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Darfur, l'Italia si mobilita per salvare sei bimbi

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Corriere della Sera
11 12 2012

L'associazione Italians for Darfur promuove un ponte aereo per portare i piccoli malati gravi a curarsi a Khartum
 
L'Italia si mobilita per i bambini del Darfur, la regione del Sudan occidentale teatro da quasi dieci anni di una sanguinosa guerra etnica che ha provocato centinaia di migliaia di vittime e di sfollati. È stato così organizzato, grazie all'associazione Italians for Darfur, il trasporto di sei piccoli pazienti da Nyala, nel sud della regione, alla capitale Khartoum dove potranno essere curati meglio.

L'AIUTO DELL'ONU - «I bambini ricoverati nell'unico ospedale pubblico della zona - racconta la presidente dell'associazione Antonella Napoli - sono partiti lunedì con un volo aereo umanitario organizzato insieme a Unamid, la missione di pace Onu dispiegata nel Paese», che per le questioni umanitarie fa capo a un altro italiano, Oriano Micaletti. Italians for Darfur si coordina anche con Medici senza Frontiere a Khartoum.

I MALATI - Sono sei tra ragazzi e neonati con gravi patologie, oppure vittime di ustioni. Nella capitale saranno ricoverati in una clinica attrezzata: «All'ospedale di Nyala, che ho visitato il 7 novembre, ho trovato una situazione disperata - spiega Napoli - Tra i tanti piccoli ricoverati, sei erano in condizioni critiche e i medici del posto non hanno le strutture e gli strumenti necessari al loro trattamento». Fino a poco tempo fa in zona operava un modernissimo Centro pediatrico e cardiochirurgico di Emergency, che però è ancora chiuso in seguito al rapimento, avvenuto nel 2011, di un membro dello staff internazionale poi rilasciato: «Da allora a Nyala non c'è altro luogo che possa fornire assistenza sanitaria ad ammalati con patologie gravi - commenta il presidente di Italians for Darfur - Per poterli aiutare abbiamo deciso di promuovere questo nuovo - urgente - progetto umanitario che ci auguriamo possa salvare la vita di questi pazienti, e molti altri».
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