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India, stuprate e impiccate dal branco

  • Giovedì, 29 Maggio 2014 09:24 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA

La Stampa
29 05 2014

India, stuprate e impiccate dal branco. La tragica fine di due adolescenti

Due cugine adolescenti indiane “dalit” (senza casta) di 14 e 15 anni sono state violentate nelle ultime ore da una banda di balordi in un villaggio dell’Uttar Pradesh (India nord-orientale) e poi impiccate ad un albero di mango. Lo riferiscono i media indiani sottolineando che per 7 persone, fra cui due agenti, è scattato il mandato di arresto.

L’agenzia di stampa Pti scrive che le violenze sono avvenute nel villaggio di Katra e che le due ragazzine vivevano nella stessa casa da cui sono misteriosamente scomparse ieri sera. Gli abitanti del villaggio hanno allora avviato una caccia all’uomo per trovare le tracce delle due ragazze ma purtroppo, indica l’agenzia, sono arrivati solo in tempo per scoprire i cadaveri che pendevano da un mango nell’area di Ushait.

All’inizio la polizia è sembrata restia a registrare la denuncia della scomparsa, ma poi per la pressione popolare è stata costretta a farlo. Una rapida indagine ha permesso di ricostruire la storia, confermando il rapimento, lo stupro collettivo e la denuncia di sette persone, fra cui due agenti di polizia, Sarvesh Yadav e Rakshapal Yadav. Uno degli accusati è stato arrestato, ma molti altri sono latitanti.

La popolazione ha bloccato per qualche ora la strada Ushait-Lilawan attraverso cui i due cadaveri dovevano transitare verso l’obitorio, poi la situazione si è calmata e il traffico è stato ripristinato.

Corriere della Sera
26 05 2014

Le indagini nei confronti del medico 54enne sono scattate su impulso della famiglia del ragazzino, che aveva notato un comportamento sempre più strano

Un medico pediatra di 54 anni è stato arrestato dalla polizia, a Milano, per violenza sessuale su un paziente di 12 anni, oltre che per detenzione e produzione di materiale pedopornografico e atti persecutori per aver tempestato di sms la sua vittima. Le indagini nei confronti del pediatra sono scattate su impulso della famiglia del ragazzino, che aveva notato un comportamento sempre più strano. Il medico aveva precedenti specifici: nel 2006 era stato condannato a 8 mesi per detenzione di materiale pedopornografico. L'uomo lavora in una clinica del centro di Milano, che è risultata estranea ai fatti. Si sospetta che abbia abusato anche di altri piccoli pazienti. Gli agenti lo hanno sottoposto a fermo dopo la denuncia dei genitori del bambino, a fine marzo. Il bambino era in cura dal professionista in qualità di psicoterapeuta, nonostante non avesse tale specializzazione.

Durante la perquisizione dell'appartamento del medico, nell'hinterland di Milano, gli agenti hanno trovato una decina di foto stampate e molti file sul suo computer. Materiale che ha convinto il gip Guidi a convalidare l'arresto e a disporre la detenzione in carcere. I genitori si erano affidati al professionista nel 2010 (su consiglio di un conoscente) per aiutare il figlio a superare dei problemi scolastici e di apprendimento. Alcuni mesi fa si sono accorti di cambiamenti nel comportamento del bambino: hanno prima chiesto informazioni agli insegnanti, poi hanno notato gli sms del medico sul cellulare del figlio e hanno scoperto che le presunte «sedute» avvenivano anche in centri commerciali. Successive intercettazioni e l'audizione protetta del minore hanno incastrato il medico, che è sospettato di essere un seriale.

Amnesty International
23 05 2014

(Algeria, Marocco e Sahara Occidentale, Tunisia), misure legali riguardanti lo stupro rimarcano l'aspetto morale piuttosto che l'integrità personale e fisica della vittima. Misure discriminatorie nelle legislazioni algerina, tunisina e, fino a tempi recenti, marocchina, permettono agli stupratori di evitare il processo sposando le loro vittime, se queste hanno meno di 18 anni.

Amina Filali, 16 anni, èstata costretta a sposare l'uomo che la ragazza accusava di averla stuprata; ha visto come unica via di uscita il suicidio, ingoiando veleno per topi nel marzo del 2012. La sua morte ha suscitato un grido di protesta in tutta la regione. Questo gesto è stato la riprova che la legge può essere usata per insabbiare e nascondere uno stupro. Invece di proteggerla in quanto vittima di un crimine, la legge offende la vittima una seconda volta.

Nel gennaio 2014, il Marocco ha abrogato questa misura discriminatoria, ma la storia non finisce qui. Le leggi in Marocco - così come quelle in Algeria e Tunisia - non proteggono le donne e le bambine dalla violenza di genere. Inoltre, non forniscono loro riparazioni effettive quando la violenza ha avuto luogo.

Amnesty International chiede una riforma delle restanti misure che nel Maghreb permettono agli stupratori di sposare le loro vittime per evitare di essere processati, così come le altre misure discriminatorie, e inoltre l'adozione di leggi e misure che proteggono le sopravvissute alla violenza sessuale. Chiede di incrementare l'accesso ai servizi sanitari e le riparazioni giudiziarie per le donne che hanno subito violenze sessuali.

