In Italia quasi un minore su tre a rischio povertà

Etichettato sotto
Bambini PovertàIl Sole 24 Ore
16 novembre 2016

Povertà ed esclusione sociale, case fredde e poco luminose, nessun gioco, niente sport, abbandono precoce della scuola. Questa è la condizione di migliaia e migliaia di bambini e ragazzi, non in un Paese in via di sviluppo ma in Italia. È il risultato della fotografia scattata dal settimo "Atlante dell'Infanzia (a rischio). Bambini, Supereroi" di Save the Children, un viaggio nell'Italia dei bambini in 48 mappe, per la prima volta pubblicato da Treccani.

Sempre meno bambini
'infanzia in Italia, dice Save the Children, è un tesoro che va protetto, soprattutto se si considera che i bambini nel nostro Paese sono sempre meno. Il 2015 ha fatto registrare il record negativo di nati: 485.780 bambini, un livello di guardia mai oltrepassato dall'Unità d'Italia. Il tasso di natalità, pari 8 nati ogni 1.000 residenti, si sta abbassando di anno in anno dal 2008, quando era pari a 9,8 su 1.000. Anche i minorenni sono sempre meno: il loro peso specifico sul totale della popolazione è sceso dal 17% del 2009 al 16,5% attuale.

I bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo
Il nostro Paese presenta livelli di povertà minorili superiori alla media europea: quasi 1 minore di 17 anni su tre (32,1%) è a rischio di povertà ed esclusione sociale in Italia contro una media Ue del 27,7%. I bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo d'inverno perché i loro genitori non possono permettersi di riscaldare adeguatamente la casa, il 39% contro una media Ue del 24,7%. Più di un minore su 4 abita in appartamenti umidi, con tracce di muffa alle pareti e soffitti che gocciolano, un dato nettamente più elevato della media europea (25,4% contro il 17,6%), mentre l'abitazione di oltre 1 bambino su 10 in famiglie a basso reddito non è sufficientemente luminosa.

Un bambino su 20 non riceve un pasto proteico al giorno e non ha giochi
In Italia più di 1 bambino su 20 (1-15 anni) non riceve un pasto proteico al giorno e non possiede giochi; più del 13% non ha uno spazio adeguato a casa dove fare i compiti e non può permettersi di praticare sport o frequentare corsi extrascolastici; quasi uno su 10 non può indossare abiti nuovi o partecipare alle gite scolastiche e quasi uno su 3 non sa cosa voglia dire trascorrere una settimana di vacanza lontano da casa.

Pochi investimenti in favore della povertà
Per affrontare la questione della povertà, l'Italia, secondo gli ultimi dati Eurostat (2013) destina una quota di spesa sociale destinata a infanzia e famiglie pari alla metà della media europea (4,1% contro 8,5%), mentre i fondi destinati a superare l'esclusione sociale sono pari appena allo 0,7% contro una media europea dell'1,9%. Gli interventi di welfare messi in campo dal nostro Paese per il 2014 sono riusciti a ridurre il rischio di povertà per i minori del 10%, un risultato che ci pone tra gli ultimi nel Vecchio Continente, considerando che mediamente in Ue gli interventi sociali riescono a ridurre il rischio di povertà del 15,7%.

Troppi abbandonano presto la scuola
Nel nostro Paese, la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che abbandonano precocemente gli studi, fermandosi alla licenza media, supera la media europea (14,7% contro 11%), nonostante negli ultimi 10 anni il tasso di dispersione scolastica si sia ridotto del 7,4%. In Italia, poi, 5,5 milioni di bambini e ragazzi
sotto i 15 anni vivono in aree ad alta e medio-alta pericolosità sismica. Si tratta di un territorio che copre circa il 70% delle province italiane che comprende 45 città sopra i 50.000 abitanti che ospitano 900mila minorenni sotto i 15 anni.

Ultima modifica il Venerdì, 18 Novembre 2016 07:33
Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook