Lettera aperta della Casetta Rossa

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Casetta Rossa
7 luglio 2015

Come molti di voi sanno la Casetta Rossa da mesi cerca di sopravvivere a continui attacchi da parte dei vigili dell'VIII gruppo e dei Dirigenti del Municipio.
Il nostro luogo, quello dei giochi e dell'impegno, quello delle feste per bambini e della solidarietà ai no (oki) costituenti, Casetta Rossa, il nostro luogo, rischia di chiudere.

Voi direte, 'impossibile!', voi direte dove come chi. Non è una voce incontrollata, né una minaccia della cattiva politica, è quello che sta accadendo ad uno degli spazi politici e culturali tra i più attivi in città. Succede che nonostante l'impegno decennale, nonostante il recupero di un rudere abbandonato, nonostante la messa a disposizione alla città di servizi, cultura, mutualismo, espedienti tecnici, ci dicano di chiudere.

Lo dicono con la lingua delle divise, con la grammatica dei 'comma', degli 'articoli', lo dicono con le carte bollate della verità suprema della burocrazia. Ci abbiamo provato a parlare questa lingua per descrivere il segno lasciato in questa comunità, ci siamo dotati di squadre, compassi e tecnici sapienti, non è bastato. In questi mesi abbiamo cercato il dialogo con tutti, abbiamo chiesto tavoli e incontri, abbiamo presentato carte bollate e fantasmagorici progetti, abbiamo accettato le critiche di tutti quelli che ci dicevano che c'erano dei vincoli da rispettare e delle procedure da seguire.

Ci siamo messi in gioco sempre con il sorriso e con la fiducia che la politica avrebbe vinto, avrebbe svolto il suo ruolo di guida riconoscendo e sostenendo le esperienze di valore. Ci abbiamo creduto davvero. Ma ci hanno notificato l'ennesimo atto che dice di fermarci. Nonostante il sostegno di una parte di buona politica del municipio e della città, sembra esserci un disegno che vuole far vincere la tecnica e la burocrazia.

Così da oggi abbiamo quasi smesso di sorridere! E anche le nostre buone maniere sono finite.

Crediamo che sia necessario ricominciare a parlare il linguaggio che più ci appartiene, quello dell'azione e della partecipazione dal basso che non ha paura né del confronto né del conflitto.

È ora di ribaltare il tavolo! E per questo chiediamo aiuto, a chi ha attraversato con noi questo spazio anche solo per poco e a chi ci è sempre stato vicino. Crediamo che la nostra piccola storia sia una storia degna e come tale vada rispettata. Chiediamo rispetto per i bambini che oggi hanno colorato l’ennesimo muro grigio e lasciato al degrado, chiediamo rispetto per i dodici lavoratori assunti a contratto a tempo indeterminato, chiediamo rispetto per tutti i colori che compongono la comunità della Casetta Rossa.

Lo sapete ci abbiamo provato, con ostinazione e tenacia, a immaginare che la nostra esperienza potesse essere riconosciuta e messa in regola, ci abbiamo provato con tutta l’ingenuità di chi crede che un’istituzione possa e sappia riconoscere le buone prassi da incentivare da quelle infette che tanto male hanno fatto a questa città. Eppure contro di noi si è schierata, con incredibile efficacia e tempismo, tutta l’artiglieria pesante della burocrazia, degli uomini delle carte bollate.

Abbiamo perso l’ingenuità. Per questo vi scriviamo, per comunicarvi che no, non è possibile fare innovazione sociale e culturale ed essere riconosciuti e valorizzati dai governi locali. Non è possibile mettere in regola sperimentazioni di partecipazione e di welfare community.

Con grande tristezza siamo arrivati a questa conclusione. Ecco perché oggi riconsegneremo simbolicamente le chiavi della Casetta Rossa al Municipio VIII. Ecco perché da oggi la Casetta sarà in mobilitazione e presidio permanente. Non lasceremo lo spazio, non ci pensiamo proprio e non sospenderemo le attività. Moltiplicheremo le energie e raddoppieremo le iniziative a partire dalla festa dell’altra estate attualmente in corso. Non chiederemo più incontri né regolarizzazioni. Non chiederemo più niente. Abbiamo la ragione del buon senso dalla nostra parte e la useremo per far vivere il nostro spazio.

Se c’è una buona politica sa dove trovarci. Se c’è una buona politica saprà trovare delle soluzioni da proporci nel rispetto, sia chiaro, della dignità della nostra storia, piccola, forse breve, ma importante per tanti e tante. E allora, solo allora, saremo disponibili a sederci al tavolo e a discutere proposte concrete. Da oggi a mezzogiorno saremo in presidio permanente, vi invitiamo a sostenerci, vi invitiamo a passare. I cancelli sono aperti a tutti tranne a chi vuole chiudere Casetta Rossa a suon di notifiche e procedimenti amministrativi.

Aquí estamos, aquí seguimos, esto somos.
Con un sorriso ostinato
Ultima modifica il Martedì, 07 Luglio 2015 10:47
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