Assemblea degli spazi sociali di Roma. Noi siamo a credito!

Assemblea degli spazi sociali di RomaVenerdì 22 gennaio, ore 18.00
Roma - Viale della Primavera 319/b
Ex Casale Falchetti

Tante e diverse le esperienze di questa città minacciate, in questi mesi, da comunicazioni e procedure amministrative, sgomberi, mancati rinnovi di concessioni a canone sociale, sigilli, lettere di sfratto a procedura immediata e così via:
spazi autogestiti, realtà sociali, educative, sportive, culturali, palestre popolari, scuole di italiano e scuole popolari di musica, centri culturali e di aggregazione giovanile, educazione ambientale;  molte altre lo saranno nei mesi a venire.

Tante esperienze nate dall’iniziativa autonoma dei cittadini, che si sono autorganizzati,  restituendo alla città e ad un uso pubblico e sociale decine di spazi abbandonati e fatiscenti, trasformati in luoghi accoglienti, diffusi esperimenti comunitari e sociali, educativi, artistici, culturali, punti di riferimento per gli abitanti e le comunità locali. Anni di impegno e di lavoro volontario, con una azione di autorecupero del patrimonio pubblico, senza alcun finanziamento, alcun aiuto dello Stato o del Comune, se non in alcuni casi, un affitto a canone sociale, come stabilito dalla Delibere comunale 26, spazzata via dalla nuove Delibere 219 /2014 e 140/2015.      
                     
L’obiettivo   di Roma Capitale è “attraverso valorizzazioni e dismissioni di immobili non utili ai fini istituzionali incrementare le entrate tramite alienazioni del patrimonio immobiliare comunale, al fine di sostenere le politiche d'investimento dell'ente, nel contesto dei crescenti vincoli alla spesa pubblica imposti dal Patto di Stabilità”. L’operazione di cassa e di “velata trasparenza”, imposta dall’indagine di Mafia Capitale e sventolata con il Titolo accattivante di“ Patrimonio pubblico Bene Comune” prevede dopo un censimento degli immobili, in primis la riacquisizione del patrimonio pubblico e l’eventuale assegnazione attraverso  Bandi Pubblici, su specifici progetti e a specifiche condizioni e tipologia di organismi.

Un’operazione che avrebbe dovuto portare a termine la Giunta Marino e di cui oggi si fa carico in modo arrogante il Commissario Tronca, affiancando alla via repressiva la via burocratica - amministrativa, di cui si fanno esecutori i preoccupati Dirigenti Comunali, del dopo Mafia Capitale.  Sotto l’occhio delle indagini della Procura della Repubblica e dalla Corte dei Conti ancora in corso, si affannano, per non  incorrere in responsabilità amministrative e contabili, inviando lettere di sgombero bonario e forzoso o avanzando richieste spropositate di denaro a realtà sociali che non lucrano sulle loro attività e che non saranno mai in grado di soddisfare.

 E parlano di Bene Comune….
Su queste due parole, che sintetizzano una parte importante dell’esperienza umana, frutto di centinaia di anni, di gestione collettiva non competitiva, autonoma di spazi e terre, per rispondere ai bisogni della comunità, si sta operando una nuova operazione ideologica sia di parte neoliberista, che riformista.

La nuova triade è  Stato/Mercato/Beni comuni. Una dimostrazione ne è l’uso disinvolto dei termine che ne fa la Banca Mondiale per legittimare  la privatizzazione dei Beni naturali e/o di altra provenienza ideologica, solo apparente,  per restare in casa nostra,  i vari regolamenti sul Bene Comune fatti propri da tanti Comuni del paese, per far gestire, in  mancanza di welfare pubblico,  i servizi al Terzo settore o ai “cittadini stessi”, che si autorappresentano comunità locale.

E’ chiaro a tutti noi che ”le esperienze di società basata sulla proprietà o gestione collettiva sono sotto costante attacco, poiché lo sviluppo capitalista necessita la decostruzione delle relazioni e delle esperienze collettive solidali e il recupero di quel pezzo di “economia altra” che sfugge alle logiche del mercato ufficiale”.

Gli attestati di solidarietà che arrivano da tanti abitanti dai nostri quartieri, dimostrano  che oggi le nostre esperienze, che rappresentano nuove forme di socialità organizzate secondo il principio della cooperazione sociale e della difesa delle forme comunitarie  sono riconosciute dai cittadini come luoghi di apprendimento sociale, di cura delle relazioni al di fuori del consumismo, del mercato e dell’egoismo dell’ideologia neoliberista e in tanti  sono pronti a difenderli.

Dobbiamo e possiamo fermare  l’operazione avviata da Roma Capitale e dalla gestione commissariale di Tronca che in nome dei Beni Comuni impone i principi guida della “sana  competizione neoliberista” e lo smantellamento graduale  di anni di esperienze comunitarie e sociali in nome delle leggi di mercato e della loro crisi.

Dobbiamo e possiamo connettere le diverse realtà, superando le differenze, per  sostenere l’insieme delle esperienze di  produzione sociale comunitaria, di gestione di Beni, di  esperienze collettive nate dagli abitanti o di cittadinanza attiva, che rappresentano forme embrionali e piccoli semi di un altro modo di vivere, di un altro modello sociale, oltre il Mercato,  lo Stato della crisi, del debito fatto pagare ai cittadini e dei dettami dell’Europa.

Parliamone insieme per individuare le comuni strategie e preparare una risposta  cittadina che sia ampia e partecipata.

CI VEDIAMO VENERDì 22 GENNAIO ALLE 18.00

presso l’ex Casale Falchetti  in Viale della Primavera 319/b.
Laboratorio Sociale Autogestito 100celle
www.lsa100celle.it   -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   -  cell. 3202392663
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