×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

Roma, città eternamente senza nessun decoro

Davvero le foto che mostrano montagne di monnezza, le coppie copulanti in pubblico e altri energumeni che defecano alla stazione Termini sono solo "l'ultimo livello del cronico degrado" di Roma e non le sue cause?
Caterina Soffici, Il Fatto Quotidiano ...

Il Fatto Quotidiano
28 05 2015

“Ora vi è un bosco, dove una volta vi erano i templi, i teatri, il foro”, scriveva nel XVI secolo Berardino Rota, feudatario di Frignano. Da allora l’area archeologica di Paestum è stata indagata, musealizzata, seppure escludendone delle parti.

Proprio come accaduto per il santuario extra urbano di Afrodite, su un lato della Sp. 276, poco aldilà del parco archeologico.
Si vede poco delle strutture antiche sulle quali nel 1908 la Cirio ha costruito uno stabilimento. A quell’irragionevole obliterazione nel 2005 la Soprintendenza archeologica ha posto rimedio. Rientrando in possesso dell’immobile. L’idea di procedere ad indagini archeologiche che permettessero di riscoprire il settore ancora ignoto del santuario, il primo step di un articolato progetto che prevedeva il riutilizzo degli spazi dell’ex stabilimento per un Museo. Sembrava un nuovo inizio. Così non è stato.

I fabbricati industriali in condizioni sempre più precarie, con la vegetazione che ha ricoperto gli spazi circostanti, utilizzati come discarica. Lo racconta in ‘La Città di Salerno’, Angela Sabetta che si era occupata della questione già nel giugno 2012. “Procederò con una denuncia, chiederò al sindaco Voza di avviare gli accertamenti per risalire ai responsabili dell’abbandono dei rifiuti”, sostiene Marina Cipriani, direttrice del Museo Nazionale e del Parco Archeologico. Insomma degrado e abbandono non sono un problema recente.

I più di 3 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Campania nell’ambito del POR-Progetti Integrati “Grande attrattore Paestum-Velia” per “Acquisizione, scavo e allestimento ex Cirio”, non hanno prodotto alcun risultato. A parte l’acquisto del complesso industriale. Del “progetto di recupero dell’immobile moderno per destinarlo a sede museale di esposizione delle necropoli e dei materiali del territorio di Paestum ed a sede di servizi connessi con il Parco archeologico” nessuna traccia. Le indagini archeologiche avviate nel 1984 e protrattesi fino al 1985, tutt’altro che concluse.

paestumUn progetto che, nello Studio di fattibilità del 2000-2001, prevedeva un impegno anche maggiore. Più di 9 miliardi di lire dei quali 2,745 circa per l’“Acquisizione edifici e aree industriali e demolizioni edifici”, 1,2 per “scavo archeologico, restauro e musealizzazione” e 3,485 per “ristrutturazione, allestimento museale e sistemazioni esterne”. Bocciate queste misure, ci si è “accontentati” degli oltre 3milioni di euro. Così nell’agosto 2013 si è siglato un protocollo d’intesa tra il Comune di Capaccio e la Soprintendenza per i Beni archeologici di Salerno, che assegnava all’organo di tutela il compito di progettare e realizzare gli interventi relativi alla rifunzionalizzazione dell’ex Cirio.

Che intanto continua ad essere anche un’area di sosta comunale, inutilizzata. In attesa che si realizzi, con 4,5 milioni di euro di fondi comunali il sottopasso ferroviario per collegare parcheggio e città antica. Opera autorizzata dalla Soprintendenza ma avversata da Legambiente. Il prossimo 27 maggio la mobilitazione promossa dalla testata “Voce di strada”, alla quale ha aderito anche il Comune, permetterà di liberare dalle sterpaglie l’area archeologica. Per tutto il resto ancora in sospeso non resta che aspettare.

“Finalmente, incerti, se camminavamo su rocce o su macerie, potemmo riconoscere alcuni massi oblunghi e squadrati, come templi sopravvissuti e memorie di una città una volta magnifica”. Così appariva Paestum a Goethe, nel 1787. Non è cambiato poi molto da allora.

Manlio Lilli

Bimbo, libro e ambienteBlindato, un nastro rosso ad ogni aiuola e sterrato, i tre accessi da via Padova, Morandi e Giacosa interdetti al pubblico. Così per dieci giorni, con l'autorizzazione ad entrare solo ad alunni, insegnanti e genitori. Da oggi il bel polmone verde - 140 mila mila metri quadrati - l'unico sfogo per i tanti palazzoni compressi tra viale Monza e via Padova, tornerà in parte agibile.
Paola D'Amico, Corriere della Sera ...

A Castelvolturno il disagio non ha colore

  • Martedì, 22 Luglio 2014 08:02 ,
  • Pubblicato in Flash news

Cronache di ordinario razzismo
22 07 2014

Pochi giorni fa, a Castel Volturno, precisamente a Pescopagano, due cittadini ivoriani sono stati feriti a colpi di arma da fuoco da due italiani, padre e figlio. Ne è nata una violenta protesta dei migranti di origine africana presenti sul territorio, da anni sfruttati dal caporalato, “trattati come bestie” come loro stessi hanno dichiarato.

