Bagnasco violentissimo: "Il gender? Transumano"

C'è un nuovo termine che entra con forza nel vocabolario della Conferenza episcopale italiana: "Transumano". L'ha utilizzato ieri il card. Bagnasco, presidente della Cei, nella sua prolusione al Consiglio permanente dei vescovi, per identificare il prodotto finale della "cosiddetta teoria del gender": un essere umano senza più identità di genere.
Luca Kocci, Il Manifesto ...

Il Corriere della Sera e l'"ideologia gender"

  • Lunedì, 02 Marzo 2015 09:06 ,
  • Pubblicato in Lettere
Educare alle differenze
2 marzo 2015

Il 26 febbraio, il Corriere ha dedicato un'intera pagina di pubblicità contro una fantomatica "ideologia gender" diffusa nelle scuole, che sponsorizzava una petizione contraria alle strategie dell'Ufficio del Governo Italiano per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull'origine etnica (UNAR)

Gender, l'ideologia che non c'è e i fondamentalismi nostrani

  • Lunedì, 22 Dicembre 2014 13:37 ,
  • Pubblicato in INGENERE

Ingenere.it
22 12 2014

Esce un decalogo di autodifesa dalla fantomatica "ideologia del gender" per genitori cattolici, basato su una lettura distorta delle politiche di pari opportunità, degli studi di genere e delle richieste del movimento delle donne. Un pasticciaccio all'italiana che parla della paura di cambiare.

In un mondo che guarda con crescente sconcerto e preoccupazione all’oscurantismo sessista dei militanti dello Stato Islamico, o di altre organizzazioni jihadiste, come il gruppo di Boko Haram, noto per il rapimento di oltre duecento studentesse nigeriane per convertirle all’Islam, sottraendole al negativo influsso dell’istruzione (il nome dell’organizzazione sta proprio a significare “l’educazione occidentale è peccato”), nel suo piccolo anche il nostro paese non si fa mancare la sua dose di fondamentalismo, per quanto, fortunatamente, meno cupa e sanguinaria.

Assistiamo infatti da un certo tempo al consolidarsi di una vera e propria crociata contro un nuovo spettro che si aggira minaccioso per l’Occidente, la temibile e fantomatica “ideologia del Gender”, impegnata a diffondere nella società, e soprattutto tra i suoi più vulnerabili membri, i bambini e le bambine, la scandalosa e sovversiva idea che le diseguaglianze che segnano i vissuti di uomini e donne nel mondonon siano scritte nel nostro DNA, né siano tantomeno il prodottodi un volere divino, censura all’irriverente curiosità di Eva, ma piuttosto il frutto di sedimentazioni sociali e culturali, che hanno portato nel corso del tempo ad attribuire a donne e uomini comportamenti e ruoli sociali diversi e diversamente valorizzati. Una eresia bene espressa dall’aforisma di Simone De Beauvoir “Donne non si nasce, si diventa”.

Inizialmente portata avanti da frange minoritarie e estremiste del vasto arcipelago cattolico, come il coreografico movimento delle Sentinelle, la crociata contro il Gender ha oggi trovato approdo anche sul sito di Famiglia Cristiana, un settimanale solitamente non allineato alle posizioni più estremiste e reazionarie di certo cattolicesimo.