Firma subito l'appello

Alle autorità di Algeria, Marocco e Tunisia

Eccellenze,
Vi scrivo in quantosostenitore di Amnesty International, l'organizzazione non governativa che dal 1961 lavora in difesa dei diritti umani, ovunque siano violati.

In Algeria e Tunisia, gli stupratori possono evitare di essere puniti se sposano la vittima adolescente. In Marocco e Sahara Occidentale per fortuna non è più così. Ciò nonostante, la legge non fornisce ancora una protezione adeguata alle donne e alle bambine sopravvissute alla violenza sessuale.

Chiedo che venga messa fine alla discriminazione contro donne e bambine sopravvissute alla violenza sessuale mediante interventi sulle leggi dannose e discriminatorie, ovvero attraverso:

l'abolizione dell'articolo 326 del codice penale algerino e articolo 227 bis del codice penale tunisino;

l'abrogazione dell'articolo 488 del codice penale del Marocco e l'abolizione della mitigazione della pena per gli autori di stupro in base al fatto che la donna sia o meno vergine;

la modifica della definizione di stupro tenendo conto delle leggi internazionali e rendendolo quindi neutro rispetto al genere e non configurabile solo nel casodi violenza fisica comprovata;

l'adozione di una legge specifica e organica sulla violenza di genere;

il riconoscimento dello stupro all'interno del matrimonio come reato specifico;

la decriminalizzazione delle relazioni sessuali tra adulti consenzienti non sposati e delle relazioni omosessuali, dato che le persone sopravvissute alla violenza sessuale possono essere indotte a non denunciare il fatto per paura di essere esse stesse perseguite.

Vi sollecito affinché i responsabili siano chiamati a rispondere e a garantire il supporto alle vittime mediante:

la disponibilità di strumenti legali efficaci, sensibili ai bisogni delle persone sopravvissute alla violenza sessuale;

la formazione di polizia, giudici, avvocati e operatori sanitari perché sappiano operare con le persone sopravvissute alla violenza sessuale in modo sensibile, riservato e non discriminatorio;

la disponibilità di servizi sociali e sanitari efficienti, incluso l'accesso alla contraccezione d'emergenza e all'aborto legale e sicuro.

La ringrazio per l'attenzione.

La Repubblica
02 04 2014

MUMBAI - Una milanese di 39 anni è stata aggredita da due sconosciuti che hanno tentato di stuprarla su una spiaggia nei pressi di Mumbai. Lo ha appreso l'Ansa da fonti del consolato italiano. Una coppia di passanti, spagnoli, è intervenuta quando la ragazza ha iniziato a gridare. I due aggressori si sono dati alla fuga. L'incidente è avvenuto domenica pomeriggio a Kashid Beach, una località turistica a sud della metropoli indiana, dove la donna, che lavora per una multinazionale e che ha chiesto di rimanere anonima, si era recata per una passeggiata.

"Ha attirato l'attenzione di due uomini, uno sui 25 anni e un altro su 16 o 17 anni, che l'hanno seguita - ha raccontato il console generale di Mumbai, Ugo Ciarlatani -. Poi uno dei due le ha messo le mani addosso e, dopo averla gettata a terra, ha tentato di strapparle i vestiti".

La ragazza è riuscita a divincolarsi e ha iniziato a urlare con tutta la sua forza. In quel momento passava una coppia di turisti spagnoli che sono subito intervenuti e hanno fatto fuggire gli assalitori. La donna non ha riportato ferite, nell'assalto si è danneggiata la sua macchina fotografica.

Dopo essere tornata a Mumbai, l'italiana ha informato il Consolato Generale dell'accaduto e presentato una denuncia per aggressione sessuale presso il commissariato di Gamdevi.

"Abbiamo ricevuto un'assistenza completa da parte degli agenti - ha aggiunto il console generale - e in particolare del capo della polizia di Mumbai, Rakesh Maria, che ha trattato il caso con massima priorità". Grazie alla descrizione fornita dalla milanese, gli agenti potrebbero risalire presto all'identità di uno degli aggressori.
Di recente, in India sono aumentate le violenze sessuali e molestie contro donne indiane e straniere. Lo scorso gennaio, una turista danese di 51 anni è stata stuprata da un gruppo di giovani dopo che aveva perso la strada del suo hotel nei pressi della stazione di New Delhi.

Risale invece a circa un anno fa il caso scioccante di una campeggiatrice svizzera violentata in Madhya Pradesh, nell'India centrale, da sei uomini mentre si trovava in una tenda con il compagno durante un tour in bicicletta. Gli stupratori sono stati condannati all'ergastolo con un processo lampo durato quattro mesi.

Corriere della Sera
28 03 2014

I pm avevano chiesto 14 anni e 8 mesi per 12 casi di abusi, ma il gup ha qualificato alcuni casi come di lieve entità ed in altri ha riconosciuto il "consenso indotto".

È stato condannato a 4 anni di reclusione don Alberto Barin, l’ex cappellano del carcere di San Vittore che era accusato di violenza sessuale su detenuti.

I pm avevano chiesto una condanna a 14 anni e 8 mesi per 12 casi di abusi, ma il gup di Milano ha qualificato alcuni casi come di lieve entità ed in altri ha riconosciuto il consenso indotto.

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