La sentenza su Bolzaneto

  • Giovedì, 13 Giugno 2013 14:48 ,
  • Pubblicato in L'Iniziativa
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13 giugno 2013

Il 14 giugno prossimo si concluderà davanti alla  Corte di Cassazione di Roma il processo contro i poliziotti, agenti della penitenziaria e medici responsabili delle torture fisiche e morali infitte ai manifestanti contro il G8 del 2001 a Genova, all’interno della caserma Bolzaneto, utilizzata come lager di detenzione provvisorio secondo i piani di sicurezza di quel vertice del G8.

G8 Genova, rischiano l'oblio 200 casi di violenze e abusi

  • Lunedì, 10 Giugno 2013 10:04 ,
  • Pubblicato in Flash news
Diritto di cronaca
10 06 2013

Chiesta l'archiviazione per oltre 200 denunce di violenze di strada. Le poche forze destinate alle indagini hanno bloccato il lavoro dei magistrati. Ed ora si rischia l'oblio.

Il G8 di Genova non smette di far palare di sé: la magistratura ha chiesto l’archiviazione per oltre 200 denunce per “violenza di strada”, a carico delle forze dell’ordine. La cattiva ripartizione dei fascicoli e la mole di lavoro prodotta dai processi “Diaz” e “Bolzaneto” ha impedito ai pm di occuparsi d’altro. Ed oggi si rischia di non riuscire a sapere la verità su ciò che accadde per le strade della città ligure.

La richiesta di archiviazione. Il G8 che si svolse a Genova nel 2001 è tristemente noto per la morte di Carlo Giuliani e per gli episodi di violenza che avvennero nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto, trasformatesi in luoghi di tortura. In realtà, in quei giorni, il capoluogo ligure fu teatro di una vera e propria guerriglia urbana, con moltissimi scontri ed episodi dubbi. Nei giorni che seguirono il meeting internazionale, oltre 200 manifestanti presentarono denunce, dichiarando di aver subito dalle forze dell’ordine pestaggi, arresti ingiustificati o altre violazioni di diritti. Oggi i pm incaricati di far luce su quegli episodi chiedono di “non decidere”, di archiviare i fascicoli senza avviare nemmeno l’istruttoria.

Violenza di strada. Patrizia Petruzziello, Francesco Cardona Albini e Vittorio Ranieri Miniati sono tre dei quattro magistrati che, in questi dodici anni, si sono occupati dei processi sul G8 di Genova, Diaz e Bolzaneto in testa. Sono loro stessi ad aver chiesto di procedere all’archiviazione delle 222 denunce per “violenza di strada”. Se la richiesta verrà accettata nessuno saprà mai la verità su un altro importante capitolo di ciò che avvenne a Genova nell’estate 2001. Sono pochissimi, infatti, i casi di questo genere arrivati a sentenza. E’ accaduto, ad esempio, per un episodio avvenuto a piazza Manin: 4 poliziotti sono stati condannati per aver arrestato illegalmente due studenti spagnoli. Nell’ambito dello stesso procedimento, un quinto poliziotto è stato condannato per falsa testimonianza.

Un’archiviazione evitabile. Con l’archiviazione chiesta dai magistrati, però, molti altri casi simili rischiano l’oblio. Ma perchè si è arrivati a questo punto, dodici anni dopo i fatti? Sono gli stessi pm a rispondere alla domanda: carico di lavoro sproporzionato rispetto alle forze messe in campo dalla macchina della giustizia. Il pool chiamato ad occuparsi di queste 200 denunce, infatti, è lo stesso che si è occupato dell’istruttoria dei casi Diaz e Bolzaneto. Processi che hanno richiesto sforzi notevoli, per la loro complessità e delicatezza, e durante i quali i magistrati si sono dovuti anche far carico di attività di indagine solitamente in mano alla polizia giudiziaria. Tutto ciò gli ha impedito di dedicarsi anche agli altri casi di violenza urbana. E’ così che adesso si trovano costretti a chiedere l’archiviazione, suscitando l’indignazione dei denuncianti e dei loro avvocati, che dopo oltre un decennio di attesa rischiano di ritrovarsi con un nulla di fatto. L’impressione è che, se già nel 2001 si fosse provveduto a ripartire i fascicoli processuali in maniera diversa, evitando di sovraccaricare pochi magistrati, non si sarebbe arrivati a questo punto.

La sentenza su “Bolzaneto”. Tornano così ad accendersi i riflettori sui tragici fatti di Genova, una ferita ancora aperta. E tornano ad accendersi proprio a ridosso di un’altra data importante. Il 14 giugno, infatti, è attesa la pronuncia della Cassazione per le violenza avvenute nella caserma di Bolzaneto. Un processo che conta ben 250 parti offese e 44 condannati in secondo grado. Se la Corte Suprema dovesse confermare la sentenza di appello le pene inflitte agli imputati risulterebbero coperte da indulto, ma scatterebbero comunque la responsabilità civile (quindi i risarcimenti alle vittime) e i provvedimenti disciplinari a carico di poliziotti e medici.

Bolzaneto, il lager dimenticato

  • Martedì, 04 Giugno 2013 10:08 ,
  • Pubblicato in La Campagna
3 giugno 2013

Il 14 giugno ci sarà a Roma la sentenza della corte di cassazione per Bolzaneto. Ultimo processo penale per le violenze commesse dalle forze di polizia a luglio del 2001 a Genova. La più grande violazione dei diritti umani in un paese occidentale dal dopoguerra. ...
Venerdì 24 maggio, ore 17.30
Teatro Valle Occupato
Roma

Partecipano
- Francesco Romeo (avvocato)
- Ezio Menzione (avvocato)
- Donatella Della Porta (sociologa)
- Eligio Resta (giurista)
Agoravox
14 03 2013

Genova 20 luglio 2001. G8. Quel giorno i giornali iniziarono dicendo che un manifestante spagnolo era rimasto ucciso. La prima vittima. Poi le immagini del Vicequestore Adriano Lauro che urlava “Bastardo! Lo hai ucciso tu, lo hai ucciso! Bastardo! Tu l’hai ucciso, col tuo sasso, pezzo di merda! Col tuo sasso l’hai ucciso! Prendetelo!”. Ancora ci dissero che era stato investito.
 
Scoprimmo, poi, non trattarsi di un manifestante spagnolo, ma di un 23enne italiano e che ad ucciderlo era stato Mario Placanica, il Carabiniere che dall’interno di una Land Rover Defender fece fuoco per legittima difesa, stando a quanto sentenziato dalla giustizia italiana.
 
Carlo Giuliani oggi, 14 marzo 2013, avrebbe compiuto 35 anni.
 
Vogliamo ricordarlo nel giorno del suo compleanno con l’anteprima del libro di Francesco Barilli e Manuel De Carli, edito da BeccoGiallo: Carlo Giuliani, Il Ribelle di Genova.

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