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Perché è tornata a fare la farmacista? "Perché non mi sentivo più libera di fare il sindaco". Perché continua a vivere nella Lo cride? "Perché non saprei vivere altrove". Cos'è oggi la sua Calabria? "Una terra lunga lunga e vuota vuota dove i giovani se ne vanno perché la trovano ostile". E non solo loro. "Dal 2000 ci sono stati più di mille atti intimidatori contro amministratori locali calabresi". ...

Maria Carmela Lanzetta, un mese dopo le sue dimissioni

  • Martedì, 27 Agosto 2013 09:58 ,
  • Pubblicato in Flash news

NoiDonne
27 08 2013

Intervista a Maria Carmela Lanzetta un mese dopo le sue dimissioni da sindaca di Monasterace
di Maria Fabbricatore

A un mese dalle sue dimissioni da sindaca, Maria Carmela Lanzetta conserva la sua grinta e continua la sua battaglia a favore della legalità nella Calabria, dove gli spesso interessi della politica si confondono con interessi della ‘ndrangheta.

Chi l’ha chiamata quando ha deciso di dimettersi da sindaca?
Chi mi doveva chiamare?

Non so … ad esempio i politici che le erano stati vicini la prima volta che è stata minacciata, quando poi ha deciso di ritirare le sue dimissioni nell’aprile scorso
Mi hanno chiamato prima delle dimissioni o meglio nei venti giorni che passano fino a quando le dimissioni diventano definitive: il Presidente del Senato Grasso, che ho anche incontrato, mi ha chiamato Valeria Fedeli, Anna Garavini. Marco Minniti mi ha fatto una telefonata così, nessun altro. L’ho sempre detto con serietà, non c’era motivo che io mi dimettessi per giocare. Tutti sapevano quelle che erano le necessità assolute per continuare al comune di Monasterace, non si è verificato nulla. Ho combattuto per altri due anni, poi dopo il voto contrario nella costituzione di parte civile del comune non me la sono più sentita di continuare. Lo so che in Italia non lascia nessuno, ma io non sono come gli altri. Ho una coscienza e faccio delle cose solo se me la sento. Non potevo più andare avanti con quelle condizioni. La linea che si prende nella legalità non è uno scherzo, una volta prese delle decisioni, le cose vanno fatte. Se non si ha il coraggio di andare avanti con chi vuoi che combatta? E’ difficile da capire all’esterno, ma per me è chiaro!

Lei continua la sua battaglia per la legalità partecipando anche a convegni in tutta Italia
Certo continuo ad andare, io esistevo prima di essere sindaca, come persona impegnata, ed esisto dopo. La mia battaglia continua. Io non ho avuto niente da nessuno, escluso le persone che mi sono state sempre vicino, associazioni che continuano a invitarmi. Continuo ad avere rapporti con i sindaci con i quali avevo buoni rapporti, con il sindaco Speranza, di Lamezia Terme, con la sindaca di Rosarno, Elisabetta Tripodi, con Carolina Girasole, e Anna Maria Cardamone di Decollatura.

Ha ricevuto altre minacce da quando non è più sindaca?
Vivo con due carabinieri, ho la scorta, è tutto come era prima, non è cambiato niente. Però ormai sono inoffensiva …, (colpirebbero) giusto per vendetta, comunque si, ho ancora la scorta

Per una donna forte com’è lei non deve essere stato semplice lasciare, è come se le avessero tolto dalle mani qualcosa di importante, ha fatto tante cose in questi anni?
Si tante tante, non mi sembra vero, delle ottime pratiche amministrative, delle belle cose, che ancora dal punto di vista fisico non si sono completamente realizzate. Perché senza uno staff, senza persone intorno che ti supportano non si può andare da nessuna parte, per concretizzarsi le cose hanno bisogno di continuità e di lavoro. Non ho avuto la fortuna di vedere concretizzate delle cose che avevamo iniziato a cui ho dato moltissimo e che però rischiano di restare a metà. Ma una guerra politica in questo momento a Monasterace sarebbe stata impossibile, perché ce n’è già tante, e non potevo permettere di cacciare nessuno dalla mia amministrazione, l’unica cosa che potevo fare trovandomi in quel vulnus grave era di andare via. Non sono abituata ad essere tenuta al laccio da nessuno, quindi sono andata via io.

Era riuscita a creare delle cose non solo all’interno del contesto calabrese, ma anche fuori?
No, all’interno proprio no, all’esterno si, anche in Calabria stessa, ma fuori da Monasterace. Si sono costituiti movimenti, si sono fatte delle buone pratiche amministrative, protocolli d’intesa per la legalità, tutte cose molto serie.

Continua a vivere a Monasterace comunque?
Per forza, c’ho la casa, c’ho la farmacia.

