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ArciLesbica Nazionale
24 07 2013

Dal testo della proposta di legge contro omo e transfobia che estende la legge Reale Mancino prodotto dalla Commissione Giustizia e che venerdì 26 dovrebbe essere presentato alla Camera, sono stati cancellati i termini orientamento sessuale e identità di genere, introdotti invece quelli di omofobia e transfobia. E non è prevista la modifica dell'art. 3 relativo all'aggravante che la Legge Mancino prevede per i reati motivati da discriminazione e odio nei confronti delle categorie previste dalla legge stessa.

"La proposta di legge che approderà in Aula - dichiara Paola Brandolini presidente nazionale di ArciLesbica - contiene una fortissima discriminazione nei confronti di gay, lesbiche e trans che va assolutamente sanata, pena l'introduzione di un provvedimento che sembrerà dire: agire discriminazione e violenza fisica e verbale verso lesbiche, gay e trans non è così grave come per altre categorie sociali previste nella legge in vigore".

E’ inoltre necessario chiamare le cose con il loro nome, le categorie chiare e certe, anche dal punto di vista giuridico, sono quelle di orientamento sessuale e identità di genere.

“Dopo decenni di promesse non mantenute, è giunto il tempo della giustizia – prosegue Brandolini – pretendiamo che il Parlamento si assuma appieno le sue responsabilità. L'Europa legifera da tempo in termini di parità su questi temi, l'Italia e i partiti che la governano sembrano, invece, inventarsi continuamente vie per tutelare e garantire, non la parità dei cittadini, ma il bigottismo degli uni e degli altri soggetti politici. Assistiamo a pericolose alleanze di governo che rischiano di travolgere la vita reale delle persone”.

“E’ inoltre in atto il tentativo da parte di un certo potere politico e religioso di discriminare e indurre a farlo sulla base di un falso e distorto concetto di libertà d’opinione che invece è solo sistema di costruzione di odio e violenza. Ci auguriamo – conclude la presidente di ArciLesbica - che la Camera faccia un percorso di giustizia per produrre una vera estensione della legge Mancino Reale anche a lesbiche gay e trans. Ogni altra soluzione sarà un prodotto parziale sul quale dover rimettere le mani a breve e il capitolo della legge italiana contro l’omofobia per noi, non sarà affatto chiuso”.



 

Omofobia, tra odio e amore c’è il rispetto

  • Mercoledì, 24 Luglio 2013 09:50 ,
  • Pubblicato in Flash news

l'Unità
24 07 2013

Il disegno di legge anti-omofobia, primi firmatari Scalfarotto (Pd) e Leone (Pdl), arriverà in aula venerdì prossimo grazie a una corsa contro il tempo: una parte del Pdl aveva sbarrato la strada e, pur con un “nodo da sciogliere”, il testo è stato approvato in commissione il 22 sera. Diversamente, la calendarizzazione sarebbe slittata anche a settembre, con i riflettori ormai puntati sul testo.

Ma qual è oggi la posta in ballo? Il valore simbolico riconosciuto a omosessuali e trans. Chi si dice contro teme che “il divieto di odiare” significhi un “invito ad amare”. Ma c’è una terza via: ed è il rispetto.

Sono decenni che si parla della estensione della cosiddetta legge Mancino alle aggressioni a motivo di orientamento sessuale e di identità di genere. La Mancino inasprisce le pene se le violenze scattano per motivi etnici o religiosi.

Il disegno di legge in questione ne cambia il nome che diventa: “Norme urgenti in materia di discriminazione etnica, razziale, religiosa o fondata sull’omofobia o transfobia”.

Perché lo stop di parte del Pdl? Motivo politico: sottolineare il proprio peso dentro il governo. Motivo ideologico: sostenere che sarebbe un bavaglio al libero pensiero. “Un conto è non essere d’accordo, un altro istigare all’odio” osserva Scalfarotto. Insomma, chi sostiene ed esprime la superiorità del modello eterosessuale senza istigare all’odio non sarà “perseguibile per legge”. “Dobbiamo tenere insieme due valori: la libertà di pensiero e la libertà dei cittadini omosessuali e trans di vivere senza essere offesi. La prima è tutelata dalla legge, la seconda no”.

