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Ricatto in hotel: sesso o ti licenzio

  • Giovedì, 27 Marzo 2014 10:40 ,
  • Pubblicato in Flash news

Il Messaggero
27 03 2014

Violentava la cameriera arrestato albergatore

"Se non stai con me ti licenzio", era la minaccia che il titolare dell'Hotel "Aquarium" faceva ad una cameriera polacca.

La ragazza ha subito per 5 anni le violenze sessuali dell'uomo, poi ha preferito il licenziamento e lo ha denunciato ai carabinieri: Maurizio Di Cicco, 52 anni, è ora agli arresti domiciliari accusato di violenza aggravata e continuata.

Ma l'indagine non è conclusa, il sospetto degli investigatori è che l'uomo abbia abusato anche di altre dipendenti.

E sono scattate pure le verifiche sui contratti di assunzioni di tutto il personale. ...

La Repubblica
14 02 2014

La sedicenne isolata. I compagni degli arrestati: li hai rovinati.

Alle cinque di ieri pomeriggio la ragazza è nello studio dell'avvocato, insieme ai genitori e alla sorella più grande che le accarezza piano i capelli, sussurrandole di non piangere.

Sul suo cellulare arriva un altro messaggio. E' la madre che lo legge, perchè lei no, non ce la fa più. "Ma ti rendi conto che cazzo hai combinato?", scrive un compagno di classe. ...

La Repubblica
12 02 2014

Una violenza sessuale a scuola. Quattro studenti dell'istituto alberghiero Migliorini di Finale Ligure (Savona) , tutti tra i 15 e i 16 anni, sono stati arrestati e sottoposti a misure cautelari dal gip del Tribunale di Genova con l'accusa di avere sottoposto una loro compagna, anche lei minorenne, a varie forme di atti sessuali dopo averla trascinata nei bagni nella palestra dell'istituto.
I quattro ragazzini sono stati prelevati dai carabinieri nelle loro abitazioni di Loano, Pietra Ligure e nel Finalese e accompagnati nelle comunità di Genova, Alessandria, La Spezia e Massa Carrara.
I fatti risalgono a alcuni giorni fa: secondo le testimonianze della vittima e di alcuni suoi compagni di scuola, uno dei ragazzi l'avrebbe presa sottobraccio e portata nei bagni dove sarebbe stata costretta a un rapporto orale. Sembra che gli altri tre abbiano assistito alla scena. La ragazzina è stata salvata dall'intervento di un insegnante che passava vicino alle toilette e ha sentito rumori strani provenire dall'interno. I compagni di scuola dei quattro sostengono che la vittima "ha mentito. Nessuno di loro avrebbe mai fatto una cosa del genere". La ragazza si sarebbe poi confidata con i genitori. Sul fatto indagano i carabinieri di Finale.
Saranno interrogati la prossima settimana dal pubblico ministero della procura dei minori di Genova i quattro ragazzi arrestati per la presunta violenza sessuale su una loro compagna di scuola. I carabinieri, con l'audizione della ragazza e del professore che nel momento del fatto aveva la responsabilità della classe, hanno sostanzialmente chiuso le indagini in attesa di ulteriori input da parte della procura minorile.

 

La Repubblica
02 02 2014

Lettera aperta di Dylan Farrow al New York Times: "E' la prova vivente del modo in cui la nostra società non riesce a difendere le vittime delle violenza sessuale". E alle star di Hollywood chiede: "Cosa faresti se fosse stata tua figlia?". Il regista: "Affermazioni vergognose"

NEW YORK - Dylan Farrow, figlia adottiva di Woody Allen e Mia Farrow, torna a ribadire le accuse di molestie sessuali contro il padre adottivo. In una lettera al New York Times, la giovane sostiene che il regista abusò di lei quando aveva 7 anni, subito dopo l'adozione. "Affermazioni false e vergognose" il laconico commento che il regista affida ad un portavoce.

Dylan Farrow, oggi 27enne (nella foto in braccio al padre), rinnova le sue accuse contro Woody Allen, colpevole - secondo quanto lei afferma - di averla molestata quando aveva sette anni, dopo che il regista e l'attrice Mia Farrow l'avevano adottata. In una lettera aperta al 'New York Times', pubblicata ieri on line, la ragazza rivela per la prima volta in pubblico ciò che sarebbe accaduto nel 1992.

Dylan ha spiegato al columnist del quotidiano Nicholas Kristof che Allen "l'ha passata liscia" nonostante quello che ha fatto. A spingerla a parlare dell'accaduto è stato l'ennesimo premio alla carriera consegnato ai Golden Globes ad Allen: vedere Hollywood che continua ad acclamare il suo padre adottivo, ha detto, peggiora il suo tormento. Allen fu indagato per molestie su minore, tuttavia non fu mai accusato.

Nella lettera, diretta al columnist del giornale Nicholas Kristof e motivata con la volontà di rompere la solidarietà e l'affetto di Hollywood per l'uomo che le ha rovinato la vita, Dylan Farrow racconta un episodio del 1992. Avvenne nella casa di famiglia in Connecticut. La condusse in un attico buio e "mi assalì sessualmente", racconta. "Mi disse di stendermi pancia a terra e di giocare con il trenino di mio fratello. Poi abusò sessualmente di me, sussurandomi che ero una brava ragazza, che era il nostro segreto, promettendomi che sarei andata con lui a Parigi e sarei stata una star nei suoi film". "Ricordo che fissavo il trenino elettrico, cercando di concentrarmi sui cerchi del suo percorso. Ancora oggi non riesco a guardare i trenini elettrici". Spesso le chiedeva di giacere a letto con lui, a volte "metteva la testa sul mio ventre nudo e respirava forte". "Per quanto ho memoria mio padre mi ha fatto cose che non mi piacevano", scrive Farrow. "Queste cose accadevano regolarmente, e spesso, ed erano così abilmente nascoste a mia madre - lei mi avrebbe protetto se avesse saputo - che pensavo fosse normale".