Su una pagina del sito spicca infatti l’annuncio: “Gender a scuola, un decalogo per difendersi”. Seguono dieci comandamenti per “evitare lezioni di genere in classe per i propri figli”, in cui i genitori vengono invitati a considerare con attenzione i piani formativi delle scuole, non tanto per verificare che si contempli il rispetto della differenza, il riconoscimento dell’alterità, il contrasto alla discriminazione, ma piuttosto per accertarsi “che non siano previsti contenuti mutuati dalla teoria del gender”. Si sollecitano pertanto i genitori a diffidare di espressioni minacciose come “educazione all’affettività”, sediziose come “superamento degli stereotipi”, perturbanti come “educazione sessuale” e eversive come “omofobia”, dietro le quali “spesso si nasconde l’indottrinamento del gender”. Agli stessi genitori viene suggerito di farsi eleggere nei consigli di classe, non per passione civica o entusiasmo verso i decreti delegati, ma per poter arginare questa pericolosa deriva morale. Per le stesse ragioni i genitori sono esortati ad un accurato e quotidiano controllo dei contenuti delle lezioni e del diario, così come a vegliare sul rischio che il temuto virus si insinui tra le attività extra-curriculari e i contesti assembleari. Nel caso in cui dall’interrogatorio quotidiano o dal minuzioso scrutinio dei documenti e delle attivitàsi dovessero scorgere le tracce dell’odiosa ideologia, allora, incalza il decalogo: “Date l’allarme!”. Convocate genitori, raccogliete ogni indizio, verificate l’origine della falla, individuate gli infiltrati. E ovviamente verificate quali basi scientifiche garantiscano tale insegnamento (non bastasse già il darwinismo a mettere in testa strane idee ai nostri ragazzi..). Convocate assemblee, mobilitate dirigenti, istituzioni, parlamentari. Se poi gli insegnanti e la scuola perseverano nel peccato e vogliono comunque “costringere i vostri figli a ricevere educazione basata sulla teoria del gender” si potrà ricorrere al Tar e magari anche ad un qualche Ministero, forse anzi se ne potrebbe istituire uno ad hoc, il DDS (Difesa della Differenza Sessuale).

Forse domani scopriremo che questo sconcertante decalogo era solo un test realizzato per mettere alla prova il senso di equità e il rispetto delle differenze da parte dei lettori di Famiglia Cristiana. Se così fosse, tireremo un bel sospiro di sollievo e saremo pronti a congratularci per la coraggiosa iniziativa. Ma in caso contrario, se questo non fosse un test e neppure uno scherzo di cattivo gusto, ma solo una campagna per depotenziare iniziative mirate a contrastare stereotipi e azioni che producono destini diversi e diverse opportunità sulla base di corpi diversamente sessuati, dovremo allora prendere coscienza del fatto che ignoranza, pregiudizio e oscurantismo non albergano solo tra le fila dei combattenti islamici che guardiamo con preoccupazione e orrore dai nostri schermi, ma sono fantasmi recidivi, che si annidano tra le pieghe e le contraddizioni del nostro provincialissimo paese, alimentati dalle nostre ossessioni e paure inconsce. Per questo forse sì sarebbe il tempo di dare l’allarme!

Articolo già pubblicato sull'Adige il 2 dicembre

 

Distruggono la "famiglia naturale" e stanno trasformando la scuola in un "campo di rieducazione" che sforna soldatini di una nuova "religione". La chiamano "ideologia del Gender", in pratica un'educazione sessuale impartita ai bambini in nome della critica alla divisione dei ruoli sessuali nella famiglia. ...

Quando l’omofobia viene spacciata per libertà educativa

  • Martedì, 25 Marzo 2014 09:04 ,
  • Pubblicato in Flash news

Un altro genere di comunicazione
25 03 2014

“Piccolo blu e Piccolo giallo” è un libro diventato un classico della letteratura per l’infanzia, racconta la storia di due macchie di colore diverso, che si incontrano e si fondono in una storia di amicizia e di riceproco rispetto delle diversità.

“Pezzettino” è la storia di chi si sente diverso dagli altri e si incammina alla ricerca della propria identità per trovarla alla fine in se stesso e festeggiare con gli amici questa scoperta.

“E con Tango siamo in tre” racconta la vicenda di due pinguini maschi che trovano un uovo abbandonato e decidono di covarlo e crescere insieme il piccolo.

