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Contropiano
15 06 2015

In seguito all’intensa e partecipata protesta di docenti e studenti delle ultime settimane, la Camera dei Deputati cilena ha sospeso fino a nuovo ordine la votazione del disegno di legge di riforma educativa promosso dalla presidente Michelle Bachelet. I cortei e le manifestazioni di netto rifiuto della riforma (il 97 % dei docenti è contrario) e lo sciopero a tempo indeterminato convocato dai sindacati dei professori dal 1° giugno hanno quindi avuto effetto.

Secondo i sindacati e le federazioni studentesche, la riforma promuove l’individualismo e la competitività esasperata tra gli alunni, obbliga a valutazioni ai docenti considerate ingiuste, non promuove un’educazione uguale per tutti e di qualità e inoltre non migliora in modo sostanziale i bassi stipendi dei professori. Dopo il corteo di massa per il centro di Santiago prima dell’inizio della Coppa America, i giocatori della nazionale cilena hanno espresso il loro appoggio alle proteste incontrando i delegati dei manifestanti. I rappresentanti dei sindacati studenteschi da parte loro si sono impegnati a non interferire con il torneo continentale.

Dallo Stato è arrivato l’invito ad aprire un tavolo di dialogo con la partecipazione dei professori per modificare il testo del disegno di legge. Oltre alla sospensione dei dibattiti parlamentari, la deputata comunista Camila Vallejo, sostenitrice delle rivendicazioni della piazza e nota per essere stata la leader studentesca all’inizio delle proteste di massa, nel 2011, ha detto che in un ambiente di protesta non si potranno realizzare votazioni, ed ha invitato il Collegio dei professori a formare commissioni per approntare proposte. In risposta, il Collegio ha cominciato a convocare assemblee locali per valutare la proposta.

 

 

Anty occupy contro occupy

  • Sabato, 04 Ottobre 2014 00:00 ,
  • Pubblicato in primopiano 2
La "legalità" non è il concetto chiave, fondante, della comunità umana che anima Mong Kok, quartiere di Hong Kong che si affaccia su Nathan Road, nota via dello shopping, nel pieno di Kowloon ovest. E' uno dei primi posti dove finiscono tanti turisti che non possono permettersi il lusso degli alberghi costosi di Central, o di zone più "bene" di Hong Kong.
Simone Pleranni, Il Manifesto ...
Tornano le bocche cucite al Cie di Ponte Galeria. Una protesta contro le condizioni di detenzione che era già esplosa tra dicembre e gennaio nel Centro di identificazione ed espulsione sulla Portuense a partire da alcuni immigrati nordafricani e che ieri mattina s'è ripetuta. ...

La protesta di Kiev non si ferma

Internazionale
24 01 2014

Dopo un incontro nella notte del 23 gennaio con il presidente Viktor Janukovič, il leader del partito di opposizione Udar Vitalij Kličko ha chiesto ai manifestanti accampati in piazza dell’Indipendenza a Kiev di continuare a osservare la tregua stabilita il 22 gennaio, al termine di una giornata di scontri durissimi con le forze di polizia in cui sono morte almeno tre persone. Il suo invito a continuare il dialogo con il governo per evitare altre violenze è stato però accolto dai fischi, scrive Kyiv Post, e i manifestanti stanno costruendo nuove barricate.

I leader dell’opposizione avevano concesso al governo 24 ore di tempo per cancellare la contestata legge sull’ordine pubblico approvata il 16 dicembre, dimettersi e convocare nuove elezioni. Janukovič ha fatto alcune concessioni, promettendo la liberazione dei manifestanti arrestati e un nuovo dibattito in parlamento sulla legge sull’ordine pubblico, ma non sembra avere alcuna intenzione di dimettersi.

Le manifestazioni sono cominciate a fine novembre dopo la decisione del governo di non firmare un accordo di associazione con l’Unione europea che avrebbe allontanato l’ex repubblica sovietica dall’influenza russa, ma erano rimaste finora prevalentemente pacifiche. Negli ultimi giorni ai manifestanti filoeuropei si sono però aggiunti diversi movimenti nazionalisti di estrema destra, tra cui Pravy sektor, che secondo il Guardian sono responsabili del lancio di molotov e degli attacchi alla polizia. Il loro obiettivo dichiarato non è l’integrazione europea, ma la “rivoluzione nazionale”.

La proteste si stanno diffondendo nell’ovest dell’Ucraina, tradizionalmente ostile ai rapporti con Mosca. I manifestanti hanno attaccato l’ufficio del governatore a Lviv, costringendolo a firmare le dimissioni, e hanno circondato le sedi dell’amministrazione in diverse altre città.

Oggi il commissario europeo all’allargamento Stefan Füle dovrebbe arrivare a Kiev. Intanto il ministero dell’interno si è scusato per il “comportamento inaccettabile” della polizia, dopo la pubblicazione di un video in cui gli agenti costringono un manifestante a restare nudo nella neve.

Il Fatto Quotidiano
01 08 2013

I disabili e i loro familiari scendono in piazza Monte Citorio contro il governo per contestare il nuovo Isee, l’indicatore di situazione economica, che penalizza ulteriormente la loro situazione mettendo a reddito tutto ciò che lo Stato conferisce a qualunque titolo ai disabili comprese le prestazioni assistenziali.

“Da domani queste voci diventeranno ricchezza individuale, reddito – spiega Fabiana Gianni, fondazione Villa Point – un cambiamento che penalizza il disabile, la famiglia e anche la donna. In questo modo, il meccanismo pensato, aumenta la nostra ricchezza solo virtuale, a crescere è la nostra povertà. Un danno consistente ad una categoria debole e dimenticata”.

In piazza i manifestanti hanno protestato urlando: “Sul disabile e sul malato, non si fa mercato”.

Michele Colangelo, presidente del comitato ’14 settembre’, ha spiegato: “Da questo cambiamento ci guadagna questa politica tutta incentrata sul risparmio della spesa, sul sociale come costo, il governo ritiene che tutto ciò che è sociale e sanitario rappresenta un peso per la nazione”.

Nello Trocchia

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