FEMMINICIDIO IN ITALIA: I DATI DEL 2009

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a cura della Casa delle donne di Bologna

Bologna, 8 marzo 2010 - Anche quest’anno la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna celebra l’8 marzo pubblicando i primi dati
relativi alla ricerca condotta ormai da 5 anni sul femminicidio in Italia.
La ricerca condotta da un gruppo di volontarie della Casa delle donne raccoglie e analizza tutti i casi di donne uccise
riportati dalla stampa, riconducibili alla violenza di genere.
Quelle che vengono rilevate sono le morti che derivano non da una qualsiasi causa, ma che hanno la loro origine nella
violenza contro le donne perpetrata dagli uomini, ossia nella relazione di potere tra i generi.
Anche il dato per l’anno 2009 conferma purtroppo il drammatico fenomeno del femminicidio presente in Italia con 119
donne uccise, che è un dato sottostimato poiché si tratta solo dei casi riportati dalla stampa.

NUMERO DONNE UCCISE 2009
 119
NUMERO DONNE UCCISE 2008 112
NUMERO DONNE UCCISE 2007 107
NUMERO DONNE UCCISE 2006 101
TOTALE DONNE 2006 – 2009 439

E' confermato anche per quest’anno, come nei precedenti il dato sulla provenienza sia delle donne che degli autori: le
donne nel 70% dei casi e gli autori nel 76% sono italiani, quindi risulta sconfessato lo stereotipo che vede la violenza
come fenomeno collegato all’immigrazione e a culture altre.
Un altro dato significativo riguarda il luogo del delitto, che quasi per il 70% dei casi è l’abitazione della vittima e questo
conferma quanto per la donna non sia la strada il luogo di maggior pericolo, anche se questa è comunemente
considerata dai mass media e dall’opinione pubblica, il luogo in cui le donne più rischiano di subire violenza.
Ulteriore dato da considerare riguarda i precedenti di violenza, poiché l’autore in oltre la metà dei casi (54 %), risulta un
uomo “normale” senza precedenti di violenza, anche se purtroppo sappiamo che non sono i precedenti di violenza a
mancare ma che non vengono denunciati (solo il 7% delle donne che subiscono violenza in Italia presentano denuncia
contro l’aggressore)
Dei 110 autori conosciuti 28 si sono suicidati e altri 19 hanno tentato di farlo (totale 41% degli autori), il che dimostra da
un lato la volontà dell’uomo di non rinunciare a esercitare una forma estrema di potere e controllo sulla moglie e spesso
anche sui figli, dall’altro l’incapacità dell’uomo di gestire se stesso e di affrontare le conseguenze del delitto.
La presente ricerca, seppur fondamentale non è esaustiva, ad esempio per quest’anno abbiamo rilevato solo 4 casi di
donne uccise nell’ambito dello sfruttamento della prostituzione, ma è un numero di sicuro sottostimato perché la stampa
spesso non riporta la notizia di donne uccise in strada.
Nell’impossibilità di reperire dati ufficiali sui femminicidi e in assenza di indagini commissionate dalle istituzioni, questo
tema quindi, resta ancora un fenomeno per lo più sommerso.
Un dato evidente, e che ci preme sottolineare poiché la nostra associazione si occupa di maltrattamento in famiglia, è
che le donne uccise per mano del partner o dell’ex, rappresentano la quasi totalità dei casi.
Risulta quindi fondamentale il lavoro svolto dai Centri antiviolenza, non solo per aiutare le donne ad uscire dalla violenza,
ma anche per un lavoro di prevenzione e protezione delle stesse.

Ufficio stampa – Casa delle donne per non subire violenza Onlus
Casa delle donne per non subire violenza
Via dell’Oro 3 - 40124 Bologna - Tel. 051- 333173 - Fax 051- 3399498
www.casadonne.it
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Ultima modifica il Venerdì, 30 Aprile 2010 06:02
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