Emirati. Essere una madre single adottiva

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Nena News
11 05 2015

Aysha Albusmait sta oltrepassando i confini dei valori tradizionali nella società degli Emirati Arabi Unit dove l’adozione è ancora un taboo.

Il mese scorso, Aysha Albusmait si è svegliata con una bella torta e un bigliettino fatti per lei da sua figlia di cinque anni, Reem. Come molte donne in occasione della festa della mamma, è stato colpita dal gesto. Ma questo dono era in qualche modo ancora più importante: è stata la loro seconda festa della mamma insieme e la prima mai celebrata.

“Sono abituata a celebrare la festa della mamma con mia madre, ma ora sento la maternità.”

Albusmait non è una persona comune. Nei suoi 49 anni, questa donna emiratina ha realizzato una quantità vertiginosa di cose. Ha conseguito un dottorato di ricerca nel campo delle comunicazioni, sta studiando per un master in gestione dello sport ed è un funzionario pubblico decorato che è stato nominato all’inizio del 2007 al premio del Programma di eccellenza del governo di Dubai.

Prima di allora era diventata la prima donna stilista degli Emirati “quando era ancora un tabù”. Uno dei suoi abiti è stato indossato da superstar indiana Ashwariya Rai, molto prima che il mondo la celebrasse come la donna più bella del pianeta.

Albusmait ha coltivato la reputazione di andare contro il buon senso. “Sono stata nominata il miglior designer di moda in Medio Oriente nel 1996, ma non sono stata incoraggiata a salire sul palco. Mi sono comunque alzata e ho ritirato il mio trofeo di fronte al pubblico e ai media”.

Da studentessa, è stata presentatrice di un programma televisivo e ha firmato una pagina di un quotidiano a diffusione nazionale su temi studenteschi utilizzando il suo nome e la sua foto. Albusmait era visibile nel momento in cui la società musulmana non era ancora sicura di poterlo accettare. Ma tutte queste cose non costituiscono la parte più notevole di questa donna coraggiosa e scintillante. All’età di 47 anni, questa donna in carriera non sposata ha adottato una figlia.

Un atto del genere rimarrebbe sconosciuto nella maggior parte dei luoghi del mondo, ma è particolarmente coraggioso considerati i valori tradizionali della società degli Emirati Arabi Uniti e l’apprensione generale intorno alla pratica all’interno dell’Islam.

ALL’AVANGUARDIA

“Prima – ha detto Aysha – la mia attenzione era concentrata su una carriera di successo: sposarsi non era un obiettivo per cui stavo lottando”. “Facevo molte cose che mi piacevano molto, ma la vera soddisfazione non l’ho avuta fino a quando non ho capito che la mia unica sfida sarebbe stata quella di dare il mio amore ad un’altra persona, a portarla con me dandole felicità”.

Albusmait è all’avanguardia di un numero crescente di donne che rimangono celibi fino ai 40 e che vogliono adottare. La comunità di sviluppo di Dubai (CDA), l’organismo che sovrintende l’unico programma di adozione degli Emirati, Embrace, ha detto che sta registrando un numero significativo di donne come lei. Le donne single emiratine oltre i 40 costituiscono circa un quinto della lista d’attesa.

Ci sono solo una manciata di bambini disponibili per l’adozione ogni anno. Di solito si tratta di bambini abbandonati da madri immigrate che evitano così le conseguenze di un figlio illegittimo, in un paese in cui il sesso extra-coniugale è un crimine.

Huda al-Suwaidi è il direttore del reparto di sviluppo della famiglia del CDA . Dopo aver lanciato il programma “Embrace” due anni fa, si è detta sorpresa dalla domanda da parte delle donne single degli Emirati che definisce “ottimi esempi di quanto buono il programma potrebbe rivelarsi”.

“Siamo orgogliosi di Aysha, lei è l’esempio di come un cuore gentile possa trasformare completamente la vita degli altri con la felicità e la gioia. Ha dimostrato che la maternità è tutta nell’allevamento e nella cura, non necessariamente nelle relazioni biologiche“. Al Suwaidi spiega che il CDA incoraggia le altre donne a seguire le orme di Albusmait e a crescere un bambino che non ha la fortuna di nascere in una famiglia stabile.

Ciò che distingue veramente Albusmait è che lei è disposta a parlare pubblicamente dell’adozione della figlioletta. Dopo aver adottato Reem, due anni fa, ha recentemente aperto agli altri la sua esperienza. “Parlare di questo, per me, sta dando la possibilità a un bambino di essere in una famiglia. Incoraggio ognuno ad adottare, non solo le persone che non hanno figli. Nell’Islam, i vantaggi di avere un bambino orfano in famiglia rende molto vicini a Dio”.

