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Corriere della Sera
26 09 2014

Monsignor Jozef Wesolowski aveva un archivio segreto nascosto nel computer della Nunziatura di Santo Domingo. L’arcivescovo polacco di 66 anni arrestato tre giorni fa per volontà di papa Francesco dalla gendarmeria vaticana per pedofilia, custodiva oltre centomila file con foto e filmini pornografici: immagini scaricate da Internet e fotografie che le stesse vittime erano state costrette a scattare.

Una galleria degli orrori che in parte conservava anche sul proprio pc portatile. Si vedono ragazzini tra i tredici e i diciassette anni umiliati di fronte all’obiettivo, ripresi nudi, costretti ad avere rapporti sessuali tra loro e con adulti. Ora l’indagine prosegue per scoprire altri complici. Personaggi che avrebbero aiutato l’alto prelato a procacciarsi i minori e che potrebbero aver partecipato agli incontri a luci rosse. Nel capo di imputazione si parla esplicitamente di «reati commessi in concorso con persone ancora ignote» e gli atti dell’inchiesta fanno comprendere come i promotori di indagine del Vaticano abbiano già trovato alcuni elementi per arrivare alla loro identificazione. Sono proprio i verbali e le relazioni contenute nel fascicolo processuale a svelare i contorni di una vicenda che appare tutt’altro che chiusa e anzi potrebbe avere nuovi e clamorosi sviluppi. Perché il sospetto è che Wesolowski possa essere inserito in una rete internazionale ben più ampia di quella emersa sinora.

I quattro volumi e le foto cancellate
Quanto ampia possa essere questa rete ben si comprende leggendo la perizia informatica che ricostruisce l’attività del nunzio di Santo Domingo richiamato dalla Santa Sede un anno fa e poi «dimesso» dallo stato clericale. L’accusa evidenzia «la particolare abilità dell’imputato a utilizzare strumentazione elettronica che può essere reperita per connessioni illecite. Comportamento che l’imputato ha mostrato di perseguire con modalità fortemente compulsive».

Sono stati trovati «oltre 100 mila file a sfondo sessuale, ai quali si aggiungono più di 45 mila immagini cancellate». A mettere in allarme gli inquirenti è stata la scoperta di un vero e proprio archivio nel computer di proprietà del Vaticano «diviso in quattro volumi e contenente circa 130 video e più di 86 mila fotografie». Il resto Wesolowski lo aveva «salvato» nel computer portatile che usava soprattutto quando era in viaggio. Il materiale è diviso per genere, ci sono file in cui si vedono anche decine di bambine protagoniste di prestazioni erotiche, ma la predilezione era per i maschi.

I complici in rete e lo scambio di mail
Nella relazione degli esperti viene ricostruito tutto il «traffico dati» compresi gli accessi ai siti gay e la corrispondenza del monsignore. L’esame delle sue connessioni, le email e gli scritti custoditi nell’hard disk, può infatti svelare l’identità delle persone con le quali scambiava le immagini e fornire le indicazioni per arrivare a chi ha avuto un ruolo di fiancheggiatore. Gli investigatori sono convinti che Francisco Javier Occi Reyes, il diacono arrestato dalla polizia dominicana nel giugno 2013 che poi ha denunciato Wesolowski alle alte gerarchie vaticane con una lettera, sia soltanto una pedina di un gioco più grande. E per questo hanno esteso gli accertamenti a tutti i Paesi dove l’alto prelato è stato prima di arrivare a Santo Domingo. E soprattutto alle persone che avevano con lui rapporti frequenti.

La testimonianza dei tre bambini
Sono decine i minori che Wesolowski avrebbe adescato, ma nel fascicolo processuale vengono indicati soltanto i nomi di tre bambini e delle loro madri. Testimoni d’accusa che hanno deciso di denunciare l’orrore subito, la violenza che il religioso ha esercitato nei loro confronti. Hanno confermato quanto era stato in parte già ricostruito dalla polizia dominicana anche grazie al reportage di una giornalista di una televisione locale che aveva svolto un’inchiesta sulla doppia vita del religioso. Tra le accuse rivolte al monsignore c’è anche quella «di aver agito, essendo alto esponente delle gerarchie ecclesiastiche, con grave violazione dei suoi doveri istituzionali tanto da aver cagionato un danno all’immagine dello Stato e della Santa Sede». Ed è proprio questo il motivo che avrebbe convinto il Pontefice della necessità di dare il via libera alla clamorosa misura degli arresti domiciliari.

La difesa del nunzio: «Posso chiarire»
Martedì pomeriggio, quando è stato portato di fronte ai promotori d’accusa per l’esecuzione del provvedimento di cattura, monsignor Wesolowski ha dichiarato di voler parlare: «Posso chiarire la mia posizione, spiegare l’errore». Gli è stato spiegato che potrà farlo con l’assistenza di un avvocato, consapevoli però che le prove nei suoi confronti sono schiaccianti. Ed è stato proprio questo ad accelerare la decisione di procedere. Il rischio forte era che il nunzio venisse catturato in territorio italiano su richiesta delle autorità dominicane e poi estradato. In quel caso sarebbe stato obbligatorio trasferirlo in un carcere in attesa di completare la procedura con la Santa Sede. I promotori hanno dunque preferito giocare d’anticipo, agendo comunque in piena collaborazione con l’autorità giudiziaria di Santo Domingo. Nei prossimi giorni lo interrogheranno ed è possibile che decidano poi di processarlo con rito direttissimo, come del resto prevedono i trattati internazionali in materia di violenza sui minori.



Huffington Post
25 09 2014

Papa Francesco rimuove Rogelio Ricardo Livieres Plano, vescovo del Paraguay. È accusato di aver coperto preti pedofili

Il Papa ha disposto lo spostamento dalla diocesi Ciudad del Este in Paraguay di monsignor Rogelio Ricardo Livieres Plano, nominando al suo posto come "amministratore apostolico" monsignor Ricardo Jorge Valenzuela Rios. Livieres è accusato tra l'altro di malversazione e copertura di abusi sessuali di preti della sua diocesi.

L' "avvicendamento" alla guida della diocesi viene annunciato da una nota della sala stampa vaticana che ricorda le "conclusioni" delle visite apostoliche disposte dal Papa prima di decidere. "Dopo l'accurato esame delle conclusioni delle visite apostoliche compiute al vescovo si sottolinea nella nota -, alla diocesi e ai seminari di Ciudad del Este, da parte della Congregazione per i vescovi e della Congregazione per il Clero, il Santo Padre ha provveduto all'avvicendamento di monsignor Ricardo Livieres Plano e ha nominato amministratore apostolico della medesima sede, ora vacante, monsignor Ricardo Jorge Valenzuela Rios, vescovo di Villarrica del Espiritu Santo".

"La gravosa decisione della Santa Sede - continua - ponderata da serie ragioni pastorali, è ispirata al bene maggiore dell'unità della Chiesa di Ciudad del Este e alla comunione episcopale in Paraguay. Il Santo Padre, nell'esercizio del suo ministero di 'perpetuo e visibile fondamento dell'unità sia dei vescovi sia della moltitudine dei fedelì chiede al clero e a tutto il popolo di Dio di Ciudad del Este di voler accogliere i provvedimenti della Santa Sede con spirito di obbedienza, docilità e animo disarmato, guidato dalla fede. Inoltre invita l'intera Chiesa paraguaiana, guidata dai suoi Pastori, a un serio processo di riconciliazione e superamento di qualsiasi faziosità e discordia, perchè non sia ferito il volto dell'unica Chiesa 'acquistata con il Sangue del suo proprio Figlio' e il 'gregge di Cristo' non sia privato della gioia del Vangelo".

Il Papa fa arrestare vescovo pedofilo

È la prima volta nella storia che un prelato viene arrestato in Vaticano. Con il permesso, anzi l'approvazione diretta, del Papa. Il monsignore è un arcivescovo di nazionalità polacca, Joseph Wesolowski, 66 anni, ridotto già a giugno dalla giustizia vaticana allo stato laicale. L'accusa: pedofilia
Marco Ansaldo, la Repubblica ...

Migliaia di abusi su minori a Rotherham

Internazionale
27 08 2014

Per almeno 16 anni nella città di Rotherham, nel nord dell’Inghilterra, migliaia di minori hanno subìto violenze e abusi sessuali tra l’indifferenza delle autorità locali.

Sono le accuse contenute nello studio condotto dalla professoressa Alexis Jay, ex consulente dei servizi sociali scozzesi, secondo cui il consiglio comunale, che è anche il committente dell’inchiesta, era a conoscenza fin dal 2005 del giro di sfruttamento sessuale attivo su larga scala in città, ma non è mai intervenuto.

Secondo l’inchiesta, tra il 1997 e il 2013 almeno 1.400 minori britannici, tra cui bambini di undici anni, sono stati rapiti, picchiati, abusati e anche portati in altre città del nord dell’Inghilterra, dove continuavano a subire violenze da parte di uomini di origine asiatica, appartenenti principalmente alla comunità pachistana. Le vittime, soprattutto le bambine, venivano scelte nelle zone più povere della città, minacciate e poi anche colpevolizzate dalle forze di sicurezza se venivano fermate in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di qualche droga.

Quella di Jay non è la prima denuncia sul problema di sfruttamento sessuale dei bambini a Rotherham. La prima inchiesta, commissionata dal ministero dell’interno nel 2002, conteneva gravi critiche nei confronti della polizia e del consiglio locale per la loro indifferenza a quello che stava succedendo sotto il loro naso. Ma invece di affrontare la questione, le forze di sicurezza e i funzionari comunali hanno sostenuto che i dati nel rapporto erano “inventati o esagerati”, e avevano accusato l’autore del rapporto di “ostilità personale”, spiega Jay. I consiglieri e gli altri politici avrebbero anche evitato di intervenire per paura di essere accusati di razzismo, visto che i sospettati sono per lo più tassisti pachistani. Ma tra i consiglieri ci sono anche alcuni influenti pachistani che avrebbero cercato di ostacolare le indagini.

Roger Stone, che dal 2003 è alla guida del consiglio comunale, ha dato le sue dimissioni con effetto immediato: “È giusto che io mi prenda la responsabilità per i fallimenti storici che sono descritti così chiaramente nell’inchiesta”.

 

Un dramma nascosto sotto una sigla, Msna, minori stranieri non accompagnati. Le navi militari di Mare Nostrum li affidano alla polizia, e la polizia ai Comuni. Quasi diecimila. Chi sono, dove pensano di andare? "Sono prede, facili prede per il peggio dell'umanità". ...

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