Assemblea cittadina delle dipendenti degli asili nido del Comune di Roma

Ge.Ro.Ni.Ma.Sabato 16 maggio, ore 10.00
Città dell'Altra Economia
Largo Dino Frisullo - Roma

L’entrata in vigore del nuovo modello organizzativo e contrattuale per le dipendenti dei nidi comunali, sancito dall’ormai famigerato Atto unilaterale imposto dalla Giunta Capitolina, corona lo smantellamento dei servizi educativi pubblici. Come genitori assistiamo quotidianamente agli sforzi delle educatrici e delle funzionarie che sviluppano il progetto formativo nonostante la continua esplosione dei rapporti frontali, le rigidità delle griglie di turnazione e le pressioni a cui sono soggette dai parametri di efficienza imposti.

I bambini in molti casi vivono con profondo disagio questa situazione a causa dello stress a cui sono costretti dal sovraffollamento e dalla mancanza di punti di riferimento.

Tutto questo, in linea con le politiche che a 360° e a tutti i livelli istituzionali stanno tagliando con l’accetta le risorse per i servizi pubblici: dal trasporto all’educazione, dall’assistenza alle fasce più deboli, fino agli stessi servizi essenziali come l’acqua. Milioni di euro che anche nel settore educativo vengono sottratti alla qualità della vita dei più piccoli fra i cittadini per essere dirottati verso chi dai nidi e dalle materne è più interessato a cavarne denaro che menti pensanti e bambini felici, in direzione di una sempre più marcata presenza di privati, che a fronte di quote di accesso molto superiori a quelle pubbliche, a nostro parere non garantiscono la stessa attenzione e qualità, anche per un settore fondamentale come quello educativo, senza che nulla si faccia per risolvere il cronico problema della mancanza di posti tanto nei nidi, quanto nelle materne.

Da mesi, tuttavia, assistiamo alla mobilitazione delle educatrici e degli altri dipendenti comunali, che con la loro tenacia sono già riusciti a rimettere in discussione un provvedimento che si voleva già formalizzato. Anche noi genitori non siamo stati a guardare: ricorsi, diffide, flashmob, assemblee, monitoraggi dei rapporti frontali hanno scandito la nostra lotta contro l’Atto unilaterale. Siamo probabilmente ad una fase decisiva. Affrontare l’estate senza che si sia messo un punto su questa lotta può voler dire vanificare gli sforzi di tutti e tutte, con l’amministratore pronta a far passare nuovamente questo modello nel silenzio della città distratta, così come con la prima delibera che ha dato il via alla ristrutturazione, la n.236, approvata ad agosto 2014.

Siamo consapevoli che non basta tornare al modello precedente il 2015. C’è da rimettere in discussione la logica con la quale sono state progressivamente sottratte sempre più risorse ai servizi educativi pubblici. Un processo in realtà di lungo periodo, nel quale nessuna delle giunte, di centrosinistra e di centrodestra, è esente da responsabilità di fronte allo svuotamento delle competenze comunali in materia di servizi educativi: percentuali sempre crescenti di posti nei convenzionati, strutture mai aperte, scarsità di personale hanno caratterizzato gli ultimi venti anni di vita dei piccoli romani.

Come genitori vogliamo costruire dunque uno spazio di confronto e dialogo tra quanti vivono la quotidianità dei nidi e delle materne, le difficoltà dei tagli e delle ristrutturazioni. Vogliamo aprirci alla discussione con educatrici, pedagoghi, funzionarie e operatori per dare vita a un processo di miglioramento di questi servizi, invertendo la tendenza alla svalutazione e al disinvestimento nella qualità della vita dei romani, piccoli e adulti.

Per questo, invitiamo ad un’assemblea pubblica, aperta a genitori, educatrici, funzionarie, operatori del mondo della formazione, esperti, sindacati e comitati, sabato 16 maggio alle ore 10 presso la Città dell’Altra economia, per fermare l’Atto unilaterale e immaginare un asilo che sia davvero bene comune.
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