“Caro Babbo Natale”, nelle letterine al Corriere i sogni e le paure dei bambini

Etichettato sotto
02 01 2013

C'è poco futuro, negli scritti dei bambini. Ma tanta voglia di serenità e meno liti in famiglia
 
di Angela Frenda
 
Caro Babbo, fai ricrescere la betulla che si è spezzata nel mio giardino?». «Caro Babbo, vorrei che la mia mamma e il mio papà smettessero di litigare e tornassero insieme». «Ehi, Babbo, porti un regalo anche al mio amico Redi, che è musulmano?». «Ma le tue renne puzzano davvero? E tu, quando giochi con me?» Disegnate. Via mail. Su cartoncini colorati o figli di quaderno. Sognanti, confidenziali o piene di richieste.

In questi giorni abbiamo ricevuto centinaia di lettere scritte dai bambini a Babbo Natale. È stato un modo per conoscerli un po’ più da vicino e, attraverso le loro parole, tentare di capire se e cosa sognano. La risposta a quest’ultima domanda, però, è semplice: sì. Perché per fortuna esiste un nucleo, più o meno folto, di irriducibili che a Babbo Natale credono fortissimamente. A dispetto di compagni e amici più «realisti».

Racconta Luca Scagliarini di «Expert System», società che conduce l’analisi semantica anche dei dibattiti Usa e dei social media e che per il «Corriere» ha provato a «leggere» queste letterine, che emergono alcuni dati singolari. Il primo: «Resistono i giocattoli tradizionali: Barbie per le bambine e Lego per i bambini. Mentre i nuovi regali, tipo l’iPad, sono chiesti dal 30 per cento del bambini». Tanti i piccoli lettori che hanno scritto in un’età compresa tra i 7 e i 9 anni, e sono di più quelli che abitano al Nord (46%) rispetto al Centro (38%) e al Sud (16%). Ma ancora: «Quasi la totalità ha aggiunto richieste dettagliate attorno ai desideri, al di là dei giocattoli. Uno su 4 ha chiesto più amore nel mondo, uno su 5 la fine delle guerre e della fame. Uno su 5, poi, anche più serenità in famiglia: meno discussione e più amore». Molti, infatti, si sono affidati a Babbo Natale per cercare di mediare con i suoi genitori. O invece per far guarire qualcuno. Poi colpisce che quasi nessuno si sia espresso sui sogni o su cosa fare da grandi: poco futuro, quindi, in queste lettere. Che comunque, al di là delle analisi, sono davvero tutte belle e significative.

Ci eravamo imposti di sceglierne al massimo 5, e così faremo, chiarendo che però anche le altre avrebbero meritato un premio. E dunque vincono la prima pagina del «Corriere» del giorno in cui sono nati, il libro delle prime pagine del «Corriere» e la possibilità di una visita guidata nel nostro giornale i piccoli Giorgio Ferloni (9 anni, di Arese), Virginia De Iesu (7 anni, di Cologno Monzese), Speranza De Cristoforo (4 anni, di Viterbo), Fabrizio Fanti (7 anni, di Milano), Morgan Malpighi, (8 anni, di Castelfranco Emilia). E a tutti gli altri un grazie e un bravo speciale.
Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook