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Amburgo, instaurato il coprifuoco

  • Mercoledì, 08 Gennaio 2014 10:58 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
08 01 2014

Cosa sta accadendo in questi giorni nella città tedesca? Dopo le manifestazioni in difesa del Rote Flora, i progetti di gentrification e le mobilitazioni dei migranti, pesantissime limitazioni alla libertà di manifestare.

Amburgo è la seconda città della Germania, e il secondo porto di tutta Europa. Una città con una grande tradizione di conflitti operai, a cominciare dai lavoratori del porto, e dagli anni '80 al centro della scena dei nuovi movimenti giovanili e autonomi.

Nelle ultime settimane Amburgo è stata attraversata da conflitti radicali che hanno invaso le strade per diversi giorni consecutivi. Prima i migranti richiedenti asilo di "Lampedusa ad Amburgo" e il movimento che gli si è sviluppato attorno, con manifestazioni, occupazioni e la resistenza alle deportazioni; poi la mobilitazione in difesa di Rote Flora, un teatro occupato dal 1989 che ora rischia di finire all'asta con il conseguente sgombero, culminata con una imponente manifestazione e duri scontri lo scorso 21 dicembre. Alla mobilitazione della Rote Flora si è sommata poi quella contro un'imponente progetto di gentrification nel quartiere di St. Pauli dove dovrebbero essere abbattuti centodieci appartamenti.

La polizia ha giustificato la creazione di una amplissima "dangerous zone", con due attacchi verificatisi alla stazione di polizia di Davidswache, almeno uno dei quali inventato di sana pianta secono gli attivisti.

Dentro questa amplissima zona rossa di fatto è impedita qualsiasi possibilità di manifestare o riunirsi, i controlli sono sommari e continui contro chiunque le forze dell'ordine ritengono "pericoloso". Per protestare contro la "dangerous zone" manifestazioni si sono svolte il 5 e il 6 gennaio: in piccoli gruppi gli attivisti si sono riuniti all'interno della zona interdetta alle manifestazioni portando striscioni e urlando slogan. Il bilancio è di decine e decine di fermi, alcuni dei quali tramutatisi in arresto.

Nella Germania che impone l'austerità in Europa non è più possibile manifestare liberamente.

Huffingotn Post
27 12 2013

Femen interrompe la messa natalizia a Colonia: "Io sono Dio". Ma il cardinale la benedice lo stesso.

Ancora le Femen. Stavolta un'attivista del gruppo femminista ucraino è salita sull'altare di un duomo di Colonia, rigorosamente a seno scoperto sopra cui era visibile la scritta: "Io sono Dio", bloccando la messa natalizia nella cattedrale principale della città tedesca. 

La Femen è stata portata via ma a fine messa il cardinale Meisner, 80 anni, le ha comunque dato la propria benedizione.

Qualche giorno fa le Femen avevano protestato in Spagna contro la legge sull'aborto che lo renderebbe illegale ad eccezione dei casi di stupro e serie complicazione di salute.

Mentre qualche tempo prima Inna Shevchenko, la leader del movimento femminista ucraino, era comparsa a Piazza San Pietro a Roma con una scritta sul braccio: "Abortion".

 


Maschio, femmina o "indeterminato"? Da ieri i sessi non sono più due, ma tre. Almeno in Germania, dove è entrata in vigore una legge che riconosce ufficialmente il cosiddetto "terzo genere". La normativa, approvata dal Bundestag già lo scorso maggio, prevede che i bambini di sesso incerto, coloro che alla nascita presentano organi genitali non esclusivamente femminili o maschili, potranno essere registrati all'anagrafe come "indeterminati". ...
La parità dei diritti ha raggiunto in Germania un grado già molto elevato e non è più il caso di esagerare. Due maschi su tre (64%), secondo quanto rivela un sondaggio dell'Istituto Allensbach eseguito per la rivista Bild der Frau, ritengono che il grado di equiparazione dei diritti da parte delle donne sia ormai sufficiente ...

