L’Espresso
20 01 2015

«Forse è che siamo rimasti bambini noi». Così la grande scienziata Margherita Hack , scomparsa meno di due anni fa, spiegava la sua scelta di non aver avuto figli. La sua testimonianza è stata raccolta da due registe, Nicoletta Nesler e Marilisa Piga per un documentario sulle donne che vivono per tutta una vita senza diventare madri. Donne, coppie, che sempre più spesso lo fanno per scelta piuttosto che per costrizione.

Il progetto s'intitola « Lunàdigas » (come in sardo sono chiamate le pecore sterili) e verrà pubblicato il 22 gennaio. Non è solo un film, ma una raccolta di contenuti multimediali: testi, articoli, idee, interviste, per ampliare il dibattito su una condizione che è ormai tutt'altro che minoritaria, in Italia. Come ha raccontato l'Espresso , il nostro paese infatti ha il primato europeo di “childfree”: tra le donne nate nel 1965, circa il 24 per cento non ha figli. In Francia sono solo il 10.


«Non abbiamo mai sentito questo desiderio», racconta Hack nell'intervista che pubblichiamo in anteprima: «La mia eredità? L'ho lasciata agli allievi, ne ho avuti tanti. Una persona dovrebbe mettere al mondo una creatura solo se sente veramente questo desiderio».

L'obiettivo delle due autrici è quello di far riflettere e discutere senza pregiudizi su una scelta che nella morale comune è ancora considerata “egoistica”, “strana”, che non è accettata. Per farlo, hanno attraversato il paese e incontrato persone come Maria Rosa Cutrufelli, Maria Lai, Veronica Pivetti, Geraldina Colotti, Melissa P, Lea Melandri Margherita Hack, Lidia Menapace. «Donne omosessuali, donne giovani, donne avanti con gli anni», scrivono: «Ma anche alcuni uomini, come Moni Ovadia e Claudio Risè».

Per il documentario, Nicoletta Nesler e Marilisa Piga hanno anche commissionato una ricerca Eurisko, dalla quale emerge che le donne che tra i 18 e i 55 non hanno figli e non li vogliono avere hanno un livello d'istruzione più alto della media, redditi proporzionalmente più elevati e che in larga maggioranza lavorano, spesso da imprenditrici. Per il 56 per cento vivono in coppia, per il 40 sole. Sono professioniste, con molti progetti, prospettive, convinte della loro scelta, tendenzialmente salutiste e ben informate.

«Mi sono appassionata al progetto Lunàdigas perché credo che sia un’arma efficace per combattere l’uso che si continua a fare del corpo delle donne», spiega Melissa P. «trattato ancora come carta bianca su cui inscrivere i dogmi di una cultura ormai troppo arcaica. La non-maternità è un vero e proprio stigma sociale che spesso costringe molte donne, soprattutto le meno emancipate, a non scegliere liberamente se avere o meno dei figli. Io vengo dal Sud dove tutto questo è pane quotidiano: spero, con la mia testimonianza, di dare forza a tutte coloro che non riescono a ribellarsi e ad affermare le proprie volontà».

di Chiara Bastianoni*, Zeroviolenzadonne
27 marzo 2012

L'esperienza della maternità viene da sempre associata all'evento della nascita di un figlio ed ai cambiamenti fisici, emotivi e cognitivi che esso comporta. I fondamentali contributi offerti dal lavoro di autori quali Daniel Stern e Massimo Ammaniti sottolineano infatti come quest'esperienza sia caratterizzata dalla formazione di nuove modalità di organizzare l'esperienza psicologica, dalla ridefinizione dei ruoli all'interno del nucleo familiare, dallo sviluppo di nuove capacità legate alla cura ed al sostegno affettivo e materiale del proprio figlio.

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