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Terremoto Centro ItaliaMario Di Vito/Valeria Eufemia, Il Manifesto
24 settembre 2016

Le lancette degli orologi sono ancora ferme alle 3 e 36 di mercoledì 24 agosto. È passato un mese dalla scossa che ha demolito Amatrice, Arquata del Tronto, Accumoli e svariate frazioni a cavallo tra le Marche e il Lazio, e il popolo che vive nelle tende blu aspetta, non può fare altro. Qui non c'è nessuno che viene ascoltato se alza la voce.

Il business delle macerie, se il modello è L'Aquila

  • Martedì, 06 Settembre 2016 07:28 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Macerie TerremotoSerena Giannico, Il Manifesto
6 settembre 2016

Rimosse e stoccate come "rifiuti urbani", per ordinanza della Protezione civile. Come in Abruzzo e in Emilia, dove le cosche hanno fatto affari anche con la raccolta dei detriti. Tutto descritto in un dossier di Libera.
Terremoto Centro ItaliaCoordinamento Nazionale No Triv
26 agosto 2016

Mettere accanto, l'uno all'altro, i termini "terremoto" ed "emergenza" o "fatalità" è un oltraggio alla memoria delle 4.828 vittime che si sono registrate negli ultimi cinquant'anni in Italia a seguito di eventi sismici.

Cile, scossa di magnitudo 8.3. Un milione di evacuati

  • Giovedì, 17 Settembre 2015 07:38 ,
  • Pubblicato in REPUBBLICA

la Repubblica
17 09 2015

Una scossa di magnitudo 8.3 quando a Santiago erano quasi le otto di sera. Un forte terremoto ha colpito il Cile, soprattutto la parte centrale del Paese. La scossa è stata molto lunga, con movimenti oscillatori, e l'epicentro è stato localizzato nella regione del Coquimbo, a circa 400 km a nord della capitale, a soli 11 chilometri di profondità. Ci sono già cinque vittime accertate: per lo più nella città di Illapel - di 31mila abitanti - che è rimasta completamente senza luce.

La presidente, Michelle Bachelet, ha spiegato: "C'è stato uno tsunami anche se la forza delle ultime onde è in diminuzione". Questa mattina partirà per raggiungere le aree più colpite. Si tratta del sesto terremoto più forte di tutta la storia del Cile, ha detto un portavoce del ministero dell'Interno di Santiago. Nel 2010 - lo ricordiamo - un sisma di magnitudo 8.8 provocò quasi 500 morti.

Nella capitale gli edifici hanno tremato mentre la gente si è riversata in strada per cercare rifugio.

E la scossa è stata avvertita anche in diverse regioni dell'Argentina (Mendoza, San Juan, Catamarca, sulla frontiera con il Cile) oltre a Cordoba e in diversi quartieri di Buenos Aires, tra l'altro a Palermo, Belgrano, Boca e in pieno centro della città.

Nella capitale, gli abitanti dei piani più alti di molti edifici hanno visto i lampadari muoversi e hanno lasciato le proprie abitazioni.

In modo preventivo le autorità hanno fatto evacuare la Ciudad universitaria, a nord della città. Nella città di Mendoza, non lontana dalla cordigliera delle Ande, è stato chiuso l'aeroporto.

L'arancione dei morti, l'azzurro delle tende

La capitale del Nepal è un continuo contrasto tra la morte che affiora negli occhi e la vita che fa capolino nelle orecchie. Camminando per le vie del centro, è necessaria attenzione: bisogna stare attenti a non inciampare. Lo sguardo sbircia sempre un pò verso l'alto, mentre le gambe sono pronte a buttarsi a terra, o a correre, perché una casa in piedi, un davanzale, la protuberanza di un tempio, con la prossima scossa potrebbero essere un pericolo.
Marta Santomato Cosentino, Il Manifesto ...

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