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Fabiola Gianotti prima donna alla guida del Cern di Ginevra

Il Sole 24 Ore
04 11 2014

La scienziata italiana Fabiola Gianotti è stata nominata direttore generale del Cern di Ginevra. È la prima volta che una donna è a capo del laboratorio europeo di fisica delle particelle. Cinquantadue anni, nata a Roma, ha studiato Fisica all’università di Milano. Lavora al Cern dal 1987 e dal 1994 è fisico di ricerca nel Physics Department del Cern. È stata fra i protagonisti della scoperta del bosone di Higgs.

Fabiola Gianotti è la prima donna a guidare il Cern nei 60 anni di storia del laboratorio europeo. Succede a Rolf-Dieter Heuer, che ha ricoperto la carica dal 2009, affiancato da Sergio Bertolucci come direttore della Ricerca. È stata nominata dal Director General Search Committee del Cern. Gli altri due fisici in corsa per la direzione erano il britannico Terry Wyatt, dell'università di Manchester, e l'olandese Frank Linde, direttore dell'Istituto nazionale di fisica subatomica (Nikhef) di Amsterdam.

«È con grande emozione e soddisfazione che apprendiamo della nomina di Fabiola Gianotti a direttore generale del Cern», ha commentato Fernando Ferroni, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Sappiamo che sarà all'altezza di questa alta responsabilità e che guiderà con classe e sicurezza il Cern verso nuovi successi».
«L'Italia ha un rapporto speciale con il Cern – ricorda Ferroni – dal suo inizio, con Edoardo Amaldi tra i padri fondatori, ai successi degli esperimenti LHC, a maggioranza diretti da fisici italiani, suggellati dalla scoperta del bosone di Higgs, passando per il premio Nobel a Carlo Rubbia, anche lui direttore generale, come pure Luciano Maiani». «Ora accogliamo con una gioia immensa l'elezione di Fabiola Gianotti al vertice del grande laboratorio, che così sarà ora diretto da una italiana, figlia della nostra scuola, che dimostra la sua vitalità e visibilità a livello globale. Per l'Italia è un riconoscimento straordinario, e per l'INFN la conferma delle sue scelte scientifiche e formative, e un incoraggiamento a continuare nella direzione dell'eccellenza senza compromessi».

Nata a Roma nel 1962, Fabiola Gianotti ha studiato Fisica all'Università di Milano dove, nel 1989, ha conseguito il dottorato di ricerca in fisica sperimentale subnucleare e, in seguito, è stata borsista INFN. Lavora al CERN dal 1987 e dal 1994 è fisico di ricerca nel Physics Department del CERN. Si è occupata della ricerca e dello sviluppo così come della costruzione di rivelatori, e di sviluppo di software e di analisi di dati. Ha lavorato in vari esperimenti del CERN: UA2, ALEPH e ATLAS, di cui è stata coordinatore internazionale dal 2009 al 20013). E proprio come coordinatore dell'esperimento ATLAS il 4 luglio del 2012 ha annunciato la scoperta del bosone di Higgs, risultato scientifico di immenso valore, che è stato premiato l'anno successivo con il Nobel per la Fisica ai teorici che per primi avevano ipotizzato l'esistenza di questa particelle. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la nomina da parte del Presidente Giorgio Napolitano nel febbraio 2009 a Commendatore della Repubblica Italiana e nel settembre 2013 a Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. La rivista Time l'ha collocata quinta nella graduatoria delle persone dell'anno 2012.

La scienza al popolo

"La scienza che esita a dimenticare i suoi fondatori è perduta". Con questa frase, presa in prestito dal grande matematico e filosofo Alfred North Whitehead, lo storico della scienza Thomas Kuhn ha sintetizzato la tendenza al continuo rinnovamento che caratterizza questa parte del sapere umano.
Massimiliano Bucchi, La Repubblica ...

Sclerosi multipla: i cannabinoidi si dimostrano efficaci

  • Venerdì, 12 Settembre 2014 10:23 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA

La Stampa
12 09 2014

L’utilizzo di derivati della cannabis è utile nell’alleviare i sintomi della malattia. Lo confermano i dati presentati al congresso Actrims-Ectrims di Boston

Nei giorni scorsi i ministri della Difesa e della Salute -Roberta Pinotti e Beatrice Lorenzin- hanno dato il via libera alla produzione di Stato della cannabis per uso terapeutico. Fugati gli iniziali dubbi, si temeva infatti da una parte della maggioranza che si aprissero le porte alla liberalizzazione delle droghe leggere, dal 2015 avremo a disposizione i primi farmaci italiani derivati dalle foglie di cannabis. Non un tentativo di mascherare l’utilizzo della marijuana bensì la possibilità concreta di trattare diverse malattie. Un esempio è la sclerosi multipla. Grazie all’utilizzo dei cannabinoidi è infatti possibile migliorare alcuni sintomi invalidanti della patologia. A confermarlo sono i dati di uno studio italiano dell’Ospedale San Raffaele di Milano presentati in questi giorni al congresso Actrims-Ectrims di Boston, il più importante appuntamento dedicato alla sclerosi multipla.

