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SBATTI IL FROCIO IN PRIMA PAGINA

da Femminismo a sud
16 settembre 2011

Mi imbatto in questo articolo “Faremo i nomi dei politici gay ma omofobi. L’ora x è il 23 settembre.  Sul web” e già il titolo da scenario apocalittico mi sembra un po' ridicolo.
In pratica c’è una persona che si batte per i diritti dei gay, che annuncia l’armageddon materializzato nella pubblicazione il giorno x su un blog y di una lista di persone omosessuali.

Dice che si è arrabbiato perché non è passata la legge contro l’omofobia, e quindi visto che lui si batte per i diritti dei gay ha deciso di dire pubblicamente quali sono i politici gay non dichiarati ma omofobi, così in una società omofoba, si dovranno sentire umiliati per essere froci e questo è un bene per tutti gli omosessuali. Chiaro no?

Le persone per cosa li disprezzeranno di più? Per essere ipocriti? Secondo me quelli che si vanno a toccare sono i pruriti omofobi e nulla più.

A me questa cosa non piace, sarà anche una azione eclatante ma dov’è il messaggio culturale? Quale beneficio dovrebbe apportare alle persone omosessuali quotidianamente discriminate dall’omofobia? Ci sono politici omofobi migliori e politici omofobi peggiori?

I gay che hanno votato contro la legge sono peggiori degli etero altrettanto omofobi? Io non ci vedo un problema di coerenza o ipocrisia, forse c’è, di questo potremmo disquisirne per ore, ma non mi interessa.

Non spetta agli omosessuali votare una legge per il rispetto dei diritti e della dignità degli esseri umani, perché l’omofobia non è un problema che tocca solo gli omosessuali, affetta tutta la società, distrugge la sessualità di tutt* negando l’esistenza della scelta e della libertà di amare chi si vuole e come si vuole.

Punire pubblicamente queste persone, schedarle e metterle alla gogna è sbattere in pasto a una opinione pubblica omofoba l’idea che rendere pubblica la loro omosessualità sia una colpa aggiunta a una mancanza di civiltà nelle loro scelte politiche.
Complimenti! Bel messaggio per lottare contro la violenza e la brutalità di questa forma di ignoranza.

Riflessione a margine: avete notato come in tutto l’articolo per descrivere i misteriosi informatici giunti in soccorso della schedatura nazista si usano termini assurdi tipo: “internauti anonimi”, che sembra un nuovo gruppo di disintossicazione?
Il termine hacker proprio non gli è venuto in mente… strano. Forse perché secondo il lessico della propaganda gli hackers sono brutti e cattivi, mentre gli internauti sono misteriosi benefattori della Repubblica.
Comunque su una cosa hanno ragione, chi si presta a queste azioni di sicuro non è un hacker, è solo uno stronzo.

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