Cosa cambia se la legge passa? Oggi, per esempio, è reato esibire allo stadio lo striscione “neri ai forni”, approvata la legge sarà reato scrivere “gay ai forni”. E’ indubbio che la normativa spingerebbe il paese a fare un salto culturale: una volta scritta sulla gazzetta ufficiale dirà esplicitamente che le istituzioni italiane ripudiano tutte le forme di odio inclusa omofobia e transfobia. Promuoverà in maniera esplicita il rispetto di tutti gli orientamenti sessuali. Dirà che i gay non sono “inferiori” così come non lo sono i neri. Sosterrà la convivenza riconoscendo la parità di valore di ogni cittadino anche gay.

Contrastando l’ostilità diventerà un simbolo del riconoscimento della dignità di omosessuali e trans. E’ questo il punto che la rende necessaria al movimento lgbt e sgradita a chi ritiene la superiorità del “modello etero”. Ma tra odio e amore, è civile scegliere il rispetto.

Toccante la presa di posizione dei credenti omosessuali de “Il guado”, che hanno ricordato il suicidio del giovane Matteo a Torino anni fa: con una legge così, ogni adolescente deriso sentirebbe che lo Stato è dalla sua parte. In queste ore le associazioni (Agedo, Arcigay, ArciLesbica, Associazione Radicale Certi Diritti, Famiglie Arcobaleno, Equality Italia, Mit – Movimento Identità Transessuale) si sono rivolte alla presidente Boldrini chiedendo di “sventare i rinvii” .

E “il nodo da sciogliere”? “Non è passata l’estensione dell’articolo 3 della legge Mancino, non c’è un’aggravante per i reati già previsti dal codice penale. Dovevamo agire in fretta, quando il governo mette la fiducia, cosa che è avvenuta, il parlamento non può più riunirsi neanche in commissione per 24 ore. Per la discussione in aula sono necessari i pareri di altre tre commissioni, se il testo non veniva approvato martedì sera non ci sarebbe stato il tempo. Proporremo in aula un emendamento per l’estensione dell’articolo 3”, aggiunge Scalfarotto.

Senza emendamento Sel non voterà la legge: “Per portare il testo in aula lo abbiamo approvato monco, ma non siamo d’accordo. Si parla di questa legge da almeno tre legislature, o la facciamo bene o non si fa. Il pd si è impegnato a votare l’emendamento per introdurre le aggravanti”, dice Alessandro Zan, deputato Sel, il “padre” dei pacs alla padovana.

Le associazioni intanto organizzano la campagna “i miei diritti non sono in vendita” http://www.mariomieli.net/i-miei-diritti-non-sono-in-vendita.html. Invitano a scrivere ai parlamentari una mail con questo testo ““I miei diritti non sono in vendita, chiedo l’estensione integrale della legge Mancino alle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Aggravanti incluse. La libertà di opinione non è e non può essere libertà di insulto, ingiuria, istigazione all’odio, nei confronti delle minoranze e delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans.”
Sul sito del Mario Mieli si trovano gli indirizzi email di molti parlamentari nonché il link dove trovarli tutti.

E i grillini? Lasciano intendere che se il Pd avesse fatto la legge con loro sarebbe stata migliore. Quindi, Scelta Civica e Pdl sono divisi, parte dei grillini potrebbe fare prove tecniche di maggioranza alternativa, astenersi o farla passare alla Camera e non al Senato. In aula “potrebbero alzarsi i soliti muri”, dice Zan. Intanto domani la “Manif pour tous” sbarca dinanzi a Montecitorio. La sezione italiana dell’associazione contraria alle nozze gay in Francia farà una veglia dalle 19 alle 21. Candele in mano e bavaglio alla bocca, manifesteranno contro le tentazioni di “spegnere la propria coscienza”. “Gli estremisti? Ci sono sempre stati”, commenta Scalfarotto.

Delia Vaccarello

Omofobia: ok al ddl in commissione giustizia

  • Martedì, 23 Luglio 2013 10:50 ,
  • Pubblicato in Flash news
RaiNews24
23 07 2013

Via libera in commissione Giustizia alla legge sull'omofobia. In una corsa contro il tempo per riuscire a portare il provvedimento nell’Aula della Camera entro il 26 luglio, è stato dato l'ok al testo dei relatori che estende la legge Mancino alle motivazioni di omofobia e transfobia. Ma lo scontro sugli emendamenti è solo rinviato.

Via libera in commissione Giustizia alla legge sull'omofobia. In una corsa contro il tempo per riuscire a portare il provvedimento nell’Aula della Camera entro il 26 luglio, è stato dato l'ok al testo dei relatori che estende la legge Mancino alle motivazioni di omofobia e transfobia. Ma lo scontro sugli emendamenti è solo rinviato. Non solo, infatti, i cattolici del Pdl sono pronti all'ostruzionismo in Aula con una pioggia di proposte di modifica, ma lo stesso Pd (con il sostegno di Sel e M5S) chiederà di inserire nella legge l’aggravante di omofobia sulla quale non si è trovata una mediazione con il Pdl.

