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La Stampa
11 07 2013

In Utero Srebrenica di Giuseppe Carrieri è il miglior documentario della sezione Italia Doc del trentunesimo Bellaria Film Festival.

I vincitori sono stati decretati dalla giuria composta da Ugo Gregoretti, Giovanni Giommi, Miriam Mauti, Maurizio Carta e Marina Collaci.

In Utero Srebrenica raccoglie le testimonianze delle donne le cui vite sono state distrutte dal genocidio bosniaco del 1995 in cui furono massacrati più di ottomila musulmani bosniaci. Il regista Carrieri punta la macchina da presa sulle madri che non smettono per un momento di cercare tracce dei loro figli uccisi. La loro ricerca a volte si conclude con il ritrovamento di frammenti di ossa nei campi di Srebrenica.

Tutti i vincitori del Bellaria Film Festival:

Premio Miglior Documentario "Italia Doc"
In Utero Srebrenica di Giuseppe Carrieri

Menzioni Speciali della Giuria "Italia Doc"
Le Libraire de Belfast di Alessandra Celesia
Le Cose Belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno

La Giuria della Menzione Speciale "Casa Rossa Doc", guidata da Paolo Angelini e composta dagli studenti del DAMS di Bologna, ha premiato "Le Cose Belle" di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno.

Pierpaolo Festa
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AGI
11 07 2013

Un gruppo di sei donne, artisti e attivisti di Greenpeace, ha iniziato questa mattina a scalare lo Shard, il grattacielo piu' alto d'Europa, disegnato da Renzo Piano per ricordare una lama di ghiaccio.

Se le sei donne (provenienti da Polonia, Svezia, Olanda, Canada, Belgio e Gran Bretagna) raggiungeranno la cima, cercheranno di appendere un'opera d'arte che esalta le meraviglie dell'Artico. La scelta del grattacielo Shard non e' casuale, perche' domina i tre uffici londinesi della Shell, un'azienda che sta investendo miliardi per trivellare l'Artico alla ricerca del petrolio, sia in Alaska che in Russia.

Su www.savethearctic.org piu' di 3 milioni hanno gia' chiesto all'azienda di abbandonare questi piani, ma la Shell e' decisa ad andare avanti.

Le climber di Greenpeace hanno delle telecamere sugli elmetti dalle quali stanno trasmettendo in diretta immagini dell'ascesa: www.iceclimb.savethearctic.org

Se riusciranno ad appendere l'opera dedicata all'Artico, questa sara' la piu' importante installazione d'arte da quando Philippe Petit cammino' su un filo tra le Due Torri del World Trade Center, a New York, nel 1974.

"Quando raggiungeremo la cima potremo vedere tutti e tre gli uffici londinesi della Shell e loro vedranno noi e la nostra installazione artistica a 310 metri d'altezza. Ci auguriamo che la smettano di ignorare le proteste in tutto il mondo e che ci pensino due volte prima di andare a trivellare l'Artico!", ha detto Victoria Henry, 32 anni, canadese, una delle sei climber.

Shell ha investito qualcosa come 5 miliardi di dollari nel suo programma artico, ma dopo una serie di imbarazzanti incidenti - inclusa una piattaforma affondata e un incendio su una nave per le perforazioni - e' stata costretta ad abbandonare i suoi piani per la trivellazione dell'Alaska quest'estate. L'azienda ha firmato pero' un accordo con il gigante russo Gazprom per riprovarci nella Russia Artica, un'area dove la corruzione e' elevata e le regolamentazioni sono pressoche' inesistenti.

Greenpeace chiede l'istituzione di un Santuario globale nell'Artico e ha recentemente organizzato una spedizione al Polo Nord, per piantare una capsula con i nomi dei primi due milioni di persone che hanno firmato su savethearctic.org insieme ad una Bandiera per il Futuro sul fondale del Polo Nord.

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la Repubblica
11 07 2013

Niente più ergastolo, ma pene più severe per i reati contro i minori e il riciclaggio.
Papa Francesco ha varato un'importante riforma della giustizia penale vaticana (in vigore dal primo settembre), che fino ad oggi era ferma - per molti aspetti - al Codice Zanardelli, adottato nel 1929 all'indomani dei Patti Lateranensi che istituirono la Città del Vaticano.

Per questo, ad esempio, Paolo Gabriele, il maggiordomo infedele di Papa Ratzinger, fu giudicato solo per il reato di furto, l'unico applicabile al suo caso nelle norme in vigore che non prevedevano l'attentato alla sicurezza dello Stato.

