Vezzali ministra dello sport? #Nograzie

Quentin Tarantino, Pulp FictionSamir Hassan, Il Manifesto
26 luglio 2015

Rimpasto. Campagna virale contro l'entrata al governo della campionessa oggi deputata di Scelta civica. Vezzali è l'italiana più medagliata della storia, e la sua nomina sarebbe un viatico per le Olimpiadi 2024.
Le critiche: "Atleta indiscutibile, ma non si è mai spesa per lo sport. Errate le sue parole sulla famiglia naturale".

La noti­zia che avrebbe voluto chia­rita una volta per tutte la nomina del nuovo Mini­stro dello Sport entro que­sta tor­rida set­ti­mana sem­bra sva­nire giorno dopo giorno. L’indiscrezione lan­ciata da Ful­vio Bian­chi su Repub­blica lo scorso 14 luglio («Nel futuro della Vez­zali c’è il mini­stero dello sport») non ha tro­vato ancora con­ferme, nono­stante gli endor­se­ment di gran parte del mondo spor­tivo e della stampa mainstream.

Alle parole del gior­na­li­sta sono seguite nei giorni scorsi quelle di Gio­vanni Malagò, numero uno dello sport ita­liano, che si è detto a dispo­si­zione per «lavo­rare sem­pre al meglio», trat­teg­giando poi il suo pro­filo ideale per la per­sona che dovrà rico­prire que­sta impor­tante carica. «L’importante è che que­sta per­sona abbia un’attenzione e una sen­si­bi­lità par­ti­co­lare al nostro mondo», ha dichia­rato il pre­si­dente del Coni, che sul nome di Valen­tina Vez­zali ha poi aggiunto che «con una così, noi saremmo molto felici».

Tut­ta­via la que­stione della nomina, che ad un primo sguardo sem­bra gio­carsi su un piano di con­vi­via­lità e senza fretta, non è pro­pria­mente un pranzo di gala.

Il recu­pero di un pro­filo isti­tu­zio­nale di livello, capace al tempo stesso d’essere inter­lo­cu­tore e inter­prete del mondo dello sport, sem­bra una con­di­zione di pri­ma­ria impor­tanza per per­met­tere alla poli­tica e allo sport ita­liano di arri­vare con slan­cio alla nomina finale per le Olim­piadi 2024, pre­vi­sta per set­tem­bre 2017, dove la can­di­da­tura di Roma è un’ipotesi tutt’altra che peregrina.

Il tempo stringe, dun­que. Dopo Josefa Idem, cam­pio­nessa mon­diale e olim­pica di kayak e oggi sena­trice Pd che era stata mini­stro dello sport nel breve regno di Enrico Letta, e la delega assunta da Del Rio (ad aprile però pas­sato alle Infra­strut­ture), il capi­tolo mini­ste­riale rela­tivo allo sport naviga a vista senza un timo­niere stabile.

Ed è sull’onda di que­sta lacuna che il nome di Valen­tina Vez­zali si è impo­sto alle cronache.

Patri­zia Panico prima firmataria

«Egre­gio Pre­si­dente del Con­si­glio, sono anni che aspet­tiamo un Mini­stro dello Sport che coniu­ghi la com­pe­tenza di una mate­ria stra­te­gica e com­pli­cata al desi­de­rio di rin­no­vare pro­fon­da­mente lo sport ita­liano, lavo­rando anche, final­mente, sulla valo­riz­za­zione dello sport fem­mi­nile e su un dove­roso “diritto di cit­ta­di­nanza” della pra­tica spor­tiva». Con que­ste parole rivolte diret­ta­mente al pre­mier Mat­teo Renzi la capi­tana della nazio­nale di cal­cio fem­mi­nile Patri­zia Panico ha aperto il testo di una peti­zione che nel giro di una set­ti­mana ha rac­colto 25mila firme e un soste­gno virale dall’intero mondo dello sport fem­mi­nile, non solo le calciatrici.

«Abbiamo appreso da organi di stampa che sia in corsa, per que­sto impor­tante inca­rico, la depu­tata Vez­zali, distin­tasi sicu­ra­mente per meriti spor­tivi, ma anche per discu­ti­bili dichia­ra­zioni (il suo «da lei mi farei ‘toc­care’» detto a Ber­lu­sconi e le sue posi­zioni retrive sulla fami­glia natu­rale). Non mi sem­bra nem­meno di ricor­dare mai un suo inter­vento a soste­gno delle nostre bat­ta­glie con­tro le discri­mi­na­zioni nello Sport fem­mi­nile», si legge nel testo.

