×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

Pensionato suicida dopo crac di una banca

  • Giovedì, 10 Dicembre 2015 13:02 ,
  • Pubblicato in Flash news
Ansa
10 12 2015

Ue attacca: "Istituti vendevano prodotti inadatti". Renzi: "Favorevoli a commissione inchiesta"
Le sue ultime parole le ha lasciate scritte su un bigliettino. Consumatori: "La Procura indaghi sul salvabanche"

La Ue attacca le banche italiane dopo la vicenda del suicidio di un pensionato che aveva perso tutti i risparmi nel crac di una delle 4 banche salvate a novembre (CariChieti, CariFerrara, Cassa Marche e Banca Etruria).  "Vendevano alla gente prodotti inadatti" e questo ha avuto "conseguenze personali per alcune persone in Italia". Così il commissario Ue ai servizi finanziari Jonathan Hill. "E' il governo italiano a essere alla guida" del processo di salvataggio "ed ha la responsabilità per questo", ha aggiunto Hill, sottolineando che il governo "ha discusso a lungo con la Commissione, in particolare con la Direzione generale concorrenza" che ha "ritenuto che le misure prese erano compatibili con la legislazione Ue" sui salvataggi bancari.

Sulla vicenda è intervenuto anche il premier Matteo Renzi: "Non sono abituato a strumentalizzare la vita e la morte di alcune persone. Il governo esprime il proprio dolore e fa le condoglianze alla famiglia" ma è "al lavoro per trovare soluzioni". Renzi auspica una commissione di inchiesta sulla tragica vicenda: "C'è pieno interesse del governo a che tutte le autorità preposte facciano tutti gli sforzi per chiarire le responsabilità del passato. Vediamo di buon occhio che il Parlamento apra commissioni di indagine su ciò che è avvenuto nel sistema bancario italiano ed europeo negli ultimi anni", ha detto il presidente del Consiglio.

Il Codacons ha deciso di presentare oggi stesso un esposto in Procura per il grave reato di istigazione al suicidio. "Chiediamo alla Procura di Civitavecchia di aprire un'indagine sulla base dell'art. 580 del Codice Penale, volta ad accertare eventuali responsabilità di terzi nel suicidio del pensionato - afferma il Presidente Carlo Rienzi - In particolare vogliamo sapere se eventuali comportamenti di organi pubblici o soggetti privati abbiano potuto in quale modo contribuire al tragico gesto, spingendo l'uomo alla disperazione e quindi al suicidio". "Si tratta di un episodio gravissimo, e il rischio maggiore è quello dell'emulazione - prosegue Rienzi - Per tale motivo è importante ricordare a chi in questi giorni ha perso tutti i risparmi a causa del salvataggio delle 4 banche, che non tutto è perduto, e che esistono azioni legali come quella avviata dal Codacons che mirano al recupero integrale degli investimenti".

Sulla tragica vicenda è intervenuta anche la Cei: "Speriamo che questo faccia riflettere un po' tutti quanti noi a non misurare la vita e il progresso della civiltà soltanto col Pil o le percentuali dei soldi. Speriamo di no", commenta il segretario generale della conferenza episcopale italiana Nunzio Galantino.

Le ultime parole del pensionato prima di togliersi la vita le ha lasciate scritte su un bigliettino, in cui chiamerebbe in causa il crac del proprio istituto di credito, ritrovato dalla moglie accanto al corpo senza vita del marito. Lui, Luigino D'Angelo, un 68enne di Civitavecchia che ha visto andare in fumo i risparmi di una vita, non ha retto ed ha deciso di farla finita impiccandosi alla scala della sua villetta dopo aver scoperto di aver perso tutti i suoi risparmi nel fallimento della banca.

A dare l'allarme è stata la moglie che ha avvertito la polizia intervenuta sul posto. Della tragedia, avvenuta il 28 novembre ma di cui solo ieri si è avuta notizia, si sono interessate anche le associazioni di consumatori Adusbef e Federconsumatori che hanno espresso le condoglianze per la tragedia che ha colpito "un risparmiatore di Civitavecchia che si è suicidato dopo aver appreso di aver perso i risparmi di una vita investiti nella Banca Popolare dell'Etruria e Lazio, oggetto dell'esproprio criminale del risparmio anticipato del bail-in". Le associazioni hanno chiesto al procuratore capo di Civitavecchia di aprire un'indagine per verificare se il decreto sulla risoluzione delle 4 banche sia "compatibile con le norme penali e con la Costituzione". E, secondo quanto si apprende, la vicenda sarebbe ora passata proprio all'attenzione della Procura di Civitavecchia.

