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Scuola. Roma, caos materne: classi senza maestre e arriva la polizia

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Redattore Sociale
30 01 2015

Ieri, per la seconda volta in due giorni, i genitori hanno chiamato la polizia municipale: due classi erano "scoperte", per l'assenza di una maestra non sostituita. E i bambini delle rispettive sezioni, quasi 40, tutti tra i 3 e i 4 anni, erano "senza sorveglianza" e sarebbero stati radunati in palestra, l'unico ambiente ampio della scuola, vigilati da non si sa bene chi.

E' accaduto in una scuola dell'infanzia del Pigneto,la E. Toti, ma segnalazioni come questa sono ormai all'ordine del giorno. Di fatto, basta l'assenza di una maestra, in queste settimane, per mandare facilmente in tilt l'organizzazione della scuola, visto che le nuove norme, entrate in vigore il 7 gennaio con la delibera 236/2014, non prevedono la sostituzione dell'insegnante.

"Oggi abbiamo la maestra titolare aveva un intervento, si sapeva da tempo che sarebbe stata assente: stamattina abbiamo dovuto lasciare i bambini con la maestra di sostegno, perche' la supplente non e' stata mandata", racconta una mamma della stessa scuola. Solo nella giornata di ieri, decine e decine di segnalazioni sono arrivate da nidi e scuole dell'infanzia agli uffici competenti, o addirittura alle forze dell'ordine. E' quanto accade quando si verifica il cosiddetto "soprannumero": tecnicamente, i bambini della classe "scoperta" vengono smistati nelle altre sezioni, fino al raggiungimento del numero massimo di alunni per classe consentito dalla legge. Una volta raggiunto il limite, in mancanza di una supplenza, e' facile che si scateni il caos. 

Teoricamente, in base alla nuova delibera, dovrebbero essere le stesse insegnanti della scuola a sostituire la maestra assente: il loro monte ore settimanale e' infatti aumentato di tre ore, che nelle intenzioni dei tecnici del comune dovrebbero essere cumulate nello stesso giorno. Per tutto il mese di gennaio, pero', la normativa era flessibile, lasciando alle insegnanti sia la possibilita' di svolgere queste ore non frontalmente (cioe' non in classe ma in ufficio), sia di scegliere se cumularle nella stessa giornata, o dividerle in due o tre giorni diversi.

Da febbraio, dovrebbero esserci meno margini di scelta: le ore di lavoro saranno frontali e cumulate, cosi' da assicurare ogni giorno alla scuola almeno un insegnante disponibile per coprire le assenze. Una decisione che non piace alle insegnanti e ai sindacati che le rappresentano, Usb in testa, che la definiscono "unilaterale" e lesiva dei diritti dei lavoratori e della peculiarita' del loro impegno. E se nelle scuole dell'infanzia la situazione e' allarmante, ancora di piu' lo e' negli asili nido, dove l'aumento del monte ore e la mancata sostituzione della prima educatrice assente, di fatto mandano facilmente in soprannumero le sezioni, in cui l'eta' dei bambini richiede un rapporto adulto/bambini non superiore a 1/7 (legge regionale 12/2011).

"Siamo molto preoccupati - racconta una mamma - Abbiamo la sensazione che i nostri figli non siano al sicuro, o che comunque la mattina non li lasciamo piu' in una scuola, ma in un parcheggio". "C'e' un malumore e una tensione costante nei corridoi della scuola -riferisce un papa' - e lasciamo i bambini la mattina senza la serenita' di prima. Comprendiamo le rivendicazioni delle maestre e siamo pronti a sostenerle, purche' pero' i nostri bambini non siano strumentalizzati. E le proteste e gli atti dimostrativi, per quanto legittimi, non ricadano su di loro". 

Le maestre, dal canto loro, si sentono "mortificate nel nostro lavoro - spiega una di loro - Ci si impone di stare 8 ore in classe con i bambini, senza alcuna considerazione per l'impegno e la fatica che il nostro lavoro comportano. E poi, dal punto di vista organizzativo, c'e' una grande confusione, con un susseguirsi di circolari che non riescono ancora a dare indicazioni precise". Intanto, in molte scuole, si convocano assemblee straordinarie sul tema: "Martedi' 3 alle 17 interverro' all'incontro promosso da genitori della scuola Toti, che hanno invitato anche rappresentanti del municipio e del Comune - riferisce Daniela Pitti, responsabile Usb delle scuole dell'infanzia - La situazione e' insostenibile, come prevedevamo.

Queste nuove norme stanno creando disagi ovunque: per far fuori le supplenti, lavoratrici precarie, si manda in tilt un servizio. Per questo, il 5 febbraio incontreremo, insieme ad insegnanti e genitori, l'assessore Paolo Masini (Scuola) e il vicesindaco Luigi Nieri, per chiedere con forza la sospensione della delibera". La stessa richiesta e' stata avanzata, sul fronte dei nidi, da Olimpia Tarzia, vice presidente della Commissione cultura, diritto allo studio, istruzione della Regione Lazio, che ha presentato l'interrogazione "Chiarimenti su situazione bambini presso asili nido Roma Capitale" al Consiglio regionale.

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