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Diritti violati: se lo Stato decide di che genere sei

  • Giovedì, 27 Marzo 2014 17:37 ,
  • Pubblicato in Il Commento
Delia Vaccarello, L'Unità
26 marzo 2014

E' lo Stato a decidere se siamo maschi o femmine? E cosa succede per le persone transgender? La libertà nel rapporto con il nostro corpo e con la sua identità spesso si muove entro recinti asfittici. ...
E' lo Stato a decidere se siamo maschi o femmine? E cosa succede per le persone transgender? La libertà nel rapporto con il nostro corpo e con la sua identità spesso si muove entro recinti asfittici. ...

L'Europarlamento chiede più tutela per i gay

  • Venerdì, 28 Febbraio 2014 14:55 ,
  • Pubblicato in Flash news

Giornalettismo
28 02 2014

L’Europarlamento chiede ai 28 stati membri dell’UE un maggior impegno a tutela della comunità LGBT, con proposte di modifiche alla legislazione nazionale. L’appello è arrivato con l’approvazione della Relazione sui diritti fondamentali nell’Unione Europea; un atto non vincolante, che però ha scatenato l’ostilità dei conservatori del Ppe, che hanno provato a cancellare i riferimenti alla maggior tutela per gay e trans.

TUTELE PER IL MONDO LGBT - L’Europarlamento ha approvato la relazione sui diritti fondamentali dell’Unione Europea, un documento in cui sono elencati in più di 100 punti i miglioramenti che gli stati membri dovrebbero apportare per un’applicazione di questa parte di diritto comunitario. Tra i numerosi miglioramenti richiesti ci sono anche maggiori tutele per la comunità Lgbt del Vecchio Continente; tra le altre cose la relazione chiede agli stati di assicurare la libera circolazione delle coppie omosessuali e delle loro famiglie all’interno dell’Unione Europea. Al punto numero 40 si chiede una tutela per i profughi che appartengono alla comunità Lgbt, con «l’applicazione della recente sentenza della Corte di giustizia in cui si afferma che i richiedenti asilo LGBT possono costituire un gruppo sociale particolare, i cui membri sono suscettibili di essere perseguitati a causa del loro orientamento sessuale, e che l’esistenza di una pena detentiva nel paese di origine per atti omosessuali può costituire una atto di persecuzione».

DISCRIMINAZIONE VERSO TRANS - Nel rapporto approvato all’Europarlamento, al punto numero 33 della relazione, «si rammarica che le procedure di riconoscimento giuridico del genere per le persone transgender includano ancora la sterilizzazione obbligatoria in 14 Stati membri; invita gli Stati membri a rivedere tali procedure affinché rispettino pienamente il diritto alla dignità e all’integrità fisica delle persone transgender; si congratula con la Commissione per il suo impegno a lavorare insieme all’Organizzazione mondiale della sanità per depennare i disturbi dell’identità di genere dall’elenco dei disturbi mentali e comportamentali e garantire una riclassificazione non patologizzante nei negoziati sull’11a versione della classificazione internazionale delle malattie (ICD-11)». In metà dei 28 stati membri dell’UE è prevista la sterilizzazione obbligatoria per chi cambia sesso, un’evidente discriminazione a cui si chiede di porre rimedio.

POPOLARI CONTRO - L’integruppo dell’Europarlamento della comunità Lgbt ha dichiarato la propria indignazione per un emendamento del Partito popolare europeo che chiedeva di annacquare il testo della risoluzione, proprio sui punti relativi ai diritti di gay e transgender. Il Ppe, che ha il maggior gruppo all’interno dell’Europarlamento, ha provato a cancellare i riferimenti alla maggior tutela dei diritti della comunità Lgbt, ovvero la libera circolazione delle coppie Lgbt e delle loro famiglie, i diritti dei transgener oppure quelli relativi ai profughi di orientamento Lgbt. L’emendamento proposto dai popolari è però finito in minoranza, grazie al voto comune di forze laiche, liberali, e di sinistra. La relazione approvata è comunque solo una raccomandazione dell’Europarlamento, e non ha valore vincolante per gli stati membri. La Commissione europea potrebbe introdurre alcuni di questi punti, ma vista la probabile ostilità del Consiglio, che rappresenta i governi dei paesi Ue, le chance di successo sono davvero minime.