Nella serata si sono susseguite diverse ricostruzioni di media online locali, secondo le quali il pensionato avrebbe perso oltre 100.000 euro investiti in obbligazioni subordinate della banca con sede ad Arezzo. Secondo alcune ricostruzioni, il biglietto d'addio non sarebbe stato trovato di fianco al corpo, ma sarebbe una lettera scritta sul proprio computer per spiegare le ragioni del proprio gesto: ragione alla base del ritardo con cui è stata collegata la notizia del suicidio al dissesto delle quattro banche commissariate, attualmente in risoluzione. E proprio i titolari di obbligazioni subordinate di Banca Etruria si sono riuniti oggi presso la Borsa merci di Arezzo: "Avete salvato le banche, avete inguaiato noi", lo sconsolato ritornello ripetuto da diverse persone, con un pensionato che ha sottolineato di aver perso i 20.000 euro che aveva messo da parte nella vita lavorativa.

"Vieni nonno, ti spiego il tablet"

  • Domenica, 20 Settembre 2015 08:17 ,
  • Pubblicato in L'Intervista
Nonni e nipotiStefano Marchetti, Il Giorno
19 settembre 2015

"I nonni di oggi spesso sono stati padri un po' distratti. Quando sono diventati genitori, c'era molta vita e passione politica e sociale, magari la fretta di fare carriera. Sono stati padri a volte assenti, e invece oggi si scoprono nonni con gioia speciale." ...

Il gentiluomo novantenne luce sul bus

  • Venerdì, 17 Luglio 2015 08:40 ,
  • Pubblicato in Flash news

la Repubblica
17 07 2015

A volte un piccolo episodio della vita quotidiana acquista una forza emblematica, come se lo spirito del tempo trovasse finalmente l'apologo che in un attimo lo rende evidente: siamo a Roma e una signora di ottant'anni, stanca e malconcia, in autobus affollato cerca un posto a sedere, ma i posti sono tutti occupati e nessuno si alza.

L'unico che sente il dovere di cedere il suo sedile all'anziana è un uomo ancora più anziano di lei, un gentiluomo che ha superato da un pezzo i novant'anni.

Sembra quasi una di quelle storielle da cabaret, inventate da un comico brillante per far ridere la platea, e invece è tristemente vera. ...

I Naufraghi della Ricchezza

Huffington Post
16 07 2015

Le mani della miseria sono callose, spellate, gonfie, sottili, macchiate. Stringono lavori a chiamata: in estate una vanga, afferrano la terra, in inverno si scaldano come possono, nella sala d'aspetto di una stazione, dentro un bar mal frequentato dove nessuno fa caso a quanto sono ruvide e polverose. Le incontro spesso, le mani della miseria.

Le ultime che ho stretto sono state quelle di una vecchina di un'età che non so definire, con un'aureola di capelli azzurri a circondarle una faccia magra e attraversata da un delta di rughe, vestita di abiti consumati e puliti e con gli occhi nascosti da un paio di occhiali da vista tenuti insieme con del nastro da pacchi. Non chiedeva l'elemosina, non aveva un piattino e un cartello buono a muovere pietà strapazzando la fretta e la coscienza di chi nella vita ha qualcosa da fare e un posto dove andare.

Ciondolava un po' smarrita davanti a un supermercato affollato di braccia cariche di sacchetti. Se ne stava lì, con niente da fare e un piccolo paziente sorriso immobile che cercava di incrociarne altri. Ha incrociato il mio. Io sono una cacciatrice di sorrisi, li scovo, democraticamente, ovunque vada e non mi importa mai se accompagnano una faccia pulita o una sporca del peggio della vita.