Papa Bergoglio oggi ha firmato un 'motu proprio' che, insieme alle tre leggi della Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano, renderà operative su tutto il territorio vaticano le nuove norme che si adeguano alle legislazioni internazionali in materia di contrasto del riciclaggio di denaro e del terrorismo e che introduce anche nuove fattispecie di delitto come quello di tortura e, "un' ampia definizione della categoria dei delitti contro i minori".

Le nuove norme introducono anche figure criminose relative ai delitti contro l'umanità, provvedendo all'attuazione di molteplici Convenzioni internazionali, tra le quali possono ricordarsi: le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 contro i crimini di guerra; la Convenzione internazionale del 1965 sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale; la Convenzione del 1984 contro la tortura ed altre pene, o trattamenti crudeli, inumani o degradanti; la Convenzione del 1989 sui diritti del fanciullo ed i suoi Protocolli facoltativi del 2000.

"Questi interventi normativi - sottolinea la Sala Stampa della Santa Sede - si collocano nella direzione di un aggiornamento volto a dare maggiore sistematicità e completezza al sistema normativo vaticano".

Via l'ergastolo, ma pene severe per chi sottrae documenti. Papa Francesco ha deciso di abolire la pena dell'ergastolo, sostituendola con la pena della reclusione da 30 a 35 anni. Previsto, però, l'aumento delle pene per la sottrazione di documenti riservati dagli uffici vaticani, qualora i documenti abbiano particolare rilievo.

Giro di vite contro la corruzione. Nelle nuove leggi penali "il titolo dei delitti contro la pubblica amministrazione è stato rivisto, in relazione alla Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione", si legge nella nota.

La Convenzione prevede sanzioni molto severe a tutela della correttezza dei comportamenti pubblici. Così, "sono stati potenziati i poteri cautelari a disposizione dell'Autorità giudiziaria con l'aggiornamento della disciplina della confisca, potenziata dall'introduzione della misura del blocco preventivo dei beni". Inoltre, "in linea con gli orientamenti più recenti in sede internazionale" è stato introdotto "un sistema sanzionatorio a carico delle persone giuridiche, per tutti i casi in cui esse profittino di attività criminose commesse dai loro organi o dipendenti, stabilendo una loro responsabilità diretta con sanzioni interdittive e pecuniarie".

È stata varata infine anche una nuova legge in materia di sanzioni amministrative che, precisa il comunicato, "ha carattere di normativa generale, al servizio di discipline particolari che, nelle diverse materie, prevedranno sanzioni finalizzate a favorire l'efficacia ed il rispetto di norme poste a tutela di interessi pubblici".

Più tutela per i minori.
La riforma della giustizia del Vaticano comprende una ridefinizione della categoria dei delitti contro i minori nella quale sono da segnalare: la vendita, la prostituzione, l'arruolamento e la violenza sessuale in loro danno; la pedopornografia; la detenzione di materiale pedopornografico; gli atti sessuali con minori. Si tratta dunque di un importante passo in avanti anche nella lotta contro gli abusi sessuali - fortemente perseguita da Benedetto XVI nel suo Pontificato e che Francesco intende portare avanti - dal momento che sono sottoposti alle nuove norme non solo tutti gli officiali e dipendenti della Curia Romana ma anche i nunzi apostolici ed il personale di ruolo diplomatico della Santa Sede, nonché i dipendenti di organismi e istituzioni collegati alla Santa Sede indipendentemente dal fatto che si trovino sul territorio dello Stato della Città del Vaticano.

Introdotti altri reati.
Nella riforma, poi, sono state introdotti reati relativi ai delitti contro l'umanità, cui è stato dedicato un titolo a parte: sono previste, tra l'altro, la specifica punizione di delitti come il genocidio e l'apartheid, sulla falsariga delle disposizioni dello Statuto della Corte penale internazionale del 1998.

Infine - in conformità con quanto stabilito dal diritto internazionale - è  stato esplicitamente previsto il delitto di tortura.

Giusto processo. "In ordine alle disposizioni di procedura penale sono stati introdotti i principi generali del giusto processo entro un termine ragionevole e della presunzione di innocenza dell'imputato", si legge ancora nella nota vaticana. Inoltre, "un settore molto importante della riforma concerne la riformulazione della normativa relativa alla cooperazione giudiziaria internazionale, piuttosto risalente nel tempo, con l'adozione delle misure di cooperazione adeguate alle più recenti convenzioni internazionali".