NUOVA TUTELA - La relazione è un atto dell’Europarlamento non vincolante, ma i deputati si sono posti un obiettivo per far si che il rispetto dei diritti fondamentali sia assicurato con maggior efficacia all’interno dell’UE. La richiesta è per l’adozione di un nuovo meccanismo di Copenaghen, che vigili con maggior efficacia sul rispetto dei diritti fondamentali all’interno dell’UE, tramite un rafforzamento dell’attività di tutte le istituzioni comunitarie. I criteri di Copenaghen sono tre criteri stabiliti nel 1993 che sono richiesti ad ogni stato che vuole aderire all’Unione Europea; il loro rispetto è garantito dal procedimento previsto dall’articolo 7 del Tue, un meccanismo particolarmente macchinoso e poco efficace. Fu utilizzato contro l’Austria quando Haider arrivò al governo, con un successo davvero modesto. Per l’Europarlamento ogni stato deve garantire l’essenza fondamentale dell’UE, ovvero essere prima di ogni cosa una comunità di valori. Questi valori si riflettono nei diritti fondamentali, che secondo l’europarlamentare austriaca Ulrike Lunacek devono essere assicurati da ogni stato membro per non perdere la credibilità verso l’esterno.

Dario Ferri

Abbatto i muri
20 01 2014

C’è il disegno di legge che vorrebbe essere di contrasto a omofobia e transfobia. Non entro nel merito del progetto ma vorrei mostrare un dettaglio dell’iter che lo riguarda. Al momento dovrebbe ancora trovarsi in commissione giustizia. Assunti i pareri di altre commissioni e raccolti gli emendamenti per tentare di licenziare una proposta unica che possa andare in aula. Il 16 gennaio credo si siano rivisti per discuterne. Ad ogni modo si sono raccolti o sono stati presentati gli emendamenti.

L’emendamento è quella proposta di modifica, integrazione, di un disegno di legge e nel qual caso del ddl non te ne frega niente perché lo vuoi defunto allora l’emendamento serve a fare ostruzionismo, a far rientrare dalla finestra quel che non può entrare dalla porta, ad allungare i tempi, a fare in modo che giammai una proposta sia licenziata dalla commissione con l’accordo unanime e in tempi ragionevoli. In genere chi fa questo spera nella fine della legislatura prima che si riesca ad arrivare a un punto, perché tra l’altro anche se il ddl viene fuori dalla commissione dovrà passare in aula e poi fare altri mille giri e valutazioni.

Dunque l’emendamento da parte di chi fa ostruzionismo è un pretesto. Metti che io ho presentato un disegno di legge che dice che “all’articolo xy e successive modificazioni sono aggiunte le parole *è d’obbligo per gli abitanti della trinacria acquisire il fatto che terroni sarà il loro secondo nome*“. Dunque l’opposizione, che spero sappia il fatto suo, presenterà un emendamento per dire che sopprime l’articolo, un altro per dire che sostituisce la parola “terroni” con meridionali. Ancora uno per dire che “trinacria” si sostituisce con “sicilia“. Poi uno per dire che la preposizione “per” va sostituita con qualcosa d’altro e via così per centinaia di proposte che dovranno essere analizzate, discusse, votate, escluse, una per una, per una, per una.

Ora leggete gli emendamenti presentati al ddl che parla di omofobia e transfobia e tra gli altri, ne trovate alcuni, a firma dei parlamentari di cui leggete il cognome, in cui da un lato si esplicita che l’orientamento omosessuale eccetera va accostato a quello eterosessuale e perfino alla pedofilia intesa come orientamento, dunque l’ostilità e il disprezzo palesi per questi orientamenti, tutto compreso, costituirebbe un problema. Sfugge a chi scrive, forse, che le relazioni di omosessuali, gay, lesbiche, trans, avvengono con persone adulte e consensualmente, esattamente come dovrebbero avvenire quelle tra eterosessuali quando non c’è di mezzo uno stupro. Pedofilia è proprio un’altra cosa e mi pare davvero assurdo doverlo specificare: parliamo di abusi a uso e consumo di adulti a danno di bambini che di certo non sono in grado di esprimere alcuna consensualità. In un altro emendamento si parla di cristianofobia. E questi sono solo alcuni degli emendamenti all’articolo 1. L’articolo 2 invece sollecita una opposizione alla parola “xenofoba” e dunque si prova a sopprimere l’articolo, poi le singole parole, poi a sostituirle o ad aggiungerne altre tipo “anticristiana“.

Così funziona la democrazia. Perciò la gente elegge parlamentari a rappresentare delle istanze. Io chiedo: se sul piano culturale nel parlamento non si riesce a far maturare una idea un minimo più conciliante con il mondo, con l’idea di mondo ricco di diversità, come si pretende che fuori da quel posto all’improvviso la gente cambi idea? Basta una legge? O non sarebbe meglio una discussione pubblica e seria in cui si realizza la distanza tra le parti e si definisce il quadro delle paure, chi le agita, chi insiste nella riproposizione di stereotipi anacronistici e chi coltiva pregiudizi.