Le ho risposto con l'allegria negli occhi, ai sorrisi si risponde così, e lei mi si è avvicinata piano piano, senza fretta, senza ansia. Mi voleva chiedere un soldino. Proprio così: un soldino. Ho armeggiato con i miei sacchetti e scandagliato nelle oscure profondità della mia borsa e ne ho tirato fuori una banconota. Un pezzetto di carta sgualcito quanto lei e che per me significava un pacchetto di sigarette, per lei un paio di pasti a basso costo. Non le ho detto niente, le ho solo appoggiato in mano quei pochi euro mantenendomi salda nel mio sorriso, decisamente più imbarazzato. Perché quelle mani in cui erano finiti i miei soldi erano sottili e macchiate e tremavano un po' stringendo quella povera banconota stropicciata.

Erano le mani di 4milioni di persone che vivono in Italia e non hanno i soldi per mangiare. Erano le mani di persone che provano a restare a galla in quell'Oceano di benessere di Suv e brillanti, di boutique senza saldi e mozzarelle scadute da un giorno gettate nel sacchetto dell'immondizia. Erano mani che schiaffeggiavano l'acqua di un Oceano che le inghiottiva ogni giorno un po' di più. Perché devi saper nuotare, oggi, devi avere buone braccia e ottime gambe. Se hai le pinne e la maschera è anche meglio.

Non ci sono scialuppe per i naufraghi del benessere. Devono improvvisarsi carpentieri e falegnami e costruirsi una zattera pregando che resista alle onde anomale sollevate dagli yacht. Non importa quanto abbiano saputo nuotare bene in passato, quando il mondo era un posto in cui sembrava ci fosse un salvagente per tutti. Non importa quanto abbiano lavorato quelle mani: quante frese abbiano avviato, quante camicie abbiano stirato, quante facce abbiano accarezzato. La vita è una roba di adesso. Il passato non conta.

La vita non si cura di quando quella vecchina coi capelli azzurri era una ragazza col caschetto scuro e le mani ferme di gioventù, una segretaria stacchettante nella cui camminata frettolosa si incantava Luciano Bianciardi. Non si cura di quando si era innamorata di un bel ragazzo che la portava a ballare e lei si sentiva la più fortunata tra le donne. Non si cura di quando ha messo al mondo i figli, li ha cresciuti e curati e lasciati andare per la loro strada.

La vita si cura appena della solitudine che costringe quella vecchia ragazza a sorridere in cerca di altri sorrisi disposti a mettere tra le sue mani rattrappite una moneta di ricchezza. La vita di una vecchia ragazza di oggi non vale che una pensione minima, rosicchiata a delle pensioni preziose toccate in sorte ad ex ragazzi ed ex ragazze che hanno conosciuto la fortuna da vicino. Sono tanti 4 milioni di persone che hanno le mani tese a chiedere aiuto: mani buone a lavorare, mani buone a stare appoggiate sui braccioli di una poltrona perché tanto hanno lavorato, mani secche e callose e sudicie e macchiate. Mani sono anche le mie e, mentre scrivo, osservo un unghia sbrecciata e non posso fare a meno di pensare che la fortuna della vita si vede dallo smalto.

Deborah Dirani

Globalist
10 07 2015

Orrore in una casa di riposo a Prato: nove tra infermieri e operatori socio sanitari della struttura sono stati sospesi dal servizio con l'accusa di maltrattamenti fisici e morali e lesioni nei confronti di anziani degenti, anche affetti da gravi patologie e non autosufficienti.

Altri quattro dipendenti sono indagati. In molti casi, si spiega dalla polizia, i ricoverati avrebbero subito anche furti di denaro. L'attività investigativa, svolta anche con l'ausilio della direzione Sanitaria della Asl 4 di Prato, ha messo in luce, si spiega in una nota, "una situazione grave, di umiliazione continua degli anziani, anche in momenti delicati della loro vita, e un contesto generalizzato di tali condotte. Quotidiani erano i maltrattamenti fisici e morali nei confronti dei degenti, sottoposti, senza alcun motivo, a strattonamenti e a condotte lesive della loro integrità fisica.

Altrettanto quotidiani erano le condotte di dileggio e ingiuria verso gli ospiti della residenza, che denotano una costante volontà vessatoria nei confronti dei malati". Le misure cautelari riguardano la sospensione dall'esercizio di pubblico servizio per periodi da sei mesi a un anno: i destinatari dei provvedimenti sono residenti tra le province di Prato e Pistoia. Maggiori dettagli sull'operazione saranno diffusi in occasione di una conferenza stampa alle 11 in procura a Prato.

facebook