Lampedusa, contestati Letta e Barroso: “Vergogna”. Poi visita lampo al Cpt

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Il Fatto Quotidiano
09 10 2013

“Vergogna! Assassini!”. Una decina di manifestanti ha contestato il presidente dell’Unione europea, José Manuele Barroso e il premier italiano Enrico Letta all’arrivo all’aeroporto di Lampedusa, prima che entrassero nell’hangar dove sono le 288 bare, accumulate lì dopo il naufragio del 3 ottobre scorso. Bare destinate ad aumentare visto che i sommozzatori hanno recuperato altri 7 corpi in mare.

“Andate al centro di accoglienza. Andate a vedere come vive questa gente”, hanno urlato gli isolani. Un invito poi raccolto da Barroso e Letta, insieme al vicepremier Angelino Alfano che, dopo una riunione con il prefetto di Agrigento, Francesca Ferrandino, il sindaco dell’Isola Giusi Nicolini e il presidente della Regione, Rosario Crocetta, hanno effettivamente raggiunto il centro di accoglienza per una visita lampo in cui hanno incontrato all’Aeronautica militare una delegazione di profughi sbarcati nei giorni scorsi: eritrei, siriani ma anche migranti di altre etnie.

Intanto il Censis ha presentato al Cnel il contributo italiano al rapporto Ocse “International migration outlook – prospettive sulle migrazioni internazionali” che parla di “una nuova consistente ondata migratoria in atto nel 2013” verso il nostro Paese. Con l’inizio delle rivolte nei Paesi del Nord Africa – osserva il Censis – i flussi irregolari verso l’Italia sono cresciuti in maniera considerevole: nel 2011 sono giunte in Italia 62.692 persone, contro le 4.406 del 2010. Provenivano per lo più da Libia e Tunisia e sono sbarcate a Lampedusa. Dopo una flessione registrata nel 2012 (15.570 persone), nei primi otto mesi del 2013 si registrano già 21.241 migranti, di cui oltre la metà arrivati nei mesi di luglio e agosto. L’incidenza dei profughi siriani in Italia, secondo il Rapporto dell’Ocse, resta relativamente modesta. La maggior parte dei richiedenti asilo è di origine somala, eritrea, nigeriana, pakistana o afghana.

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