A Berlino l'acqua torna pubblica

  • Mercoledì, 18 Settembre 2013 07:52 ,
  • Pubblicato in Flash news

Contro Piano
18 09 2013

Berlino si riprende la sua acqua. A tredici anni dalla privatizzazione della rete idrica cittadina, la capitale tedesca ha deciso di ricomprare parte delle quote cedute a società e compagnie.

Nella giornata di ieri, il Land ha infatti annunciato di avere riacquistato la quota del 24,95% nella rete idrica cittadina da Rwe, numero due dell’energia in terra tedesca, a un prezzo di 618 milioni più interessi.

La quota del Governo cittadino sale così dal 50,1% al 75,05%. Il gruppo francese Veolia mantiene una quota del 24,95% in Bwb anche se, a quanto pare, si è già detta disposta alla vendita.

La cessione di quote fa parte del piano di dismissioni per un totale di 7 miliardi varato da Rwe e da completarsi entro fine 2013 per ridurre l’indebitamento e garantire il livello di rating attuale. L’operazione, che deve ancora essere approvata dal Parlamento, avrà validità retroattiva dal primo gennaio di quest’anno.

Secondo quanto ricorda Radiocor, Berliner Wasserbetriebe era stata privatizzata nel 1999 con la cessione di quote ciascuna del 25% circa a Rwe e Veolia per 3,3 miliardi di marchi (1,69 miliardi di euro), la coalizione che governa la città ha detto da tempo di puntare al totale ritorno della società sotto il controllo comunale.

Intanto il quotidiano “Rheinische Post” rivela, citando fonti sindacali, che Rwe ha in programma il taglio di “almeno” altri 2mila posti di lavoro in Europa e la delocalizzazione di linee produttive, il che porterebbe a 8mila i tagli già decisi. I dipendenti a rischio sarebbero, secondo fonti del sindacato Ver.di, tra 2mila e 5mila su un totale di 70mila in tutto il mondo.

dea IlMitte, quotidiano italiano di Berlino

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È un grande successo per i 666 000 cittadini berlinesi che hanno aperto la strada a questa rimunicipalizzazione con il referendum del 2011, il primo ad essere vinto a Berlino.

“Siamo felici ed orgogliosi di essere riusciti a far ritornare l’acqua in mano pubblica, ma siamo però critici sul prezzo troppo alto del riscatto” - dichiara Gerlinde Schermer che nel 1999, nel suo ruolo di parlamentare, aveva votato contro quel pessimo affare – Sappiamo che ciò renderà molto difficile per i prossimi 30 anni una diminuzione del prezzo dell’acqua che è alto”.

Il Berliner Wassertisch, che dal 2006 lotta per una gestione dell’acqua democratica e partecipativa, è consapevole che il successo ottenuto comporta la prosecuzione di un impegno molto intenso. “Ora dobbiamo controllare e premere sui nostri politici – spiega Dorothea Hërlin, membro fondatore del Berliner Wassertisch – Dobbiamo impedire che proseguano con la logica del profitto, a lungo praticata nella gestione dell’acqua” .

Per questo il Berliner Wassertisch ha reso pubblico un progetto di “Carta dell’Acqua di Berlino” con il quale si è aperta una discussione in tutta la città su come istituire un “Consiglio dell’Acqua di Berlino” quale strumento di democrazia diretta partecipativa nel quadro di una gestione trasparente, democratica, ecologica e sociale dell’Acqua a Berlino.

Un primo commento di Laura Valentukeviciute di GiB (Beni Comuni in mano ai cittadini) : « Può essere un grande passo in avanti verso una gestione dei nostri beni comuni non più basata sulla logica del profitto ma sui costi e sul benessere dei cittadini. »

La decisione definitiva sull’accordo sarà presa dal Parlamento di Berlino ma non vi è dubbio che la coalizione SPD-CDU sarà consenziente.

Contatti :
Dorothea Haerlin
Berliner Wassertisch – Bene Comune

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