In commissione, in una seduta notturna che si è conclusa poco dopo le 23, i relatori Ivan Scalfarotto (Pd) e Antonio Leone (Pdl), ma anche il governo, hanno chiesto ai gruppi di ritirare tutti gli emendamenti. Una richiesta cui Lega e M5S non hanno aderito. Ma le loro proposte di modifica sono state respinte. Ed è stato accolto solo l’emendamento dei relatori che introduce l’omofobia nella legge Mancino, con il sì di Pd, Pdl e Sel, il no di Lega e di Alessandro Pagano (Pdl) e l’astensione di Sc e M5S.

I nodi aperti restano due: l’aggravante di omofobia, sostenuta dalla ‘maggioranza variabile’ Pd-Sel-M5S, e la richiesta dei cattolici (con diverse sfumature tra Pd, Pdl e Sc) di una norma di garanzia che tuteli l’espressione del dissenso e della libertà di opinione in ambito teologico o didattico. Su questi punti lo scontro è spostato in Aula. Dove i cattolici del Pdl, fortemente contrari alla legge, già annunciano che ripresenteranno la valanga di emendamenti non esaminata in commissione. Tutte circostanze che mettono in forte dubbio l’approvazione del testo entro l’estate.

La commissione Giustizia della Camera ha approvato ieri sera con i voti di Pd, Pdl e Sel il disegno di legge che introduce il reato di omofobia. M5S e Scelta civica si sono astenuti e la Lega ha votato contro. Da venerdì il disegno di legge sarà in aula.

Franceschini: la legge sull'omofobia è urgente
"Ho grande rispetto per i temi etici e per la liberta' di scelta quando si toccano temi che riguardano le coscienze. Ma una legge che contrasti l'omofobia non c'entra nulla con i temi etici, riguarda il codice penale, e l'introduzione di norme efficaci, che da troppo tempo attendono una approvazione, e' urgente e non piu' rinviabile", ha spiegato Franceschini.

A causa delle ripetute aggressioni, in Italia il 66 per cento di gay e lesbiche ha paura a tenersi per mano in pubblico mentre uno su due si è sentito discriminato nell'ultimo anno per l'orientamento sessuale. ...

Giornata contro l'omofobia: Italia, che aspetti?

Vita da streghe
17 05 2013

Oggi è la giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia. L'Italia, nel riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali è ancora piuttosto lontana, anche se qualche piccolo passo lo sta compiendo. Un'ottima sintesi di quali siano questi recenti passi l'ha fatta ieri Matteo Winkler sul Fatto Quotidiano.

Anche il Presidente Napolitano ha rilasciato un messaggio in occasione di questa celebrazione, nel quale, fra le altre cose, afferma: " La cultura del rispetto dei diritti e della dignità della persona ha già trovato significative espressioni sul piano legislativo e deve trovare piena affermazione in primo luogo nella famiglia, nella scuola, nelle varie realtà sociali e in ogni forma di comunicazione. In momenti di difficoltà economica - come quelli che stiamo attraversando - più che mai è necessario vigilare affinchè il disagio sociale non concorra ad acuire fenomeni di esclusione gravemente lesivi dei valori costituzionali di uguaglianza e solidarietà  su cui si deve fondare una convivenza civile".

Mi pare abbastanza chiaro che i Paesi democratici stiano ormai andando verso un progressivo riconoscimento dei diritti per tutti e per tutte. E' notizia di questi giorni, per esempio, che il Brasile abbia detto sì alle nozze fra persone dello stesso sesso. In Europa, ha compiuto recentemente questa scelta anche la Francia. Chissà quando la farà anche l'Italia...Certo è che noi abbiamo, in primis, un bel muro da combattere: quello degli stereotipi e dei pregiudizi.

Il video di Lush e dell'associazione Frame - a cui ho collaborato anch'io - per la giornata contro l'omofobia che ringrazia la Francia per aver legalizzato i matrimoni fra coppie dello stesso sesso e chiede all'Italia "che aspetti?". Lush e Frame promuoveranno  un progetto educativo contro il bullismo omofobico nelle scuole secondarie ("Bye bye bulli")

«No Difference», il video dell'Itis Armellini partecipante al "Progetto Rainbow"

Questo è amore. This si love. Video realizzato da Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura

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