Io c'ero: il macello al G8 era programmato

  • Domenica, 24 Febbraio 2013 09:57 ,
  • Pubblicato in La Storia
Franco Fracassi, 100 passi
22 febbraio 2013
 
La Polizia sapeva tutto in anticipo. Sapeva dove sarebbero iniziati gli scontri e a che ora. Sapeva persino luogo e ora delle prime devastazioni dei black bloc. Nulla venne fatto per impedire che a Genova si scatenasse l'inferno. ...

Il Corriere della Sera
21 02 2013

I tre giorni, esplorati a lungo in questi anni sia dalla fiction che soprattutto dal documentario, sono quelli del G8 di Genova del luglio 2001.

Ma “The Summit”, di Franco Fracassi e Massimo Lauria, distribuito da Minerva Pictures, non è un’altra opera sul G8, perché quell’aggettivo può indurre stanchezza e suggerire una reiterazione di medesimi contenuti. Piuttosto, è una nuova opera su una ferita aperta ormai 12 anni fa e non ancora chiusa.

A chiuderla, non potranno essere solo i processi arrivati alla conclusione (la sentenza della Cassazione sulle torture a Bolzaneto è prevista nei prossimi mesi). Non dimentichiamo che un processo, quello sulla morte di Carlo Giuliani, è stato stabilito che non dovesse neanche iniziare. “The Summit”, proprio su quel drammatico episodio, esprime un punto di vista forte e, per l’appunto, nuovo.

A chiuderla potrebbero essere le profonde modifiche legislative che Amnesty International chiede da tempo alle istituzioni italiane, come l’introduzione del reato di tortura e la previsione di codici identificativi alfanumerici per le forze di polizia impegnate in operazioni di ordine pubblico.

A chiuderla potrebbero poi essere le risposte, da tempo attese, a molte domande in larga parte estranee alla dimensione giudiziaria: perché a Genova successe tutto questo? Quali erano gli obiettivi politici di una repressione così cruenta e di massa che, preceduta dalle prove generali fatte al Global forum di Napoli quattro mesi prima, venne scatenata a Genova? C’era una regia di intelligence internazionale dietro l’azione delle forze di polizia nel capoluogo ligure? Chi erano, chi sono i black bloc?

Racconta il regista Franco Fracassi: “Un agente mi disse ‘Vuoi proprio sapere dove saranno gli scontri domani? Fatti trovare all’angolo della banca a piazza Paolo da Novi a mezzogiorno di domani. E vedrai che lì cominciano gli scontri ‘. La mattina dopo arrivo in quell’angolo. In quel momento ci stavano i Cobas, e uno schieramento di polizia, che era proprio in quel punto là. A mezzogiorno, precisi come un orologio, arrivano i black bloc e incominciano a devastare la banca. La polizia non fa altro che osservarli. Appena finito di devastare la banca scappano via. La polizia carica i manifestanti dei Cobas”.

“The Summit” è un’ora e quaranta di un passato molto presente e doloroso, con un finale che lascia sgomenti e increduli.

Dopo l’applaudito passaggio al Festival di Berlino del 2012 e in diversi festival italiani e internazionali, da oggi “The Summit” viene proiettato in una decina di città, con una distribuzione particolare. Qui, i primi giorni di programmazione.

Supporto cartaceo – 11 matite per Supporto Legale

  • Giovedì, 07 Febbraio 2013 21:11 ,
  • Pubblicato in L'Incontro
Venerdì 8 febbraio, ore 19.00
Nuovo Cinema Palazzo
Piazza dei Sanniti 9A, Roma

Dal G8 al Ministero di Giustizia

  • Lunedì, 26 Novembre 2012 10:30 ,
  • Pubblicato in Flash news
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26 11 2012

La carriera del generale Bruno Pelliccia, prescritto per le violenze a Bolzaneto
 
E’ uno degli agenti e funzionari prescritti in appello per le violenze all’interno della Caserma di Bolzaneto, durante il G8 di Genova del 2001 l’attuale direttore dell’Ufficio per la Sicurezza Personale e della Vigilanza dell’Amministrazione penitenziaria presso il Ministero della Giustizia a Roma.

Si tratta del generale della polizia penitenziaria Bruno Pelliccia, 51 anni, il cui nome è balzato alla cronache in questi giorni, dopo un video pubblicato da Repubblica.it ha ipotizzato che sul corteo degli studenti romani di mercoledì scorso fossero stati tirati lacrimogeni direttamente dalle finestre del Ministero di Giustizia, ipotesi che ha provocato sgomento ma anche una buona dose di ironia come si vede dai finti cartelli stradali “Piovono lacrimogeni”, attaccati in tutta via Arenula da un gruppo di artisti.

Ma se, sul punto, sia il generale Pelliccia (che in pratica comanda gli agenti della penitenziaria a guardia del Ministero) sia le indagini affidate dal ministro Severino al Racis dei Carabinieri, sembrano escludere che i lacrimogeni siano davvero stati lanciati dall’alto, la vera notizia è che, ancora una volta, un ufficiale condannato (prescritto) per le violenze al G8 di Genova, ha fatto nel frattempo carriera.

Pelliccia era infatti capitano del disciolto corpo degli agenti di custodia nelle giornate del G8 del 2001. E’ stato assolto in primo grado, ma dichiarato in secondo grado responsabile civilmente in quanto i reati per i quali è finito a processo (abuso d’ufficio e abuso d’autorità contro persone arrestate e detenute) sono stati nel frattempo dichiarati prescritti. Stessa (buona) sorte per il collega di pari grado Ernesto Cimino, anche lui condannato (prescritto) in appello e anche lui nominato generale lo stesso giorno, il 26 gennaio 2011.

La sentenza emessa dalla Corte di Appello di Genova il 5 marzo 2010 contiene 44 condanne (in primo grado erano 15) a carico di medici infermieri, poliziotti e agenti di polizia penintenziaria, anche se i reati sono caduti quasi tutti in prescrizione.

Condanne che devono passare ancora al vaglio della Cassazione, che si pronuncerà il prossimo maggio. La promozione a generale risale al gennaio 2011 e il nuovo prestigioso incarico a Direttore dell’Ufficio per la Sicurezza Personale e della Vigilanza dell’Amministrazione penitenziaria presso il Ministero della Giustizia è del 22 febbraio di quest’anno, dopo quindi la sentenza della Corte di appello di Genova che sancisce, anche se non in via definitiva, la responsabilità civile dell’attuale generale.

“Sono allibito da questa notizia – dice l’avvocato Riccardo Passeggi, che difende alcune dell vittime di Bolzaneto – perché prescrizione non significa assoluzione: se queste condanne, come ci auguriamo, saranno confermate in Cassazione queste persone dovranno risarcire le vittime, e nel frattempo fanno carriera”.

“Mentre gli ufficiali condannati a risarcire le vittime vengono promossi – aggiunge Emanuele Tambuscio anche lui legale di parte civile – il Ministero della Giustizia e quello degli Interni non hanno ancora versato un euro per risarcire le vittime, come stabilito già nel 2008 dalla sentenza di primo grado” .

Katia Bonchi

Genova G8 - Blu notte

12 giugno 2012


Perché tutta quella rabbia e quel sangue? Di chi è la responsabilità? Carlo Lucarelli cerca di raccontare i misteri e i dubbi di quei giorni.


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