali: per la Suprema corte un minore può crescere in modo equilibrato anche in una famiglia omosessuale e sostenere che "sia dannoso per l'equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale" non è che un "mero pregiudizio".

Ad esprimersi in questi termini, nero su bianco, è stata la Prima sezione civile che ha confermato l'affidamento esclusivo di un bimbo alla madre, la quale convive con un'altra donna.

Il caso è stato scatenato da una causa di affidamento tra un uomo di religione islamica che aveva avuto un figlio con una donna italiana, che successivamente era andata a convivere con un'amica.

L'uomo, in Cassazione, ha contestato l'esclusivo affidamento del figlio accordato alla madre dalla Corte d'appello di Brescia (26 luglio 2011), sulla base del fatto che il bimbo era inserito in una famiglia gay per cui avrebbero potuto esserci "ripercussioni negative sul bambino". A suffragio di questa tesi, la difesa dell'islamico ha citato l'articolo 29 della Costituzione sui "diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio".

La Cassazione, con sentenza numero 601, depositata oggi, ha respinto il ricorso, evidenziando che alla base delle lamentele "non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza, bensì il mero pregiudizio che sia dannoso per l'equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale". In questo modo, annota ancora la Prima sezione civile presieduta da Maria Gabriella Luccioli, "si dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare per il bambino, che comunque correttamente la Corte d'appello ha preteso fosse specificamente argomentata".

Il Tribunale per i minorenni di Brescia aveva già disposto l'affidamento esclusivo del figlio minorenne alla madre con incarico ai servizi sociali di regolamentare gli incontri del minore con il padre, da tenersi "con cadenza almeno quindicinale". Dalla sentenza si evince ancora che la donna, ex tossicodipendente, ha imbastito una relazione sentimentale e convive con una ex educatrice della comunità di recupero in cui era stata ospitata.

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