Perché la legge in se’ serve a ben poco e quel che manca è, per esempio, il fatto che si racconti, con dovizia di particolari, mettendo online ogni verbale, ogni sillaba di quel che laggiù si dicono, con tanto di facilitazione per chi non capisce quel linguaggio burocratico, qual è il livello del confronto. Ed è questo che consente una crescita culturale collettiva, forse, senza sollecitare scontri tra fazioni a seconda dei posizionamenti. Perché uno dei compiti di chi dovrebbe parlare un linguaggio altro, quando rappresenta la gente dentro le istituzioni, è quello di portare ad un livello superiore discussioni che in un bar hanno toni decisamente bassi.

Forse che l’esposizione pubblica obbligherebbe i parlamentari a dover rendere conto di quel che scrivono, dicono, fanno e dunque li obbligherebbe a parlare con un linguaggio un pochino differente, imparando a comprendere che il mondo è fatto da tante anime e che bisognerà pur trovare il modo per farle coesistere senza che vi sia nessuno che ritenga di avere il diritto di fare del male a qualcun altro per il suo orientamento sessuale, la sua etnia, la sua religione, cultura, età, statura, abilità, eccetera.

Così, invece, forse pensano che tanto la gente non li vede, possono scrivere quello che vogliono, e i toni, francamente, a questo punto, penso siano davvero un po’ più alti dentro un bar.

Possibile che questo sia il livello di consapevolezza e il contributo culturale di chi guadagna migliaia di euro mensili di soldi presi dalle nostre tasse? Possibile che non si riesca a fare evolvere la discussione oltre i muri che solitamente ergono persone che temono così tanto la diversità?

laglasnost

Globalist
27 12 2013

Uccisa a bastonate il 29 luglio scorso nella stazione romana. Ora le esequie offerte dal Cesv e dalla Caritas di Roma. Andrea era sola al mondo.

Finalmente Andrea, la transessuale colombiana di 28 anni uccisa a bastonate il 29 luglio scorso alla stazione Termini di Roma, avrà un po' di pace: il 27 dicembre alle ore 15 alla chiesa del Gesù verrà celebrato il suo funerale. Per cinque mesi il suo corpo è rimasto nella camera mortuaria dell'obitorio del Verano: l'ambasciata colombiana stava cercando di rintracciare i familiari, gli amici, qualcuno che la conosceva, ma Andrea era sola al mondo. Così, a pagare la cerimonia sarà il Cesv, centro servizi per il volontariato del Lazio, che per primo ha raccolto l'appello di Redattore Sociale per offrirle un ultimo saluto, e la Caritas di Roma.

"Finalmente ce l'abbiamo fatta dopo mesi di attesa", ha detto Francesca Danese, presidente del Cesv. "Sono tantissime le persone che vogliono partecipare. Cerchiamo di fare qualcosa per lei almeno adesso". A celebrare la cerimonia sarà padre Giovanni La Manna, presidente del centro Astalli: "Il 27 dicembre ci raccoglieremo tutti intorno ad Andrea. Quello che le è successo non deve ripetersi. Ha sofferto tanto nella sua vita, ora possiamo solo pregare per lei e non abbandonare le persone che ogni giorno subiscono discriminazioni. In tanti si sono mobilitati per Andrea, questo fa onore alla città di Roma", ha affermato padre La Manna.

Andrea era arrivata in Italia quattro anni fa. Sognava una vita diversa, invece qui aveva conosciuto solo violenza e soprusi. Era stata aggredita più volte, non riusciva a muovere il braccio e strascinava a fatica una gamba. Trascorreva le sue giornate tra la stazione Termini e la mensa di Colle Oppio gestita dalla Caritas di Roma. Non faceva del male a nessuno. Pochi giorni prima di morire ci aveva raccontato i suoi timori e le sue speranze: "La notte ho paura che qualcuno mi metta le mani addosso", ci aveva detto. "Vorrei incontrare un ragazzo con tanti soldi che mi faccia lasciare la strada perché è troppo brutta".

Invece, la mattina del 29 luglio il suo corpo pieno di lividi è stato ritrovato lungo il binario 10 della stazione. Il suo cuore ha smesso di battere per le troppe bastonate ricevute. Ancora non si sa chi l'ha uccisa, la polizia continua ad indagare. A darle un ultimo saluto venerdì 27 dicembre ci saranno i suoi compagni di viaggio, senzatetto che dormono alla stazione Termini e che con lei hanno condiviso parte della loro vita, e tutte le persone che vorranno stringersi ad Andrea almeno ora.

Maria Gabriella Lanza

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