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Sochi, il Cio nega il lutto: alcuni atleti ucraini lasciano i Giochi

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Globalist
20 02 2014

Alcuni atleti ucraini hanno deciso di lasciare i Giochi invernali di Sochi per le violenze e i morti negli scontri a Kiev. Lo conferma il Cio. «Alcuni di loro hanno deciso di ritornare a casa - ha detto il portavoce del comitato olimpico Mark Adams -, Sergei Bubka (presidente comitato olimpico ucraino, ndr) rispetta la loro decisione».

Thomas Bach, presidente del Comitato olimpico internazionale, ha voluto esprimere con una nota un messaggio di cordoglio per quanto sta accadendo in Ucraina, elogiando i 43 atleti ucraini che stanno «con grande dignità» il proprio Paese: «Vorrei porgere le mie condoglianze a coloro che hanno perso i propri cari in questi tragici eventi ed esprimere solidarietà alla squadra ucraina in questo momento molto difficile. La loro presenza è il simbolo di come lo sport possa costruire ponti e contribuire ad unire nella pace popoli di diversa provenienza».

Nonostante la doverosa annotazione, il Cio ha però negato la possibilità agli atleti ucraini di gareggiare con il lutto al braccio per omaggiare le vittime degli scontri in piazza di questi giorni. L'ex campione di salto con l'asta Sergey Bubka, presidente del Comitato olimpico ucraino, aveva avanzato la richiesta, poi negata. Così, per protestare contro il diniego del Cio, Marina Lisogor ed Ekaterina Serdyuk non si sono presentate al via del team sprint dello sci di fondo, ufficialmente per "un infortunio".

Il Cio non ha reso noto chi e quanti atleti della delegazione ucraina (43 quelli presenti) hanno deciso di ritirarsi a tre giorni dalla chiusura.

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