"No, non ci capiamo più. Li ho ascoltati per tanti anni, un lungo miagolio sulle mie spalle. Venivano dalla madre a raccontare le delusioni esistenziali. Gli amori, le speranze, le difficoltà. Ma ora davvero non ci capiamo più". ...

Ingenere
06 06 2013

La doppia preferenza di genere sbarca anche in Sicilia, anche se sono pochi a sapere di questa possibilità e ancora meno le iniziative per pubblicizzare la novità. L'8 e il 9 giugno si svolgeranno le elezioni amministrative, e per la prima volta si potranno indicare due preferenze, a patto che una sia donna. "Peccato che le siciliane e i siciliani non sono stati informati", si legge sul sito dell'associazione Arcidonna, “L’assessore Patrizia Valente e il presidente Crocetta nulla hanno fatto per diffondere questa importante conquista voluta fortemente dalle donne. Nessuna comunicazione sui media, nessun manifesto nei comuni dove si vota“.

Il paese dei papi 2.0

  • Giovedì, 06 Giugno 2013 08:12 ,
  • Pubblicato in Flash news

GiULiA
06 06 2013

"Da che mondo è mondo le giovani donne hanno sempre cercato la compagnia di uomini maturi e abbienti per differenti motivi: stabilità economica, sicurezza e maturità; per questo motivo nasce in Italia SugarDaddy.it, un portale di dating grazie al quale ragazze in cerca di fortuna, esperienze e magari successo, potranno entrare in contatto con maturi gentiluomini pronti a prendersi cura di loro".

Inizia con queste parole il professionale comunicato stampa con cui il sito Sugar daddy, comparso sul web da pochi giorni, si presenta agli utenti italiani. Ancora più esplicito è il titolo del comunicato: L'Italia è il Paese dei "papi": trova il tuo con SugarDaddy.it.

Nei giorni in cui si celebra il processo Ruby non può non risultare ancora più fastidioso questo richiamo al papi nazionale, all'uomo politico più potente d'Italia diventato per molti uomini e per molte donne, ahimé, oggetto di un culto della personalità che sfiora l'idolatria. Ed è così che il sistema di potere che aveva al centro le famose olgettine viene reso "smart" e reso accessibile da chiunque via web.

Il comunicato prosegue fornendo anche delle spiegazioni che vorrebbero scomodare la sociologia: "Ma cosa cercano le giovani ragazze in un uomo facoltoso più grande di loro? Alex Fantini, fondatore di Sugar Daddy fornisce delle delucidazioni al riguardo: "Ci sono diversi modi per dimostrare la propria generosità; non si tratta di svilire il concetto di amore, semplicemente ci proponiamo di agevolare incontri che possono portare giovamento a entrambe le parti: alle giovani donne che cercano la propria strada, che magari hanno bisogno di una figura matura che le aiuti a trovare se stesse e renda più agevole la strada per la propria realizzazione; e agli uomini di una certa età, occupanti ruoli sociali di livello alto perciò benestanti e in cerca di compagnia e orgogliosi di poter conoscere ragazze giovani da trattare come principesse".

Da redattrice di un piccolo giornale locale e da donna mi chiedo come sia possibile che questo tipo di iniziative possano avere legittimità di esistere e quale insegnamento diamo alle giovani donne che si affacciano alla vita se facciamo in modo che esistano queste operazioni.

Convenzione di Istanbul, la camera approva

  • Mercoledì, 29 Maggio 2013 08:03 ,
  • Pubblicato in INGENERE

Ingenere.it
29 05 2013

Nel pomeriggio di martedì 28 la camera dei deputati ha approvato la convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. La normativa internazionale è stata approvata con 545 sì su 545 voti, si attende adesso il voto del senato per la ratifica definitiva. "La Convenzione prevede il contrasto ad ogni forma di violenza - si legge su Repubblica.it - fisica e psicologica sulle donne, dallo stupro allo stalking, dai matrimoni forzati alle mutilazioni genitali e l'impegno a tutti i livelli sulla prevenzione, eliminando ogni forma di discriminazione e promuovendo "la concreta parità tra i sessi, rafforzando l'autonomia e l'autodeterminazione delle donne".

Spulciando i twit alla voce #stopfemminicidi si trovano vari commenti positivi, e anche qualcuno un po' polemico, "il giorno del voto almeno l'aula era piena", a differenza del grande vuoto del giorno prima, quando la discussione in aula del testo era stato quasi del tutto disertato dai parlamentari, tanto che la presidente della camera Boldrini aveva espresso esplicito rammarico per la situazione. Alla foto dell'aula vuota, già di per se eloquente (qui quella pubblicata da Massimo Gramellini nella sua rubrica su La Stampa), si sono aggiunti diversi editoriali di biasimo sui quotidiani. “Contro il femminicidio solo parole" era il titolo dell'articolo con cui Fiorenza Sarzanini commentava sul Corriere della sera il deserto di Montecitorio. "La violenza sulle donne scatena solo polemiche", faceva eco il titolo de La Stampa. Sull'Huffington post invece è apparso il commento di Celeste Costantino. Anche L'unità e Repubblica hanno parlato di violenza (per altro, come molte altre testate, affiancando i commenti alla cronaca dell'omicidio della sedicenne Fabiana Luzzi), mentre l'Avvenire, oltre alla generale unanimità nella condanna alla violenza sulle donne, le perplessità espresse da alcuni ambienti cattolici sul concetto di "genere". Da una parte del pensiero femminista, si sottolinea il limite di atti legislativi non seguìti da una svolta culturale: "inutile mettersi a fare leggi, firmare convenzioni internazionali e allestire task force governative senza interrogarsi sulle radici profonde di questa guerra all’esistenza femminile, di questa deriva rovinosa della crisi d’identità maschile, della rottura del patto di civiltà che c’è sotto", scrive Ida Dominijanni sul suo blog. Di cultura dominante e "insopportabile retorica del lutto" parla anche Fabio Sabatini sul suo blog sul Fatto quotidiano, a proposito di Corigliano Calabro.

Parla poco, ma spesso canticchia i versi di Domenico Modugno o Rino Gaetano e se vuole trasmettere affetto lo fa con la profondità degli occhi. ...

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