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Che bello, mi annoio

  • Lunedì, 20 Ottobre 2014 10:51 ,
  • Pubblicato in L'Intervento
La relazioneClaude Habib, l'Espresso
17 ottobre 2014

Ci vuole coraggio, ai tempi dell'amore liquido, per scrivere un libro che esalta le virtù delle relazioni durature, la prevedibilità della routine, il porto sicuro del ménage a due. In poche parole: la noia del rapporto di coppia. ...

La casa della cultura. Diamo retta a Frank

  • Venerdì, 17 Ottobre 2014 09:08 ,
  • Pubblicato in Flash news

Pagina 99
17 10 2014

Una volta Frank Lloyd Wright si lasciò scappare una battuta pesante nei confronti della California. Paragonò quel luogo di azione di tanti film a un piano inclinato dove finiscono tutti i rifiuti d’America. Ebbene, non a caso ho menzionato questo sommo architetto che tanto ha costruito (vi prego di visitare, se non altro, la Millard House a Pasadena) e molto ha ispirato nello Stato americano. Infatti, se egli dovesse descrivere il magazzino di una casa editrice non esiterebbe a definirlo la California degli editori. In quel luogo di segregazione purtroppo finiscono tutti i rifiuti editoriali. Più grandi e riforniti sono i magazzini, più disastrose sono le condizioni di questi imprenditori. Detto fra noi, quando sentite un editore dire: “Vado in California per trattare un affare“, voi traducete pure: “Vado a piangere nel mio magazzino”.

Gentile pubblico, giurereste che la maggioranza dei libri sia presso la National Library di Washington, oppure presso le principali librerie del pianeta? Se pensate ciò, onorevoli colleghi, siete degli illusi. Dolomiti intere di volumi, di enciclopedie, di vocabolari, giacciono presso coloro che li hanno pubblicati. Giganteschi boomerang cartacei che sono tornati al mittente, o peggio, che non sono mai riusciti a decollare.

Il peso degli editori si misura in tonnellate e non in chilogrammi, come per i comuni mortali. I loro sonni sono pesanti, ma non tranquilli, perché turbati da visioni di un labirinto senza via d’uscita. Un dedalo fatto di sottili fogli di carta stampati e legati insieme. Credo che sia chiaro ai più perché ho voluto aprire questo segmento della mia relazione con un omaggio alla creatività di un architetto di fama mondiale. Credetemi. Per evitare una Chernobyl culturale senza precedenti, è importante che scendano in campo questi maestri dei materiali da costruzione.

Occorre porre rimedio a una situazione che non esito a definire spaventosa. Tranne che per un punto. Il nostro Lime. Vi rendete conto della straordinaria sicurezza che configura un magazzino editoriale? Vi prego di scorrere gli annali della polizia di tutto il mondo e vi sfido a trovare un solo episodio di furto capitato nella sede di una casa editrice. Mai accaduto. Potrete trovare con facilità casi di omicidi, suicidi, stupri, sodomie non gradite, risse, ricatti, magia nera, ma mai un solo caso di furto. Fortezze, piene di rifiuti, ma inviolabili.

Ecco dunque sul tavolo i due elementi che mi stanno a cuore. Abbiamo un’enorme quantità di materia prima che garantisce anche un eccellente coefficiente di sicurezza. E che facciamo? La lasciamo oziare in luoghi esclusi al pubblico. No signori, questo proprio non va. Che si usi questo patrimonio per ristrutturare appartamenti nelle nostre cadenti città, casali in campagna, o per sostenere muri cadenti, o per tirare su tramezzi, garage, soffitte. Altro che i muri a secco della tradizione pugliese. Architetti, muratori, restauratori, vi esorto ad abbandonare i vostri abituali fornitori di materiali da costruzione: rivolgetevi ai più ragionevoli editori. Un chilo di libri ha un prezzo da nulla a confronto di quello di calce, di mattoni, di cemento. Se ben armati, i volumi reggono che è una bellezza. Del resto se nella terra del ghiaccio e della neve si costruiscono gli igloo con quello che offre la natura, perché nella culla della civiltà non si dovrebbe sfruttare ciò che più abbiamo a disposizione? Libri. Tutti ne producono in grande quantità, compresi gli editori dei quotidiani. Essi perseguiscono però un nobile scopo, quello di fornire a basso costo suppellettili per l’arredamento.

Se non fossi in ritardo in questa mia esposizione, scenderei fra il pubblico per ringraziare quel signore del suo commento. Egli ha voluto notare ad alta voce come una costruzione che sfrutti i libri moltiplichi in modo esponenziale il Lime degli appartamenti. Grazie, grazie davvero. Tuttavia andrei oltre, azzardando una considerazione di marketing. Mi sembra giusto, infatti, avvertire i signori costruttori e architetti che è possibile promuovere la vendita o l’affitto di questi edifici pubblicizzando a grandi lettere il Lime raggiunto. Sarebbe come regalare ai nuovi abitanti un mondo migliore, il raggiungimento di un’utopia che nemmeno gli abitanti di Beverly Hills possono vantare.

E fatemelo dire: se il mio consiglio sarà seguito, i signori Slovic, Fischhoff e Lichtenstein dovranno rivedere il loro studio sui rischi e le polizze assicurative (Facts versus fears Understanding Perceived Risk, New York, 1980). Io in ogni modo sono a disposizione per un’eventuale consulenza, purché ben pagata.

Emanuele Bevilaqua

Che bello, mi annoio

La relazione
Ci vuole coraggio, ai tempi dell'amore liquido, per scrivere un libro che esalta le virtù delle relazioni durature, la prevedibilità della routine, il porto sicuro del ménage a due. In poche parole: la noia del rapporto di coppia. Ma Claude Habib, [...] al telefono da Parigi teorizza proprio questo: "Nella monotonia di tutti i giorni si liberano creatività e pensiero".
Claude Habib, l'Espresso ...

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