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La legge del partito della polizia

  • Sabato, 11 Luglio 2015 10:05 ,
  • Pubblicato in La Denuncia
Genova G8 TorturaLorenzo Guadagnucci, Il Manifesto
10 luglio 2015

Un chiaro segno di declino della cultura democratica è ben visibile nella diversa reazione suscitata a distanza di poco tempo (11 anni) da una proposta più che decente, ossia la definizione normativa della tortura come esito di "violenze o minacce reiterate" ...

La legge del partito della polizia

Un chiaro segno di declino della cultura democratica è ben visibile nella diversa reazione suscitata a distanza di poco tempo (11 anni) da una proposta più che decente, ossia la definizione normativa della tortura come esito di "violenze o minacce reiterate"
Lorenzo Guadagnucci, Il Manifesto ...

Se la legge sulla tortura consente la tortura

  • Giovedì, 09 Luglio 2015 09:41 ,
  • Pubblicato in Il Commento
Stop torturaDuccio Facchini, Altreconomia
8 luglio 2015

Il 7 luglio la commissione Giustizia del Senato ha licenziato il testo sul reato di tortura, modificando quello approvato dalla Camera il 9 aprile. Con un clamoroso passo indietro, tornano le contestate espressioni "violenze reiterate" e "crudeltà", e le pene per i pubblici ufficiali sono diminuite.
Lorenzo Guadagnucci: “Siamo a un passo dalla rivendicazione del diritto di tortura”

la Repubblica
12 06 2015

Marassi sarà anche “una scatola di vetro”, come assicura il direttore Salvatore Mazzeo, ma all’interno del carcere genovese è accaduto qualcosa che fa tornare alla memoria il G8 e la morte di Stefano Cucchi a Regina Coeli. Per due ragioni: il pestaggio di un detenuto da parte di una guardia; il coinvolgimento di un medico coinvolto nelle torture di Bolzaneto.

La prima ragione: il pestaggio di Ferdinando B., detenuto di 36 anni, a quanto pare manganellato da un agente. Da Dario Pinchiera, di 30 anni, indagato per lesioni e ieri sospeso per un anno dal Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria. La seconda ragione: uno dei 5 medici della Asl-Tre indagati per "omissioni" (non avrebbero refertato il detenuto) e "favoreggiamento", si chiama Marilena Zaccardi, nota per essere stata processata per le torture a Bolzaneto. I reati sono andati in prescrizione, ma ritenuta responsabile in sede civile. Su lei rimane l'immagine della "condanna", tanto che all'epoca l'Ordine dei Medici la sospese per 2 mesi. Ciò nonostante, due mesi fa la Asl l'ha indicata come relatrice in un convegno sulla salute nelle carceri.

La vicenda di Marassi, sulla quale è aperta un'inchiesta da parte del pm Giuseppe Longo, ieri ha avuto una svolta: la notifica di 10 avvisi di garanzia ai 5 medici della Struttura di Medicina Penitenziaria. Oltre a Zaccardi figurano i colleghi: Ilias Zannis, Giuseppe Papatola, Silvano Bertirotti e Silvia Oldrati. Più altri 3 medici. Più un paio di guardie carcerarie. Va detto che a ciascuno sono addossate responsabilità diverse, e le iscrizioni servono a chiarire le posizioni, anche a tutela. Oldrati, infatti, è la psichiatra che il 14 aprile scorso durante la visita alla quarta sezione del carcere, ha visto il detenuto (per reati di droga) tumefatto, lo ha medicato e lo ha segnalato "con lesioni sospette" al medico responsabile, Bertirotti.

Cosa è accaduto il giorno prima, in parte è da ricostruire. Sembra, però, che il carcerato sia stato massacrato da Pinchiera. Il condizionale è d'obbligo. Quest'ultimo, infatti, avrebbe riferito al suo comandante, Massimo Di Bisceglie, che prima sarebbe stato aggredito dal detenuto, si sarebbe difeso e ci sarebbe stata una colluttazione; il recluso sarebbe scivolato, avrebbe avuto la peggio. All'aggressione non avrebbe assistito nessuno e la zona in cui si è verificata, non è coperta da telecamere.

Il direttore Salvatore Mazzeo ha segnalato la vicenda alla Procura della Repubblica ed al Provveditore alle Carceri, Carmelo Cantone. E tempestivamente ha "invitato" la guardia carceraria a mettersi in ferie forzate. Dichiarando a Repubblica: "Chi ha sbagliato deve pagare, non facciamo sconti a nessuno; i manganelli si usano soltanto se autorizzati dal direttore o dal comandante delle guardie. Solo in caso di rivolta".

Giuseppe Filetto 

Il poliziotto che voleva essere Salvini e Travaglio

La decisione di sospendere Tortosa è stata presa dal capo della polizia, Pansa. Sembra una decisione saggia. Per una ragione semplice: un poliziotto ha un potere molto grande sulle persone, e in teoria dovrebbe riscuotere la fiducia delle persone, e deve essere visto dalle persone come un rappresentante dello stato non come un fanatico di parte. Fabio Tortosa, invece, ha voluto dichiarare che lui è orgoglioso delle sue idee - immagino radicalmente fasciste, anche se poi ha detto che vota Pd... - e ha voluto offendere un ragazzo morto, e la sua famiglia, e le tante persone che gli volevano bene.
Piero Sansonetti, Cronache del Garantista ...

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