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India: stupro sul bus. Processo a porte chiuse

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Repubblica.it
07 01 2013

India, al via processo per la ragazza stuprata.
Insulti in aula al difensore degli imputati

Il giudice dispone udienze a porte chiuse per il caso che ha indignato il Paese: la studentessa di 23 anni, morta in seguito alla violenza di gruppo, ha suscitato manifestazioni e proteste in difesa dei diritti delle donne. I cinque accusati rischiano la pena di morte. Prossima udienza il 10 gennaio.

NEW DELHI - Prima udienza a porte chiuse, senza giornalisti né pubblico: i cinque imputati al processo per lo stupro e la conseguente morte della studentessa indiana di 23 anni si sono presentati oggi per la prima volta nell'aula del tribunale a sud di New Delhi dove si celebra il procedimento. Il magistrato ha notificato loro i reati per cui verranno giudicati ed ha aggiornato l'udienza al 10 gennaio.

Il giudice Namrita Aggarwal ha anche disposto che, in considerazione della delicatezza del caso e del caos generato oggi in aula dalla presenza di una folla di curiosi, giornalisti e avvocati non legati al processo, le prossime udienze si svolgano a porte chiuse e senza la presenza della stampa. La causa sarà trattata da uno speciale tribunale 'fast track', la cui costituzione per trattare i reati sessuali contro le donne è stata disposta nelle ultime settimane in ogni Alta Corte statale indiana.

In aula ci sono stati momenti di caos. L'associazione degli avvocati aveva annunciato la scorsa settimana di non voler assumere la difesa dei responsabili dello stupro collettivo, ma oggi uno di loro ha cambiato idea, dicendosi disponibile. Annuncio che in aula ha suscitato una vera bagarre. L'uomo, che ha spiegato di aver assunto la difesa dopo essere stato pregato dalle famiglie degli imputati, è stato insultato dai colleghi della Saket Bar Association.

Il caso ha suscitato un'ondata di proteste ed indignazione in tutto il Paese in difesa dei diritti delle donne. Nei giorni scorsi, il ragazzo della studentessa ha rilasciato un'intervista ad una televisione locale in cui accusava la polizia di non essere intervenuta tempestivamente.
Le forze dell'ordine avevano previsto la massima sicurezza per l'udienza di oggi, dopo che la scorsa settimana un uomo è stato arrestato per aver tentato di piazzare un ordigno vicino alla casa di uno degli accusati.

I cinque uomini, che rischiano la pena di morte se riconosciuti colpevoli, devono anche rispondere di sequestro di persona, rapina e cospirazione per la violenza commessa il 16 dicembre scorso su un autobus di New Delhi alla studentessa, deceduta il 29 dicembre in un ospedale di Singapore. Un sesto uomo coinvolto nello stupro ha 17 anni e comparirà davanti a un tribunale per minorenni.

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