Benessere di madri e bambini, l'Italia scende al dodicesimo posto

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Redattore Sociale
05 05 2015

ROMA – L’Italia si posiziona al dodicesimo posto nella classifica dei paesi dove madri e bambini vivono meglio, scendendo di un gradino rispetto all’anno precedente, per una lieve flessione nella partecipazione delle donne al governo nazionale (30,1 per cento dei posti in parlamento nel 2015, contro il 30,6 del 2014) e degli anni dedicati allo studio e scolarizzazione (16 anni di formazione scolastica nel 2015 a fronte di 16,3 nel 2014). Lo dice il rapporto di Save the children “Lo Stato delle madri del mondo”, che contiene una classifica del benessere materno infantile in 179 paesi.

Il rapporto sottolinea, inoltre, che nel nostro paese il tasso di mortalità materna è di 1 donna ogni 17.100, mentre il tasso di mortalità infantile è di 3,6 ogni 1000 nati vivi. All’interno dello studio anche un focus sul gap e le disparità che riguardano anche città e paesi sviluppati: come Washington dove un bambino che vive nelle zone più povere corre un rischio 10 volte maggiore di morire entro il primo anno, di un bambino benestante. Save the children sottolinea che sgnificativi “svantaggi nella sopravvivenza” si registrano anche in città insospettabili come Vienna e Berna.

“Anche quest’anno i paesi nord europei guidano la classifica dell’indice delle madri. 8 dei 10 paesi in fondo all’Indice sono quasi tutti minati da crisi umanitarie, instabilità, conflitti e debole capacità di governo e le condizioni di vita per madri e bambini sono difficilissime. Violenze e guerre portano purtroppo sempre con sé carenza di cibo e malnutrizione e possono causare il collasso anche di solidi sistemi sanitari, come drammaticamente stiamo vedendo in Siria. Oppure possono essere gravi emergenze sanitarie e catastrofi a compromettere le condizioni di bambini e madri, come nel caso del virus Ebola o del recente e devastante terremoto in Nepal”, sottolinea Valerio Neri, direttore generale Save the Children Italia.

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