Se le chiedessero di ripresentarsi?
Mai, mai. A Monasterace mai. In altri livelli si, di qualsiasi genere, ma a Monasterace mai.

Ma è rimasta delusa dal contesto locale?
Non sono delusa, nè amareggiata!. Ho fatto una scelta insieme ad altri, se non si è voluto più continuare che senso aveva rimanere, allora me ne sono andata. Bisogna essere coerenti costi quel che costi, altrimenti ci meritiamo alcuni politici che abbiamo.

Si dimette la Sindaca di Monasterace

  • Lunedì, 08 Luglio 2013 10:10 ,
  • Pubblicato in Flash news
Marina Terragni
08 07 2013

Maria Carmela Lanzetta, coraggiosa sindaca di Monasterace, già oggetto di intimidazioni mafiose, si è dimessa stamattina dalla sua carica. Lo ha fatto con una lettera aperta alla presidente della Camera Boldrini che avrebbe dovuto ospitare il prossimo 12 luglio.

Questo il testo della lettera.

“Il giorno 12 luglio l’Amministrazione Comunale di Monasterace avrebbe avuto il grandissimo privilegio di ricevere la Presidente Boldrini per un incontro con i Cittadini del Comune e del Comprensorio locrideo.

Purtroppo si è verificata una circostanza amministrativa inattesa che mi costringe a rassegnare le dimissioni dalla carica di Sindaco.
Dimissioni di cui ho informato l’Ufficio Stampa della Presidenza per correttezza istituzionale.

Ho avuto il piacere e l’onore di essere ricevuta dalla Presidente alla Camera dei Deputati, insieme ai Sindaci Elisabetta Tripodi e Gianni Speranza. Nell’occasione abbiamo potuto esprimere le preoccupazioni per le difficoltà finanziarie che incontrano i Sindaci dei piccoli Comuni anche per le intimidazioni che subiscono e, soprattutto, per le condizioni disagiate del lavoro in Calabria che riguarda gli uomini, le donne e i giovani calabresi.

In particolare ho potuto e voluto esprimere le condizioni difficili che stanno attraversando le lavoratrici delle serre florovivaistiche, i cui terreni sono stati concessi con diritto di superficie per 66 anni dal Comune di Monasterace ad aziende private.

Preoccupazioni che legano in maniera indissolubile Lavoro/Donne/Legalità/Rispetto delle Regole.
Di questo avremmo parlato con la Presidente il 12 luglio presso il giardino del Museo Archeologico.

A tale discussione sarebbero intervenuti donne dei sindacati, della confcommercio Calabria, delle cooperative sociali, del giornalismo, dell’Imprenditoria della Locride, delle Serre di Monasterace, dei precari della pubblica amministrazione e del sociale; con inviti rivolti anche a uomini e donne delle istituzioni e della chiesa.

Rinunciare a questo incontro, già in fase organizzativa avanzata, è per me una vera sofferenza umana e amministrativa; ma l’esigenza di non derogare alla coerenza personale di valutazioni istituzionali indirizzate a tenere la schiena dritta per tutelare il nome del mio Comune e della mia Amministrazione, mi hanno convinta a fare una scelta dolorosa ma necessaria, di cui Lei, gentile Presidente, sono sicura che capirà le ragioni.

Sono le ragioni dei principi che stanno alla base della mia esistenza umana, professionale e amministrativa: lavoro, giustizia sociale, cultura e rispetto dell’uomo e della donna in quanto tali. Principi che ho appreso dai miei genitori e da molti uomini e donne che hanno sacrificato sacrificati la loro vita per rispettare i principi su cui avevano fondato la loro esistenza. Purtroppo queste scelte, quando non vengono comprese, conducono anche a perdere le amicizie di una vita e al peso della solitudine, ma sono il pilastro su cui è possibile poggiarsi per conservare la Libertà del proprio agire umano e amministrativo.

L’Italia è stata ed è ricca di figure che hanno illuminato e illuminano la sua Storia.

E’ necessario una svolta profonda, che è soprattutto culturale, per valorizzare le tantissime Persone coerenti, coraggiose e solidali che operano spesso e volentieri mettendo in gioco se stessi, in termini di impegno civile e, a volte, anche economico, per raggiungere l’obiettivo del Bene Comune.

Grazie ancora Presidente. Spero comunque di poterLa incontrare al più presto.

Maria Carmela Lanzetta”.

Una primavera silenziosa, per questo lembo d'"Italia quaggiù", troppo lontana da tutto e troppo a lungo rimossa. Considerata spesso perduta, ma invece salvata forse dalla determinazione femminile, come lasciano sperare i saggi di due giornalisti, Lirio Abbate e Goffredo Buccini. Storie di donne, che non hanno più obbedito....

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