La Sentenza sugli orrori di Genova (Diaz e Bolzaneto)

di Davide Steccanella
6 luglio 2012

La Corte di Cassazione, respingendo i ricorsi degli imputati avverso la Sentenza di condanna della Corte di Appello di Genova, ha definitivamente stabilito la penale responsabilità di alcuni dirigenti ed agenti della Polizia di Stato in occasione del funesto G8 del 2001.
I fatti sono quelli anche recentemente ricostruiti dal film “Diaz” e che hanno indignato l’opinione pubblica internazionale.

Si è trattato senza mezzi termini di una vera e propria mattanza da regime “argentino” da parte delle nostre forze dell’ordine nei confronti di un numero indiscriminato di persone inermi che provenivano da tutto il mondo, prima nella scuola Diaz e quindi nella caserma di Bolzaneto.

Le pene detentive comminate ai vari imputati non potranno in realtà avere concreta esecuzione sia perchè il tempo trascorso ha determinato la prescrizione di molti dei reati contestati, sia perchè l’indulto del 2006 ha “cancellato” 3 anni di condanna e sia perchè a quelle inferiori ai 2 anni è stata applicata dal Giudice di merito la sospensione condizionale.
L’unico effetto giuridico reale di tale Sentenza è invece la intervenuta esecutività della pena accessoria comminata unitamente alla pena principale nei confronti di tutti coloro che hanno riportato una pena non condizionalmente sospesa, e si tratta della interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni 5.

I poliziotti interdetti per 5 anni dovranno pertanto essere prontamente rimossi dal corpo di appartenenza e per il quale fino ad oggi hanno continuato a prestare il loro pubblico servizio e questo fatto rappresenta forse l’unica nota positiva di questa triste vicenda, perchè la sola idea che a vigilare sul rispetto della legge del nostro paese vi siano funzionari pubblici che si sono resi responsabili di tali e gravi violazioni di quella medesima legge risultava francamente alquanto avvilente.

Certo alcuni paradossi rimangono e sono stati puntualmente segnalati dai vari commentatori, tra cui il fatto che siano stati condannati coloro che hanno “coperto” con dei falsi le azioni violente di alcuni colleghi per le quali azioni violente invece è stata dichiarata la prescrizione ed il fatto che una simile e vasta operazione illegale in divisa risulti alla fine il frutto di una iniziativa estemporanea dei soli presenti alla totale insaputa dei vertici delle nostrane forze dell’ordine che sembrano uscire totalmente indenni da questo incredibile scempio.

Tra qualche giorno sempre la Cassazione metterà la parola fine anche all’altro processo, quello celebrato nei confronti dei manifestanti di quei due giorni di battaglia, e che hanno riportato nei due giudizi di merito condanne molto pesanti.
Ci rendiamo conto che il compito della Corte di Cassazione è assai circoscritto e limitato alle sole violazioni di legge e non certo a ricelebrare un processo di merito, ma sarebbe assai poco lusinghiero per la nostra legge dovere prendere atto che applicandola correttamente per avere spaccato una vetrina si finisce in galera per anni mentre per avere spaccato delle teste, e perdipiù abusando di una divisa, si continuano ad occupare posizioni di comando…

La autorevolezza di una legge presso i cittadini la si conquista solo mostrando loro quali sono gli effetti concreti della sua applicazione ecco perchè, facendo una considerazione meta-giuridica, certi esiti processuali contano alla fine più di altri.
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