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Il Fatto Quotidiano
07 08 2014

I fatti: un uomo di 60 anni abusa ripetutamente di una bambina di 11, che gli era stata affidata. 
La polizia li trova nudi nel letto, quindi lo arresta in flagranza di reato.
 In appello lo condanna a 5 anni.
 Giustizia è fatta, quindi. Ovviamente si tratta di un terribile caso di pedofilia, tra i tanti che accadono ogni giorno in poveri e lontani paesi del sud o est del mondo.

Invece no. Siamo in Italia, a Catanzaro, lo scorso anno: l’uomo lavora (se si potesse fare dell’ironia su un caso così terribile), nei servizi sociali. Non è finita qui, però. La difesa dell’uomo ha fatto ricorso in Cassazione obiettando che in appello non fossero state discusse a sufficienza le richieste di attenuanti che si riferivano al risarcimento di 40.000 euro previsto dalla legge e al fatto che tra l’uomo e la bambina ci fosse una ‘relazione amorosa’ (così è scritto negli atti).
 La Cassazione ha accolto il ricorso e il processo è dunque da rifare. La notizia, (e la questione lessicale e semantica della sentenza), non ha fatto lo scalpore che merita, ma non è sfuggita a chi lavora da anni sulla violenza maschile, sul linguaggio che indirettamente la giustifica e sugli abusi degli adulti.

Così Cristina Obber, autrice tra l’altro di Non lo faccio più, per fare pressione in vista del processo e sensibilizzare l’opinione pubblica non tanto e solo sui fatti, ma sul tema del linguaggio e delle giustificazioni fornite fin qui nella sentenza. Margherita Giancotti, psicologa clinico-forense, così scrive commentando il dispositivo: la United Nations Guidelines on Justice in Matters Involving Child Victim and Witness of Crime (2009) sottolinea come uno dei diritti fondamentali del minore vittima sia il diritto alla riparazione. Claudio Foti (2004) sottolinea come “la riparazione s’accompagna alla necessità di un riconoscimento sociale e anche, se possibile, giudiziario dell’accaduto”.

Il bambino vede riconosciuto il suo status di vittima e questa consapevolezza pone le basi per il difficile lavoro emotivo e psicologico di superamento del trauma. Dov’è finito il diritto alla riparazione di questa bambina che vedrà scritto sulla sentenza che in qualche modo è stata compartecipe del tremendo abuso subito? Dove hanno mancato gli adulti incaricati a proteggerla? Cristina Obber nella lettera inviata alla Presidente della Camera Boldrini, nella quale informa di essersi rivolta al Ministero della Giustizia e all’Associazione Magistrati, scrive: “La petizione chiede rispetto per la dignità dei bambini e delle bambine, linguaggi adeguati che non infliggano loro ulteriori violenze. Probabilmente se un ragazzino a scuola scrivesse ‘relazione amorosa’ in un tema sulla pedofilia i genitori verrebbero convocati d’urgenza e il tema stracciato. Possibile che invece nei nostri tribunali si scrivano e trascrivano atti con un linguaggio così lesivo e paradossale? E’ una domanda terribile, che chiede una risposta”.

Monica Lanfranco

la Repubblica
01 08 2014

Scaricavano e diffondevano su internet video di pornografia minorile, con abusi sessuali e anche torture su bambini di pochi anni. Due persone sono state arrestate e 34 indagate nell'ambito di una maxi operazione internazionale della polizia di Stato italiana e tedesca contro la pornografia minorile on line. La Procura distrettuale di Catania ha disposto numerose perquisizioni domiciliari in diverse città d'Italia, eseguite dalla Polizia Postale.

Durante l'operazione, chiamata "eDonkey2000", due persone, a Milano e Bologna, rispettivamente di 63 e 43 anni, sono state arrestate in flagranza di reato perché trovate in possesso di una grande quantità di materiale pedopornografico. Le perquisizioni sono state eseguite nei confronti di 34 persone, indagate per detenzione e divulgazione di video pedopornografici on line.

In Italia la polizia postale e delle comunicazioni ha effettuato perquisizioni anche a Brescia, Cagliari, Catania, Como, Cuneo, Firenze, Ferrara, Livorno, Messina, Napoli, Novara, Pesaro, Pisa, Ragusa, Roma, Savona, Siena, Siracusa, Torino e Verona. Durante i controlli sono stati sequestrati molti computer, hard disk, pen drive e supporti ottici.

Secondo gli inquirenti, gli indagati, utilizzando un programma peer-to-peer che si chiama eDonkey2000, caricavano e diffondevano mediante Internet video di pornografia minorile con abusi sessuali nei confronti di bambini, spesso di pochi anni, anche con torture. I tedeschi, con i quali c'è da anni una forte collaborazione, hanno condiviso e scambiato con le autorità italiane i dati che hanno permesso di identificare gli indagati.

Le indagini sono state coordinate dal Centro nazionale di contrasto della pedopornografia on line (Cncpo) di Roma. In una fase successiva le indagini punteranno a un approfondimento del materiale sequestrato per confermare la responsabilità degli indagati e l'analisi dei video e delle indagini per risalire all'identificazione dei minori vittime degli abusi.

Pedofili a Westminster spunta l'ex commissario Ue

  • Lunedì, 07 Luglio 2014 07:37 ,
  • Pubblicato in Flash news

Il Messaggero
07 07 2014

Dagli armadi sta uscendo ben più di uno scheletro. Lo scandalo pedofilia scuote Westminster: gli abusi, presunti o reali, non sono recenti, tutt'altro, ma
il terremoto è arrivato solo adesso. Così ogni giorno si moltiplica l'effetto della polvere, per troppi anni tenuta sotto al tappeto. ...

L'impero delle lolite

Minori Kitahara, Internazionale
6 luglio 2014

All'inizio di giugno un uomo di 32 anni è stato arrestato con l'accusa di aver ucciso brutalmente una bambina nel 2006. Secondo quanto riportato dai mezzi d'informazione, nella sua casa è stata sequestrata una grande quantità di video pornografici con protagonisti minorenni.

Dimenticati tra i dimenticati. Sono i minori di sesso maschile vittime dello sfruttamento sessuale. Baby prostituti, li chiamano, sempre che ci accorga di loro. Perché quando si parla di infanzia schiavizzata, sbattuta su strada e costretta a prostituirsi, si pensa sempre a bambine e ragazzine, non ai loro coetanei maschi. ...

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