Quando i muscoli sono danneggiati
Uno dei sintomi più frequenti per chi soffre della malattia è un aumento a riposo del normale tono muscolare. I medici la chiamano spasticità, un fenomeno che colpisce quasi il 75 per cento dei malati e che limita fortemente le più banali attività quotidiane poiché i muscoli -soprattutto quelli degli arti inferiori-, oltre ad essere costantemente affaticati si trovano in una condizione di continua rigidità. Un problema non di poco conto se si considera che la sclerosi multipla si manifesta mediamente tra i 20 e i 40 anni di età. Ad oggi molti dei sintomi descritti riescono ad essere gestiti attraverso la somministrazione di alcuni farmaci e attraverso riabilitazione fisica. Purtroppo però non sempre le persone con spasticità riescono a rispondere in maniera soddisfacente alle terapie soprattutto andando avanti negli anni. Ecco perché in questi casi il trattamento con i derivati della cannabis potrebbe portare un vantaggio concreto.

Come agiscono i cannabinoidi
«I cannabinoidi -spiega la dottoressa Letizia Leocani, ricercatrice presso la Neurologia Sperimentale all’Ospedale San Raffaele di Milano- agiscono legandosi a particolari recettori posti sulla superficie delle cellule. Il legame, con una serie di reazioni a cascata, è in grado di influenzare il comportamento della cellula stessa. Nella sclerosi multipla ciò che avviene è un rilassamento della muscolatura e quindi una riduzione del fenomeno della spasticità». Da qualche anno sul marcato è presente un farmaco in formato spray, approvato anche in Italia dal 2013, in grado di alleviare i sintomi della malattia. Presidio, frutto del mix di delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e cannabidiolo (CBD), approvato però solo sulla base dell’esperienza soggettiva dei pazienti.

Lo studio italiano
Lo studio presentato dai ricercatori italiani al congresso di Boston abbatte quest’ultimo limite. Gli scienziati sono infatti riusciti a dimostrare che l’effetto benefico di questo farmaco è oggettivo indipendentemente da quanto riferisce il paziente. «Ciò che abbiamo fatto -continua la Leocani- è stato verificare il reale effetto clinico della formulazione a base di cannabinoidi attraverso un test di misurazione della rigidità muscolare. Analizzando i dati abbiamo dimostrato per la prima volta che l’utilizzo di cannabinoidi è in grado di portare ad una riduzione della spasticità».

La differenza con lo spinello
Un risultato importante che non deve però essere confuso con il via libera alla marijuana in maniera incontrollata. Il farmaco in questione infatti è ben lontano dall’essere simile allo spinello. «La molecola che causa effetti allucinogeni, il THC, nella formulazione spray si trova in quantità nettamente inferiori rispetto alla marijuana coltivata per altri scopi. Non solo, la presenza dell’altro cannabinoide (CBD) è fondamentale in quanto contrasta gli effetti collaterali di THC. Questo approccio, mi preme sottolinearlo, non ha nulla a che vedere con il fumo» conclude la Leocani. Ecco perché, a differenza di quanto si possa pensare, la coltivazione della cannabis deve essere effettuata secondo rigidi protocolli. Non tutte le piante infatti sono uguali. Quelle destinate all’uso terapeutico, che comunque non avviene mai per inalazione di fumo, devono avere una composizione di cannabinoidi ben precisa. Composizione finalizzata alla terapia e non ad ottenere altri effetti che poco hanno a che fare con la malattia.

Daniele Banfi

La scoperta scientifica è importante perché svela la chiave che favorisce le metastasi del cancro al seno. Il merito è di un gruppo di ricercatori dell'Istituto dei Tumori di Milano che ha scoperto che non sono solo le cellule tumorali che favoriscono la progressione della malattia. ...

Io, paziente numero 5 (Vera Schiavazzi, la Repubblica)

  • Giovedì, 28 Agosto 2014 00:00 ,
  • Pubblicato in primopiano 2
Se sei la paziente numero 5 in lista d'attesa per la fecondazione eterologa, il tuo turno potrebbe arrivare prestissimo, già a metà settembre. Se sei quella paziente, una delle prime ad aver bussato alla porta di Tecnobios (il centro per la fertilità fondato da Carlo Flamigni) all'indomani della sentenza del 10 aprile che ha "liberato" le donazioni, ti senti già piuttosto fortunata, stai prendendo gli estrogeni per prepararti a ricevere l'ovocita fecondato che un'altra donna accetta di regalarti. ...

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