Obiettivo: dire all'Europa - come recita lo striscione teso nel mezzo di Syntagma che "la democrazia non si ricatta". E ricordare al governo che "l'ora delle concessioni è finita e che non si può più fare passi indietro rispetto alle promesse elettorali". [...] Le ferite di cinque anni d'austerity hanno lasciato segni profondi.
Ettore Livini, La Repubblica ...

Tra chi ha perso tutto e non sogna più niente

Grecia-Crisi
Anche in Grecia Lambros ha perso tutto, il lavoro in un albergo (fallito) e la casa. E non é il solo in un Paese con 2 milioni e mezzo di disoccupati, il 27 per cento. Molti hanno perso il lavoro e sanno che non lo ritroveranno piú. Il 50 per cento dei giovani vive sulle spalle di famiglie dai bilanci disastrati, il 33,7 di loro non lavorano e non studiano. Chi può si arrangia lavorando in nero, il 30 per cento. Chi non ha neppure quello ingrossa le fila di quel 44 per cento di greci a rischio povertà totale.
Enrico Fierro, Il Fatto Quotidiano ...

L'esperimento su Atene: svuotare la democrazia

  • Martedì, 09 Giugno 2015 09:08 ,
  • Pubblicato in L'Analisi

Grecia-AusterityBarbara Spinelli, Il Fatto Quotidiano
9 giugno 2015

Da quando la crisi ha colpito l'Europa, siamo abituati a dire che l'Unione ha usato la Grecia come cavia. L'animale da esperimento andava sottoposto a una terapia intensiva di austerità, e la cura doveva essere somministrata da un potere oligarchico - la troika - che in parte si spacciava per europeo e addirittura federale, in parte includeva il Fondo monetario ed era quindi inter-nazionale. ...

"Una Syriza europea per fermare l'austerity"

È grazie al fatto che abbiamo deciso che la sinistra dovesse assumersi la responsabilità di governare anche nella crisi che abbiamo potuto costruire un progetto antagonista. [...] Ma in ogni paese le condizioni sono diverse e spetta alle forze che ci sono decidere come muoversi. [...] La miglior solidarietà che possiamo ricevere in Grecia è che in ogni Paese cambino gli equilibri, e su questo siamo disponibili a fornire il nostro aiuto. Sappiamo molto bene che i poteri forti ci attaccano per distruggere la possibilità di un cambiamento in Europa.
Angelo Mastrandrea, Il Manifesto ...

Postdemocrazia vittima dell'austerità


"Lo Stato dovrebbe sostenere welfare e formazione professionale". [...] Per quanto riguarda diritti e tutele dei lavoratori, sembra di tornare indietro nel tempo, di decenni: "C'è come un movimento a ritroso e questo è indubbio. Le cause principali sono il declino della società industriale, particolarmente della classe operaia, e l'affermarsi della globalizzazione, che aumenta il potere del capitale su governi e ceti popolari. Altre direzioni sarebbero possibili - con diritti dei lavoratori più adeguati a un'economia postindustriale - ma per questo serve un assetto di potere meno sbilanciato di quello attuale". La precarietà non rende facile una tale organizzazione. Non solo: la classe operaia industriale si è battuta spesso allo stesso tempo per la cittadinanza politica e per i diritti del lavoro.
Andrea Galli, Avvenire ...

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