Immagine di una perisolosa famiglia “non tradizionale” dal libro Con tango siamo in tre
Questi sono tre dei titoli facenti parte del progetto “Leggere senza stereotipi” promosso dal comune di Venezia. Lo scopo del progetto è quello di rifornire le biblioteche delle scuole dell’infanzia del comune di testi che raccontino ai bambini e alle bambine la diversità e il rispetto, che siano privi di stereotipi di genere e che illustrino la pluralità delle situazioni familiari in cui questi bambini e queste bambine crescono.
Sull’iniziativa del comune di Venezia è piovuta una pioggia di critiche, i libri a stereotipi zero sono diventati “le favole gay”, Giovanardi ha dato in escandescenza, il senatore Udc Antonio De Poli ha diffidato il Comune di Venezia, le pagine de Il Giornale e del Corriere della Sera si sono riempite di editoriali preoccupatissimi della sorte di Biancaneve e Cenerentola ormai obsolete.
Bisognava bloccare le “favole gay” così come è stato fatto per i fascicoli Unar, progetto di formazione rivolto alle/agli insegnanti contro il bullismo omofobico, altrimenti….
altrimenti i bambini e le bambine avrebbero rischiato di sviluppare sin da piccol* una propensione al rispetto e alla tolleranza; avrebbero imparato che esistono famiglie composte da una mamma e un papà, che in alcune di queste famiglie la mamma e il papà non vivono più insieme, che alcuni hanno solo la mamma o solo il papà, che esistono anche famiglie dove i papà sono due o le mamme sono due; avrebbero potuto scoprire che anche un uomo può crescere un/una bambin* e occuparsi di mansioni genitoriali, avrebbero imparato che non è giusto prendere ingiro il compagno o la compagna perchè troppo grass*, bass*, per i vestiti che porta o i giochi con cui ama giocare, avrebbero avuto occasioni in più per diventare delle persone migliori. Come curiosi e desiderosi di sapere si sono rivelati i ragazzi e le ragazze del Liceo Muratori di Modena, volevano parlare di transessualità e transgenderismo alla loro assemblea e avevano inviato chi di questi temi si occupa, vivendoli anche in prima persona, ma i genitori di quest* ragazz* non hanno permesso a Vladimir Luxuria, l’ospite scelta dagli/dalle stess* ragazz*, di parlare. L’hanno zittita in nome della libertà di pensiero ed espressione. Hanno invocato un contraddittorio, ad esempio un prete.
Con uno piccolo sforzo di fantasia cerchiamo di immaginare quale sarebbe potuta essere la tesi sostenuta dal contraddittorio cattolico: “Abominio della natura, andrai all’inferno, pentiti o brucerai tra le fiamme” a me viene in mente una cosa del genere.
Mi chiedo anche come mai in questo caso, in cui in una scuola pubblica e laica si parlava di interruzione volontaria di gravidanza con relatori e relatrici appartenenti tutt* all’area cattolica “prolife”, non sia stato chiesto un contraddittorio.
La chiamano ‘ideologia del gender”, gender al posto di genere perchè l’espressione inglese dà l’idea di qualcosa di estraneo alla cultuta italiana e quindi pericoloso, ideologia perchè ignorano il vero significato di questo termine.
Nessun* chiederebbe un contraddittorio per una iniziativa contro il razzismo, ma lo chiedono per una iniziativa contro la transfobia. Perchè? Perchè offendere o giudicare una persona in base all’etnia è considerato razzismo e offendere o giudicare una persona in base all’orientamento sessuale è considerato libertà di espressione?
Il sottosegretario all’istruzione Gabriele Toccafondi si è scagliato sulle pagine di Tempi.it contro l’ingresso nelle scuole della “ideologia gender” invocando la libertà di educazione dei genitori. Applausi quindi a quelle mamme e a quei padri che hanno impedito che Valdimir Luxuria parlasse in assemblea, hanno fatto valere la loro libertà di educazione, peccato non abbiamo rispettato però la libertà di educazione dei genitori che avrebbero voluto invece che si parlasse di omosessualità e transgenderismo a scuola, così come non hanno rispettato la volontà e la libertà dei propri figli e delle proprie figlie che avevano proposto quelle tematiche per la loro assemblea.
Le discriminazioni in base al sesso, al genere e all’orientamento sessuale non sono opinioni, non si ha la libertà di offendere una persona, di giudicarla, di negarle diritti perchè gay, lesbica, bisessuale, transessuale ecc, perchè qui è di difesa dei diritti che stiamo parlando, no della mia opinione contro o la tua.
E’ gravissimo che esternazioni del genere provengano da chi ricopre una carica istituzionale, è assurdo che vengano fatte passare per ideologie o negazione delle libertà altrui elementi basilari di uguaglianza e parità.
Si invoca la libertà educativa dei genitori anche in difesa dei finanziamenti alle scuole private paritarie, di cui questo governo con i suoi ministri e le sue ministre è grande difensore, considerando che la gran parte di queste scuole sono istituti religiosi, mi chiedo perchè non si parli mai della libertà dei bambini e delle bambine a ricevere una educazione laica e pluralista, perchè non si parli mai del diritto degli studenti e delle studentesse ad avere gli strumenti per essere delle persone migliori, migliori dei genitori che si indignano per due pinguini maschi che covano un uovo, migliori del ministro Toccafondi.

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