"Il fatto che l'abbia fatta franca mi ha perseguitato durante tutta la mia giovinezza", scrive Farrow. "Ero travolta dal senso di colpa per avergli lasciato avvicinare altre bambine".

Allen è già finito sotto inchiesta per l'episodio del 1992 in Connecticut, ma la procura ha deciso di non perseguirlo. Un processo che ha causato aspre critiche, dopo che il procuratore della contea di Litchfield, Frank S. Maco, dichiarò che esisteva una "probabile causa" per accusare Allen ma che lui aveva scelto di non farlo. Un collegio disciplinare accusò Maco di aver pregiudicato l'allora battaglia per l'affidamento dei figli tra Mia Farrow e Woody Allen formulando accuse senza incriminazioni formali.

L'accusa del 1992 arrivò subito dopo l'affaire tra il regista e la figlia adottiva di Mia Farrow, Soon-Yi Previn. Allen, allora cinquantenne, non era il padre adottivo della ragazza, allora diciannovenne. I due si sono sposati nel 1997 e hanno due figlie adottive.

Nonostante la controversa vita privata, la carriera cinematografica di Allen non si è mai interrotta. Ha continuato a produrre almeno un film all'anno, e con l'ultima produzione, "Blue Jasmine", si è guadagnato tre nomination agli Oscar, compreso quella per la regia.

La lettera di Dylan Farrow arriva subito dopo l'attribuzione di Allen del Golden Globe alla carriera. Allen non ha partecipato alla cerimonia, ma durante la trasmissione tv, Ronan Farrow - il figlio biologico di Allen e Mia Farrow, anche se lui sostiene che probabilmente il suo padre naturale è l'ex marito dell'attrice Frank Sinatra - ha twittato un'accusa pesante: "Mi sono perso il tributo a Woody Allen: hanno messo prima o dopo Annie Hall la parte in cui una donna ha pubblicamente confermato che l'ha molestata quando aveva sette anni?", facendo riferimento proprio alla sorellastra Dylan.

Dylan Farrow, che ora vive in Florida sotto un altro nome, conclude la sua lettera implorando l'opinione pubblica di non dimenticare la sua versione dei fatti e accusa il mondo di "celebrare un tormentatore". E si rivolge alle star di Hollywood, coinvolgendole in prima persona: "Cosa faresti se fosse tuo figlio, Cate Blanchett? Louis CK? Alec Baldwin? Cosa faresti se si fosse trattato di te, Emma Stone? O te, Scarlett Johansson?". E a Diane Keaton, attrice musa di Allen: "Mi conosci da quando ero bambina. Mi hai dimenticata?". "Woody Allen - conclude - è la prova vivente di come la nostra società non protegge i superstiti di abusi sessuali".

Articolo Tre
24 01 2014

Lo pretendeva, e lo otteneva, dalla moglie di uno che aveva fatto arrestare. Rapporti frettolosi e nascosti, consumati a volte nel suo ufficio della procura di Santa Maria Capua Vetere, a volte nelle stanze della procura generale a Napoli.

Il pm simbolo della lotta all’ecomafia del casertano, proprio lui che indaga da anni sui veleni nascosti sotto terra. Ora se la deve vedere con altri veleni.

Sulla carriera di Donato Ceglie, 56 anni, pende infatti dal dicembre scorso, una richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero Barbara Sargenti di Roma.

Le accuse sono di concussione e violenza sessuale, perché "induceva — si legge nell’atto — Maria Rosaria Granata, 46 anni, moglie di Gaetano Ferrentino, a instaurare e proseguire una relazione sentimentale che gli procurava indebitamente rapporti sessuali".

Abuso che sarebbe iniziato a Santa Maria Capua Vetere e proseguito anche dopo che Donato Ceglie, era il 2011, viene trasferito alla procura generale di Napoli.

Scopre tonnellate di rifiuti interrati tra Napoli, Caserta e Vallo della Lucania, sequestra l’impianto di compostaggio nel salernitano gestito dalla So.Rie.Co., dove venivano smaltiti illegalmente quelli di quattro depuratori, e di cui Ferrentino è amministratore unico. Ceglie lo spedisce agli arresti domiciliari. Seguono un paio di anni di indagini, altri sequestri, il fallimento della So.Rie.Co. nel 2009.

Poi, sempre secondo la procura romana, cominciano i "rapporti sentimentali e sessuali" tra Ceglie e la Granata.

Una relazione che, a prescindere dalla sua natura, forse consenziente forse no, avrebbe dovuto indurre il pm napoletano a abbandonare per ragioni di opportunità il procedimento contro Ferrentino, nel frattempo rinviato a giudizio. Cosa che non accade.

Nel 2012 però qualcosa si rompe. Nelle caselle di posta elettronica di alcuni magistrati della Procura generale e alla redazione del Mattino iniziano ad arrivare decine di e-mail e fax del genere: "Il dott. Ceglie non è altro che un pagliaccio con la toga", "Dottore Ceglie, rientra nelle sue inchieste portarsi a letto le mogli degli indagati? E poi sparire distruggendo i numeri di telefonici? Aspetto una sua risposta", "da tre anni chiama ripetutamente e si porta a letto con ricatto la moglie di Gaetano Ferrentino".

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