Alcuni giornali e politici hanno descritto la situazione come una “guerra tra immigrati e italiani”, altri hanno strumentalizzato la situazione dicendo che “non possiamo accoglierli tutti”.

La verità è che nel territorio di Castel Volturno l’unica emergenza è l’assenza totale dello stato, che ha lasciato spazio alla criminalità e al degrado.

Pubblichiamo e invitiamo a diffondere il comunicato di alcune associazioni che da anni lavorano e lottano nel territorio di Castel Volturno.

A Castelvolturno il disagio non ha colore

Quello che è successo domenica sera,13 luglio 2014 a Pescopagano(Castel Volturno), ha del paradossale. I fatti sono oramai chiari. Dietro il ferimento dei due immigrati non c’è nessun furto.

Uno dei due ivoriani era in bicicletta a Pescopagano, mentre stava trasportando una bombola di gas, quando è stato fermato dal ventunenne Cesare Cipriani.( I Cipriani gestiscono l’istituto di vigilanza La Custodia, una sorta di polizia privata che sorveglia le villette sorte negli anni ’70, quando la zona era luogo di villeggiatura.)Il trentunenne ivoriano è stato accusato di averla rubata, ma il ragazzo si è difeso dicendo che la bombola era di sua proprietà ,ma nonostante ciò è stato aggredito. A quel punto è intervenuto un altro ivoriano che passava di lì che lo ha soccorso. E’nato un litigio tra Cesare e i due immigrati. Sembrava che tutto fosse finito. Invece dopo poco il giovane Cipriani è tornato insieme al padre Giovanni ,armati , gambizzando i due immigrati.

Da qui è partita la reazione di una parte della comunità immigrata di Pescopagano, innescando una rabbia che brucia per le strade di Castel Volturno.

Una rabbia che non ha colore e che mette allo scoperto la devastazione di questo territorio.

Non puoi non essere arrabbiato, se cresci e vivi a Pescopagano o a Destra Volturno. Non puoi non essere arrabbiato, se vedi ogni mattina cumoli di spazzatura sulle strade, se non hai il trasporto scolastico per mandare a scuola tuo figlio. Non puoi non essere arrabbiato, se non hai uno straccio di lavoro o se vieni sfruttato per meno di 20 euro al giorno.

Non puoi non essere arrabbiato, se non puoi condurre una vita normale, se non puoi uscire la sera perché non hai la macchina e questo paese non ti offre niente. Non poi non essere arrabbiato, se non hai un quartiere dove non ci sono luoghi di aggregazione, se non ci sono biblioteche, se non ci sono luoghi dove poter fare sport, se non hai uno spazio dove fare musica con i tuoi amici.

Questo degrado non ha colore: è bianco e nero!

Questa bomba su cui siamo seduti si chiama degrado che genera violenza.
Questa rabbia sta generando una guerra tra disperati: è la stessa vecchia storia dove bisogna trovare chi è più povero di te, chi è più disperato di te e addossargli tutta la colpa della situazione. Nel degrado si ricercano carnefici e questi carnefici sono sempre quelli più poveri di te. Si fa fatica a comprendere che chi è ancora più povero e disperato di te, ha ancora meno possibilità, è ancora più sfruttato e ancora più in balia di ricatti e soprusi.

Ci colpisce che certa stampa stia soffiando sul fuoco. Non è questo il momento, non è questo il metodo. Chi vuole scrivere su questi fatti dovrebbe fare lo sforzo dello studio e della ricerca.

Noi, che lavoriamo da anni con i bambini presso la Casa del Bambino, ci colpisce ogni giorno di più lo sforzo che dobbiamo fare per fare capire che Castel Volturno non è un paese normale. I bambini non si stupiscono più del degrado, per loro sta diventando una cosa del tutto normale. Questo è gravissimo.

I fatti di Pescopagano ci fanno sempre più pensare che sia giunto il momento di costruire ponti tra gli oppressi per trasformare questo territorio in un luogo vivibile.

La Casa del Bambino, Associazione Black and White, Associazione Jerry E. Masslo, Missionari Comboniani: P. Claudio Gasbarro,P. Alex Zanotelli, P. Antonio Bonato.

 

Il Mattino
03 03 2014

Pompei. Non c’è pace per la città eterna. Neanche il tempo di riprendersi dallo choc del doppio crollo, avvenuto nella notte tra sabato e domenica rispettivamente al Tempio di Venere e alla Necropoli di Porta Nocera, che già si è verificato un nuovo cedimento strutturale.

All’alba il custode di turno in via Nola, ha registrato un crollo nella Regio V, Insula 2, al civico 19.

A venir giù è stato un muro di circa 2.5 metri di altezza per 4 metri di lunghezza. Gli addetti alla vigilanza, a proposito, affermano che "la precarietà della struttura era stata segnalata una settimana fa ai tecnici della soprintendenza". Un crollo che, evidentemente, poteva essere evitato.

Anche di questo si parlerà nel summit romano di domani, convocato d'urgenza dal ministro Dario Franceschini.

Susy Malafronte

facebook