Una bomba a oro­lo­ge­ria, scop­piata non appena il nome di Vez­zali è arri­vato alle orec­chie di quella che è stata, nei mesi pas­sati, una delle prin­ci­pali arte­fici della lotta per il rico­no­sci­mento dei diritti delle donne nello sport.

«Sia chiaro che non si discute l’atleta, per­ché sap­piamo benis­simo ciò che ha fatto per lo sport ita­liano. Ma non c’è auto­ma­ti­smo per cui un’ottima atleta possa essere la per­sona giu­sta per dare una svolta alla que­stione dello sport, e di quello fem­mi­nile in par­ti­co­lare, in que­sto paese», spiega Panico al mani­fe­sto. «Non posso aspet­tarmi molto da una per­sona che è stata pro­ta­go­ni­sta e com­plice di quel tri­ste sipa­rietto con Ber­lu­sconi: un esem­pio di subal­ter­nità a una logica in cui le donne pos­sono ambire al mas­simo a essere l’oggetto del desi­de­rio degli uomini. Non posso sen­tirmi rap­pre­sen­tata da que­sto, come donna prima che come atleta», ha concluso.
Cam­pio­nessa in pedana, neo­fita in politica

E Valen­tina Vez­zali cosa dice? Al momento, a parte un’intervista uscita sul Cor­riere dello Sport ma su temi estra­nei alla sua even­tuale nomina, c’è silen­zio. Nes­suna rispo­sta alla peti­zione, e dal suo entou­rage fanno tra­pe­lare una certa indif­fe­renza a temi e affer­ma­zioni che — dicono — non hanno nes­suna atti­nenza con la realtà.

Una realtà che per la cam­pio­nessa di scherma è dal 19 marzo 2013 inscritta nello scranno 329 di Mon­te­ci­to­rio, eletta nella cir­co­scri­zione delle Mar­che tra le fila di Scelta Civica per l’Italia, la for­ma­zione pro­mossa dall’ex pre­mier Mario Monti. E così, men­tre qual­cuno voci­fera che la nomina della Vez­zali sarebbe la con­tro­par­tita poli­tica che Renzi darebbe alla neo vice-presidente di Scelta Civica, sono in molti a ipo­tiz­zare una linea di con­ti­nuità tra l’ex mini­stro Josefa Idem e Valen­tina Vezzali.

Certo è che al di là delle glo­rie regi­strate nello sport, le due cam­pio­nesse olim­pi­che e mon­diali hanno un per­corso poli­tico dia­me­tral­mente oppo­sto. Nono­stante una fre­ne­tica atti­vità par­la­men­tare che l’ha por­tata a pre­sen­tare, come prima fir­ma­ta­ria, 4 pro­po­ste di legge su temi spor­tivi nei primi 4 mesi da depu­tata, Valen­tina Vez­zali è sicu­ra­mente una neo­fita della poli­tica: il suo impe­gno in que­sto campo, infatti, è ini­ziato diret­ta­mente con l’attività alla Camera. Diverso il ruo­lino di mar­cia della sena­trice Pd, che prima della nomina mini­ste­riale era stata per 5 anni asses­sore allo sport nel comune di Ravenna (dal 2001 al 2007, per L’Ulivo), oltre ad essere dal 2012 respon­sa­bile sport del Pd dell’Emilia-Romagna.

Una bat­ta­glia oltre lo sport
«Non si tratta di par­teg­giare per una o l’altra fazione poli­tica, ma Josefa Idem è stata una pre­senza costante nelle bat­ta­glie che in que­sti anni le atlete hanno por­tato avanti per i pro­pri diritti», dichiara Luisa Riz­zi­telli di Assist (Asso­cia­zione Nazio­nale Atlete). «Insieme a lei ricordo anche Anto­nella Bel­lutti, Caro­lina Morace, Gio­vanna Tril­lini, Patri­zia Panico e tante altre. Ma non Valen­tina Vez­zali. Anzi, il suo nome lo ricordo pur­troppo legato ad alcune ester­na­zioni non pro­prio all’altezza dei tempi che viviamo…».

Il rife­ri­mento è ovvia­mente alle parole rila­sciate in un’intervista su Vanity Fair lo scorso 10 gen­naio 2013, quando la depu­tata di Scelta Civica (che allora non sedeva ancora alla Camera) dichiarò: «Penso che la natura dell’uomo sia di stare con una donna. Credo nell’unione tra uomo e donna come Dio ci ha inse­gnato. Credo molto in Dio. I nostri figli hanno biso­gno di un punto di rife­ri­mento sano sotto il pro­filo etico e morale e que­sto è la fami­glia com­po­sta da uomo e donna».

Ultima modifica il Domenica, 26 Luglio 2015 17:58
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