Alfano seppellisce il reato di tortura

  • Mercoledì, 20 Luglio 2016 06:32 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Polizia torturaAndrea Colombo, Il Manifesto
20 luglio 2016

La legge che introduce il reato di tortura è stata sepolta ieri. Rinviata  sine die. Che una legge già in aula venga congelata sino a data da destinarsi è cosa tanto rara da rivelare in pieno la logica della scelta del Senato,

Alfano affossa la legge sulla tortura

  • Martedì, 19 Luglio 2016 08:28 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Scuola Diaz Genova 2001 TorturaAndrea Colombo, Il Manifesto
19 luglio 2016

Alfano affossa la legge sulla tortura, attesa da anni e invocata dall'Europa oltre che dalla civiltà giuridica, con il tacito assenso di Renzi e del ministro Orlando. Certo, il ministro degli Interni non confessa apertamente l'obiettivo della manovra quando, nel tardo pomeriggio dirama a sorpresa il suo comunicato:

Torture a Bolzaneto, 45 mila euro di vergogna

  • Domenica, 10 Gennaio 2016 09:03 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Giustizia G8 GenovaRoberto Ciccarelli, Il Manifesto
10 gennaio 2016

Quarantacinque mila euro per una "conciliazione amichevole". Il denaro è stato offerto come risarcimento delle torture nella caserma di Bolzaneto al G8 di Genova dal ministero degli Esteri.
Salvador DalìLuigi Manconi, Il Manifesto
24 luglio 2015

Penso da sem­pre che l'attività par­la­men­tare non debba essere un eser­ci­zio di testi­mo­nianza e nem­meno una pre­sta­zione mera­mente sim­bo­lica. Al con­tra­rio, ritengo che possa e debba essere la con­qui­sta del con­qui­sta­bile, fino al ruvi­dis­simo prag­ma­ti­smo del "pochi male­detti e subito".

Per non dimentiCarlo 20/07/2001 – 20/07/2015

  • Lunedì, 20 Luglio 2015 09:09 ,
  • Pubblicato in Flash news

Acad
20 07 2015

Nell’ambito delle manifestazioni organizzate dal Genoa Social Forum contro il vertice dei G8 il corteo dei disobbedienti proveniente dallo stadio Carlini viene più volte caricato dai Carabinieri e polizia mentre si trova in via Tolemaide, in un percorso autorizzato ad oltre trecento metri dal limite convenuto.
Durante le cariche, giudicate da moltissimi testimoni di una violenza inaudita quanto ingiustificata oltre ai gas lacrimogeni e ai getti d’acqua urticante vengono sparati anche numerosi colpi di arma da fuoco.

E’ difficile fuggire, con un corteo di diecimila persone che preme alle spalle: chi cade viene colpito da tre, quattro, anche cinque agenti per volta. I manifestanti iniziano forme di resistenza tentando di creare barricate. Un gruppo, vedendosi aggredito anche dalle vie laterali, cerca di creare al corteo una via di uscita seguendo un plotone di carabinieri che si ritira, protetto da due camionette, verso piazza Alimonda. Una delle camionette si ferma, inspiegabilmente, contro un cassonetto, dal finestrino posteriore spunta una pistola. La maggior parte dei manifestanti fugge; la pistola in un primo momento prende di mira un giovane che si china e scappa, quindi si rivolge verso Carlo che, sopraggiunto, ha raccolto un estintore vuoto ai suoi piedi.

Quando Carlo alza le braccia la pistola spara due volte: il primo colpo lo raggiunge in pieno viso; dopo il secondo colpo la camionetta è in retromarcia e passa – nonostante le urla di avvertimento dei presenti – con la ruota posteriore sinistra sul suo corpo che è rotolato in avanti; quindi, ripassando sul corpo, la camionetta si allontana per via Caffa, al di là delle forze di polizia schierate che hanno assistito al fatto senza intervenire.

Per i fatti di Piazza Alimonda non c’è mai stato un processo.

Il 5 maggio 2003 la GIP Elena Daloiso decide per l’archiviazione delle indagini, non solo in nome della legittima difesa, come aveva chiesto il PM Silvio Franz, ma anche per “uso legittimo delle armi in manifestazione”.

 

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