TUTTO IN FAMIGLIA

Forti pioniere che portano avanti la famiglia, a quanto pare. La zia di Albusmait è Hessa Alossaily, che lei chiama Mama Hessa, ed è anche una dei suoi più cari amici. E’ stata la prima donna emiratina ad apparire nei media quando divenne annunciatrice di notizie nel 1965, lo stesso anno della nascita di Albusmait.

“Ci sono due lati di Aysha – racconta Alossaily – che mi colpiscono molto. In primo luogo, porta lo stesso nome di mia madre – è nata la stessa settimana in cui mia madre è morta. Se avessi avuto una figlia, le avrei dato il nome di ‘Aysha'; così Aysha è diventato il preferito. In secondo luogo lei è una persona dei media come me. Abbiamo la stessa passione e questo è molto importante”.

Alossaily, che non ha figli biologici, ha detto che le due donne sono “come due gemelli”, quando si tratta dei loro cuori e delle menti. “Dio mette sempre nella vostra vita qualcosa che avete perso. Aysha è una figlia, un’amica molto vicina. La pensiamo allo stesso modo, abbiamo fiducia nelle cose allo stesso modo e crediamo allo stesso modo: è raro nella vita [trovare] un’altra persona che sta portando avanti i vostri sogni”.

[…] Lei è orgogliosa del coraggio di Albusmait di parlare pubblicamente di adozione, così come dei suoi sforzi per creare un gruppo di Instagram per le famiglie adottive della regione (osar_hadinah). Ma poi di nuovo, questo è del tutto naturale. “Aysha è una persona dei media, ha una responsabilità. Il problema è che se lei non annuncia quello in cui crede, non sta facendo il suo lavoro. Se credi in qualcosa, devi esporti. “

IL CAMBIAMENTO NELLA SOCIETA’

Albusmait spiega che da quando si parla apertamente della sua esperienza le risposte sono state per lo più positive, soprattutto da parte dei giovani e degli studenti universitari che hanno anche scritto su di lei. Ma non è tutto rose e fiori. “Ho ricevuto anche attestati di disprezzo nei miei confronti, ma grazie alla mia convinzione potrò sempre persuadere la società intorno a me”.

Sono molti ancora a condannare l’adozione come “haram” (proibito) nell’Islam: Ayasha sostiene che sarebbe necessaria una maggiore conoscenza sull’argomento. “La gente ha bisogno di conoscere di più prima di giudicare gli altri, non dopo”. Eppure, Albusmait ha detto che non è mai stata particolarmente preoccupata per le opinioni altrui. La scelta di adottare si è basata sulla ricerca della possibilità di adozione all’interno dell’Islam e la forza della propria convinzione avvantaggia la società.

E a sostenerla sono i decenni in cui ha nuotato contro corrente. Nel corso della sua vita ha ricoperto ruoli forti all’interno della comunità, come il volontariato per gruppi svantaggiati come quelli rappresentati dai disabili. “Certo, alcuni non erano a favore delle cose che ho fatto … ma ho iniziato queste attività grazie al sostegno della famiglia. Queste sono state le motivazioni che mi hanno portato dove sono ora: avere coraggio e forza nel processo decisionale”.

GUARDARE AL FUTURO, NON AL PASSATO

Albusmait rispetta il principio islamico di apertura verso l’adozione e a non cambiare il cognome. Lei stessa è stata sempre sincera con la sua giovane figlia sulla sua famiglia e le racconterà altri dettagli nel corso degli anni finché Reem non conoscerà la storia completa. Ma è convinta che il futuro di Reem sia più importante del suo passato.

“Non voglio dire che non mi importa di questo, perché questa è anche mia figlia e sono i suoi sentimenti … ma non mi importano tanto queste cose. Piuttosto mi interessa come farà a cambiare le cose nella sua società. Voglio che sia un modello”.

E se sua figlia vivace, che ha festeggiato di recente il suo compleanno con un esercito di amici e parenti al Cheeky Monkeys, lo farà, seguirà le orme di sua madre.

Albusmait ha detto che, grazie alla leadership progressista degli Emirati Arabi Uniti, le donne sono ormai uguali agli uomini. Il suo desiderio, ha detto, è che anche altre donne non esitino ad assumere ruoli più importanti nella società – sia qui che altrove.

“Le donne di tutto il mondo dovrebbero concentrarsi solo sul fatto che esse sono una parte della società esattamente come gli uomini … uomini e donne sono i creatori di esseri umani, così come di prosperità e di felicità”.

Aysha Albusmait è stata chiamata in molti modi nel corso del tempo: ribelle, donna in carriera, testarda. Ma di tutte le etichette, quella che conta di più è “Umm Reem” – o la mamma di Reem. “Ogni volta che sento queste parole, sono felice”. Nena News

(Traduzione a cura della redazione di Nena News)

 

 

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