Leggi penali applicabili a nunzi e loro personale. Le nuove leggi risultano applicabili anche ai nunzi apostolici ed al personale di ruolo diplomatico della Santa Sede, nonchè ai dipendenti di organismi e istituzioni della Curia Romana o a essa collegati indipendentemente dal fatto che si trovino sul territorio dello Stato della Città del Vaticano. "Tale estensione - viene precisato - ha lo scopo di rendere perseguibili da parte degli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano i reati previsti in queste leggi, anche nel caso in cui il fatto fosse commesso al di fuori dei confini dello Stato stesso".

Giornalettismo
11 07 2013

Come se la notizia e le immagini delle esecuzioni nel braccio della morte non bastassero, il Dipartimento di giustizia criminale del Texas ha deciso di pubblicare online tutte le ultime dichiarazioni dei condannati alla pena capitale.

Le parole diffuse in Rete svelano in alcuni casi la vena poetica del prigioniero.
In altri casi contengono le scuse per il male commesso.
Oppure denunciano la crudeltà della punizione subita.

500 GIUSTIZIATI IN TEXAS – La sconcertante iniziativa arriva nel momento in cui, a giugno, nello stato meridionale degli Stati Uniti viene ucciso il 500esimo detenuto da quando – dicembre 1982 – la pratica della pena di morte è stata reintrodotta (uccisione del detenuto Charlie Brooks).
Nel 1968, infatti, le esecuzioni erano state sospese in seguito ad una decisione della Corte Suprema che le definiva “crudeli”.

Il Tex è lo stato americano maggiormente incline alle condanne capitali.
Nella classifica delle esecuzioni viene seguito dalla Virginia, 100 detenuti uccisi, e dall’Oklahoma, 105.

NEGLI USA 1.300 ESECUZIONI IN 37 ANNI – Nelle stesse ore in cui, il 26 giugno scorso, nell carcere di Huntsville con un’inziezione letale veniva giustiziata Kimberly McCarthy, Amnesty International ha ricordato che tra i condannati a morte in Texas ci sono persone che soffrono di gravi malattie mentali.

Complessivamente negli Stati Uniti dal 1976, anno in cui terminava la moratoria della Corte Suprema, sono stati uccisi più di 1.300 detenuti. Insieme ad India e Giappone, gli Usa rappresentano una delle poche democrazie liberali ad applicare ancora la pena capitale.

Dario Ferri
 

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GiULiA
11 07 2013

La giornalista perseguitata prende il premio per la libertà di stampa solo se può apparire sul palco.

Se non può partecipare, perché il suo governo la blocca in patria, niente da fare. "Ragioni di visibilità", spiega la giuria (sponsorizzata). Succede al Premio di giornalismo Ilaria Alpi, uno dei più prestigiosi in Italia.

La vicenda è stata rivelata su Facebook da Marco Cesario, autore di un libro sulla repressione dei giornalisti in Turchia, "Sansur".

Il 4 luglio Cesario ha ricevuto una email dal Premio Ilaria Alpi: "Dopo alcune indagini, la giuria Unicredit (che assegna ogni anno un premio a una donna giornalista, n.d.r.) ha scelto di premiare Zeynep Kuray, la cui storia abbiamo approfondito grazie al suo 'Sansur'... Per questa ragione sono a chiederle un contatto, per poterla invitare all'evento del Premio che si terrà a Riccione il prossimo Settembre".
Kuray, 35 anni, scrive per il quotidiano socialista di Istanbul 'Virgun'. E' stata arrestata nel dicembre del 2011 per le sue corrispondenze in cui raccontava delle sanguinose repressioni dell'esercito turco contro i curdi. E' stata rilasciata nel marzo del 2013 e non può lasciare il paese.

Quando Cesario l'ha chiamata per dirle del premio, lei gli ha chiesto "puoi ritirarlo tu per me?". Ma la giuria Unicredit (diversa da quella che assegna il premio principale) ha detto no. Quest'anno sarà premiato qualcun altro.

La giuria, ha scritto la segreteria del Premio Alpi a Cesario, "ritiene che sia importante le presenza della giornalista, soprattutto per una ragione di visibilità della stessa. Il rischio di premiare qualcuno di assente, come è già accaduto, è quello che l'esperienza del giornalista e le motivazioni della premiazione perdano dell'importanza e dell'attenzione che invece meritano".

"In realtà è il contrario - scrive indignato Cesario -. Il fatto che non possa ritirare personalmente il premio (perché ancora in uno stato di semi-arresto) dimostra la forza della sua battaglia per la libertà di parola".

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